Febbre del Nilo, sintomi e cause. Primo caso registrato in Sicilia

Febbre del Nilo, sintomi e cause. Primo caso registrato in Sicilia

Aumentano i casi dell'infezione nel nostro Paese: l'ultimo in Sicilia

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    Febbre del Nilo, sintomi e cause. Primo caso registrato in Sicilia

    Febbre del Nilo: quali i sintomi e le cause? E’ stato registrato il primo caso di contagio in Sicilia, il quattordicesimo nel nostro Paese. Si tratta di una patologia provocata dal virus West Nile, che è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1937. L’infezione è diffusa in diversi Stati del mondo, sia in Africa che in Asia, sia in Europa che in America. Il periodo dell’incubazione può variare e può raggiungere anche i 21 giorni in alcuni soggetti che presentano deficit del sistema immunitario. Il virus, oltre che l’uomo, può colpire altri mammiferi, come equini, cani e gatti.

    In genere chi è stato colpito dall’infezione non presenta sintomi visibili. Questa situazione si verifica nell’80% dei casi della malattia. Solo nel restante 20% possono essere presenti dei segnali della patologia, che sono simili a quelli di una comune influenza. Si possono verificare, infatti, mal di testa, nausea, vomito, febbre, sfoghi cutanei e linfonodi ingrossati. Si tratta di sintomi che possono cambiare in base all’età dell’individuo e solitamente hanno una durata di pochi giorni, al massimo di una settimana. I bambini potrebbero soffrire di una febbre leggera. Se l’infezione, invece, interessa le persone più adulte, si potrebbero manifestare febbre più alta, mal di testa, dolori a carico dei muscoli e arrossamento degli occhi. Le manifestazioni sintomatologiche potrebbero risultare più gravi nelle persone anziane. Nell’1% dei casi si potrebbero verificare debolezza muscolare, tremori, torpore, disturbi alla vista, convulsioni e si potrebbe arrivare anche al coma o alla paralisi.

    Il virus della febbre del Nilo si trasmette tramite le punture delle zanzare, che costituiscono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Anche gli uccelli selvatici possono veicolare il virus. La malattia non si trasmette da persona a persona con il semplice contatto. Sono stati documentati, anche se sono molto rari, casi di infezione dopo trasfusioni di sangue o trapianti di organi.

    Non esiste un vaccino contro la febbre del Nilo. L’unico modo per proteggersi consiste nella prevenzione, cercando di evitare le punture di zanzara. Non è disponibile nemmeno una cura per questa infezione: nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono dopo qualche giorno. Quando la situazione è più grave, invece, i pazienti dovrebbero essere ricoverati in ospedale per un trattamento con fluidi intravenosi o con respirazione assistita.

    A confermare il primo caso in Sicilia dell’infezione, avvenuto a Trapani, è stato l’European Centre for Disease Prevention and Control. Il virus in questione era già presente in Italia con altri casi in diverse regioni. Precisamente casi di contagio si erano verificati nelle province di Bologna, Novara, Vicenza, Modena, Mantova, Ravenna e Rovigo. Negli Stati membri dell’Unione Europea sono stati registrati in totale 171 casi di febbre del Nilo nel 2016.

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