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Vaccini in Italia, i dati di un fenomeno in calo

Vaccini in Italia, i dati di un fenomeno in calo

Su morbillo e rosolia le evidenze peggiori

da in Malattie, Salute, Vaccino
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    Vaccini in Italia, i dati di un fenomeno in calo

    Riguardo ai vaccini in Italia i dati confermerebbero che si tratti di un fenomeno in calo. In Italia i bambini vengono vaccinati sempre di meno e, come ha fatto presente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per molte malattie ci si ferma sotto la soglia di sicurezza. Questa tendenza a diminuire il ricorso ai vaccini interessa non soltanto quelli obbligatori, ma anche quelli raccomandati. La direzione presa viene segnalata in particolare dai comunicati della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, i cui dati sono molto evidenti.

    I dati che riguardano le vaccinazioni contro il morbillo e la rosolia sono quelli peggiori, che più preoccupano. E’ stato calcolato che nel giro di due anni, dal 2013 al 2015, le coperture vaccinali sono scese dal 90,5% all’85,3%. Riguardo a queste malattie l’OMS ha messo a punto un piano globale di eliminazione, che ha come scopo l’eradicazione delle patologie, ma l’Italia potrebbe non riuscire a completare le disposizioni date dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Già quest’ultima aveva richiamato il nostro Paese al rispetto degli obiettivi previsti dal piano, ma sembrerebbe che non siano state trovate soluzioni efficaci alla diminuzione del ricorso ai vaccini.

    Non meno tranquilla è la situazione per quanto riguarda l’anti-poliomielite. Questo vaccino, infatti, è stato somministrato al 93,4% della popolazione soltanto in 6 regioni. Si tratta di Piemonte, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sardegna. In calo anche il vaccino per l’epatite B, contro il tetano e la pertosse. Negli ultimi tre anni in particolare si è evidenziata la diminuzione.

    Le uniche eccezioni per quanto riguarda il calo del ricorso alle vaccinazioni vengono registrate in Italia contro lo pneumococco e il meningococco. Riguardo a questi casi sono stati messi in evidenza dei lievi aumenti, che si attestano rispettivamente ad un +3,6% e ad un +1,5%, nel periodo compreso fra il 2014 e il 2015. Anche in questi casi, però, le differenze fra le regioni sono ampie.

    Più tutelata appare la Toscana, che in seguito ai vari casi di meningite registrati ha deciso di prendere vari provvedimenti per rimediare. Per esempio il vaccino anti meningite è stato messo a disposizione gratuitamente ad alcune fasce.

    Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, ha confermato che in Italia sembrerebbero aumentare i casi di difterite. Secondo l’esperto, questo problema sarebbe connesso al calo dei vaccini. I casi, secondo ciò che è stato riferito, sembrerebbero coinvolgere maggiormente i bambini non vaccinati. Sarebbe la diretta conseguenza del calo delle vaccinazioni obbligatorie dettato molte volte dalla volontà dei genitori.

    Il Ministero della Salute in Italia ha sottolineato che, con il calo delle vaccinazioni, si corrono molti rischi. Il problema, infatti, non riguarderebbe soltanto chi decide di non fare il vaccino e si espone maggiormente a dei rischi. Le conseguenze sarebbero per tutta la popolazione, perché, se si andasse al di sopra della soglia di sicurezza, si potrebbero proteggere indirettamente coloro che, anche per motivi di salute, non hanno potuto fare ricorso al vaccino. Il rischio maggiore è la ricomparsa di numerose malattie che da tempo non circolavano più in Italia.

    Foto di jannoon028 / Freepik

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