Meningite: sintomi iniziali in bambini e adulti

Meningite: sintomi iniziali in bambini e adulti

Come riconoscere la meningite dai sintomi iniziali nei bambini e negli adulti: quali sono i segnali caratteristici della meningite e qual è la cura

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    Meningite: sintomi iniziali in bambini e adulti

    E’ possibile capire che si tratta di meningite dai sintomi iniziali nei bambini e negli adulti? Quali sono i sintomi della meningite? La meningite è una malattia grave dovuta alla infiammazione delle meningi per cause infettive virali, batteriche o tossiche. Le meningi sono un insieme di membrane poste nel cranio a protezione e nutrimento del cervello e del midollo spinale. E’ facile comprendere che, essere colpiti dalla meningite e trascurarne i sintomi senza ricorrere a un’adeguata terapia, può portare anche alla morte o a gravi conseguenze a livello neurologico. Per capirne di più vediamo quali sono i primi sintomi, come avviene il contagio e come viene curata la meningite oggi.

    I sintomi della meningite nei bambini possono variare a seconda della loro età, ma in genere sono sempre percepiti come ‘gravi’ dai genitori che si accorgono che qualcosa non va. Infatti, mentre nei bambini più grandicelli riscontriamo gli stessi sintomi caratteristici della meningite che si manifestano anche negli adulti, nei bimbi di pochi mesi potrebbero essere diversi e di più difficile comprensione.

    Andiamo per ordine, i sintomi iniziali della meningite nei bambini molto piccoli possono essere confusi: il bimbo è colto da pianto irrefrenabile, nervosismo ed estrema irritabilità, ha convulsioni, rigurgita e presenta mancanza di appetito e/o sonnolenza duratura o stato di coscienza ridotto. Il colore della pelle può tendere al giallastro. Non sempre è presente la febbre, ma il polso è lento e irregolare.

    Altri sintomi della meningite, comuni a bambini più grandi e adulti sono: la presenza di febbre, profonda debolezza generale con dolori agli arti (mani e piedi in genere sono freddi), nausea, vomito, stitichezza, convulsioni, spasmi, iperestesia, sonnolenza, mal di testa e forte rigidità della nuca. Il collo fa male ed è bloccato tanto che, provando, non si riesce a toccarsi lo sterno con il mento tenendo la bocca chiusa, quindi la persona starà con in il capo reclinato all’indietro e il mento in alto. E’ presente il segno di Kerig, ossia la persona non riesce a stare seduta sul letto e stendere completamente le gambe, in più si appoggerà sulle braccia tenute dietro la schiena. In caso di meningite meningococcica possono apparire sulla pelle del corpo delle piccole macchie rosso-porpora (petecchie).

    Dopo aver visto quali sono i primi sintomi della meningite, vediamo come può avvenire il contagio: l’infezione delle meningi può essere provocata da microrganismi come batteri o da virus (le meningiti virali in genere si risolvono bene). Della meningite batterica sono responsabili germi come pneumococco, stafilococco, streptococco e meningococco. Anche un’infezione in atto in altro luogo (come un’otite) può in casi particolari, evolversi alle meningi. Oppure i microrganismi – presenti di norma nel corpo – possono introdursi nella scatola cranica in seguito a un trauma (ferita aperta) e dare origine alla meningite.

    Meningite sintomi e contagio

    La maggior parte dei casi di meningite da infezioni contagiose passano per le vie respiratorie, la trasmissione avviene attraverso le gocce di vapore che provengono dalla gola e dal naso di una persona infetta. Le goccioline possono essere immesse nell’aria con la secrezione catarrale, quando si tossisce, si parla o si starnutisce. L’infezione si trasmette quindi anche condividendo alimenti, stoviglie, fazzoletti o asciugamani.

    Inoltre è possibile infettarsi toccando superfici contaminate e portando le mani al naso o alla bocca. Alcuni agenti infettivi si possono diffondere attraverso le feci. Il periodo di incubazione della malattia va solitamente da 1 a 7 giorni.

    Per sapere se un paziente è affetto da meningite viene eseguita una puntura lombare, per il prelievo di liquido cerebrospinale che andrà analizzato alla ricerca di microrganismi responsabili dell’infezione. Qual è la terapia per la meningite? Ovviamente bisogna intervenire subito per sperare in una guarigione totale. Per le meningiti virali vengono utilizzati antipiretici e analgesici e, in alcuni casi, antivirali specifici. Per le forme di meningiti batteriche, micotiche o causate da protozoi, è necessaria una terapia che vada a debellare la presenza di tali microrganismi, usando diversi farmaci come antibiotici, antimicotici o antiprotozoari.

    Ogni anno in Italia più di 1.000 persone contraggono la meningite in una delle sue tante forme. Ad essere diffusi nel nostro Paese sono soprattutto i gruppi B e C. Però i casi di meningite da meningococco sono stati 164 nel 2014, 196 nel 2015 e 191 nel 2016. In più i numeri della meningite in Italia per il solo meningococco C sono questi: si contano 36 casi nel 2014, 63 nel 2015 e 67 nel 2016. Ovviamente in età pediatrica la gravità di una meningite è maggiore: gli esiti neurologici permanenti si manifestano nel 30-35% dei casi; la mortalità nel 5-10% dei casi. In base ai dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, la malattia provoca in Italia il decesso dell’8-14% dei pazienti. Se non vengono ricevute le cure adeguate, il tasso di mortalità può salire al 50%.

    A livello mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità comunica che ogni anno si verificano 500.000 casi di meningite meningococcica, il 10% dei quali letali. Si calcola che il 5-10% delle persone che contraggono l’infezione arrivi a morire, nonostante la patologia venga diagnosticata in tempo e si riceva un trattamento appropriato. In Africa le epidemie di meningite sono associate ai gruppi A e C del meningococco che si diffondono soprattutto nella stagione secca in una zona del continente africano chiamata “cintura della meningite”, che comprende la Guinea, il Burkina Faso, parte della Nigeria, del Niger, del Mali, del Ciad, del Sudan e dell’Etiopia.

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