Smog e salute: tutte le malattie provocate dall’inquinamento

Smog e salute: tutte le malattie provocate dall’inquinamento

Fa invecchiare il cervello, danneggia la pelle e causa l'infertilità maschile

da in Malattie, Salute
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    Smog e salute: tutte le malattie provocate dall’inquinamento

    Tra smog e salute c’è un rapporto molto stretto: sono diverse le malattie che l’inquinamento è capace di provocare e gli esperti hanno dimostrato che a volte gli effetti negativi dello smog sul nostro organismo si manifestano anche a poche ore di distanza dall’esposizione alle sostanze nocive. Anche se i rischi maggiori sono a carico dell’apparato respiratorio e di quello cardiocircolatorio, differenti altri apparati dell’organismo sono sottoposti continuamente all’esposizione a sostanze tossiche che hanno un effetto negativo sulla salute. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato la correlazione tra lo smog e alcune patologie, anche molto gravi.

    Uno studio dell’Università di Lancaster ha scoperto che le particelle nocive che costituiscono lo smog sono in grado di raggiungere il cervello, danneggiandolo. In particolare hanno degli effetti negativi le particelle di ferro e degli altri metalli contenuti nei gas di scarico delle automobili. I ricercatori hanno effettuato uno studio su alcuni abitanti di Città del Messico e di Manchester e hanno scoperto, secondo i risultati pubblicati sulla rivista Pnas, che nel tessuto cerebrale dei soggetti erano presenti elevate quantità di nanoparticelle di ossidi di ferro create con la combustione. Inoltre sono state rilevate tracce di altri metalli che si trovano nelle marmitte catalitiche, come il platino. Queste particelle, in particolare, sono legate da alcuni studi all’insorgenza dell’Alzheimer.

    Di recente uno studio statunitense, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Neurology, ha messo in evidenza che, con l’esposizione all’inquinamento, si registra un vero e proprio calo di materia bianca che è indice di un invecchiamento del cervello. In particolare è stato visto che, in presenza di un aumento di esposizione agli agenti inquinanti di 3.49 microgrammi per centimetro cubo, si può riscontrare un invecchiamento del cervello pari a 1 o 2 anni.

    Uno dei rischi maggiormente elevati che si corre con l’esposizione agli agenti inquinanti è rappresentato dalle malattie respiratorie. La correlazione tra i due aspetti è stata messa in evidenza più volte dagli esperti. Un recente congresso internazionale su asma bronchiale e BPCO, ad esempio, è stato utile per comprendere che il 15% delle malattie croniche che interessano l’apparato respiratorio è dovuto proprio allo smog.

    Il CNR di Pisa, inoltre ha riferito, attraverso un’apposita ricerca, che c’è un legame ben preciso tra inquinamento atmosferico e morti per malattie respiratorie. Quando si verifica un picco di inquinamento, nei tre giorni successivi si registra un aumento delle morti del 2,3% nella stagione invernale e del 7,6% durante l’estate.

    Tra i soggetti che risentono particolarmente delle conseguenze dello smog ci sono gli adolescenti e le donne. In presenza di un traffico particolarmente intenso e continuo, l’incidenza della bronchite cronica negli adulti è dell’85%.

    La situazione nel nostro Paese non è per niente positiva, come dimostra il dossier Mal’aria 2016 presentato di recente da Legambiente. Si assiste ad un continuo peggioramento della qualità dell’aria, che sarebbe responsabile anche del rischio di insorgenza di infarto. E’ stata una ricerca inglese a porre l’attenzione su questo aspetto. Lo studio è stato condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine ed è stato pubblicato sul British Medical Journal. La ricerca si è basata sulle informazioni raccolte su 79.288 casi di infarto che sono avvenuti in Gran Bretagna tra il 2003 e il 2006 e dimostra che respirare aria inquinata può aumentare il rischio di infarto nel giro di sole sei ore. Aumenta, quindi, in poco tempo, dopo l’esposizione all’inquinamento, il rischio di avere un attacco di cuore.

    Le polveri sottili hanno l’effetto negativo di alterare la barriera naturale a protezione della cute e di spingere le ghiandole sebacee a produrre sebo in grande quantità. Ecco perché l’inquinamento causa anche problemi della pelle, perché quest’ultima diventa facilmente più grassa e possono comparire delle irritazioni. Se si vive in un ambiente particolarmente inquinato, la pessima qualità dell’aria può avere degli effetti ancora più pesanti in presenza di disturbi come la dermatite atopica o l’acne.

    Mentre l’opinione pubblica si interroga su cosa fare per cambiare rotta, emergono sempre più dati negativi sugli effetti che ha l’inquinamento sulla salute, anche in relazione ai problemi di infertilità maschile. Una ricerca italiana dell’Università del Sannio ha specificato che ci sarebbe una correlazione significativa tra la presenza nell’aria di agenti inquinanti e la scarsa qualità del liquido seminale. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Geochemical e ha permesso di confrontare i dati relativi alla qualità del liquido seminale di più di 1000 uomini con problemi di fertilità con la distribuzione dei metalli pesanti nell’ambiente. E’ stato visto che c’è un collegamento molto stretto tra infertilità e concentrazioni anomale di piombo e antimonio.

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