Aids, solo una persona guarita: può succedere di nuovo?

Aids, solo una persona guarita: può succedere di nuovo?

Le prospettive della ricerca scientifica

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    Aids, solo una persona guarita: può succedere di nuovo?

    Dall’Aids è riuscita a guarire soltanto una persona. Si tratta di Timothy Brown, l’unico paziente che ufficialmente è stato dichiarato libero dalla malattia. La storia di quest’uomo è molto complessa e si è arrivati ad un successo dopo una serie di terapie e di trapianti. Secondo i risultati annunciati in occasione della Conferenza Internazionale sull’Aids, le cure d’avanguardia per questa patologia avrebbero lo scopo di ricreare il successo conseguito nel caso di Brown. Ma può veramente succedere che venga ripetuto un risultato di questo genere?

    Timothy Brown, che fu soprannominato in una prima fase in cui il suo nome era sconosciuto “il paziente di Berlino”, era sieropositivo dal 1995. Nel 2006 è stato colpito da leucemia acuta mieloide. Per volontà di un oncologo di Berlino che lo stava curando per la leucemia, l’uomo venne sottoposto ad un trapianto di cellule staminali. Non si trattava di un trapianto come tutti gli altri, perché le cellule trapiantate provenivano da un donatore che aveva una mutazione genica conosciuta per la sua capacità di resistere all’infezione provocata dal virus Hiv. Dopo 5 anni dall’aver ricevuto il primo trapianto di staminali, Brown è risultato completamente libero dal virus.

    Lo stesso Timothy Brown si è dichiarato entusiasta di ciò che la medicina è riuscita a fare con lui. Ha creato una fondazione, che si pone l’obiettivo di trovare una cura per tutti. Ha dichiarato senza mezzi termini che bisogna avere il coraggio di sperimentare, anche tentando strade originali mai provate prima, come è successo nel suo caso. Brown ha detto che non ci si dovrebbe accontentare di ciò che la scienza presenta come terapia consolidata. Oggi gli esperti di tutto il mondo si chiedono se tutto ciò possa essere ripetuto veramente o se si tratti di un caso destinato a rimanere singolo. Nel corso degli ultimi 8 anni gli scienziati hanno provato molti modi per replicare ciò che è accaduto nell’organismo di Timothy Brown.

    E’ stato avviato nel 2012 anche uno studio, noto come progetto di EpiStem: si sono effettuati trapianti di midollo osseo a 15 persone con Hiv e contemporaneamente ammalati di tumore.

    Di questi pazienti, però, 9 sono morti per delle complicazioni legate a queste procedure terapeutiche, che si rivelano estremamente rischiose. 3 sono sopravvissute, ma soltanto 2 persone sono risultate essere completamente libere dal virus. Il terzo individuo presenta livelli molto bassi di Hiv. A tutto questo si aggiunge il fatto che, per riuscire a trovare donatori di midollo osseo che portano la mutazione Hiv resistente, i ricercatori hanno dovuto sequenziare il dna di più di un miliardo di potenziali donatori in tutta Europa. Ci si è chiesti anche se possa bastare un semplice trapianto di midollo e quanta influenza abbia il fatto che i donatori abbiano la versione genica Hiv resistente. Ancora la scienza su questi punti deve dare delle risposte precise, perché occorre dell’altro lavoro, per determinare come i fattori in gioco si influenzino reciprocamente. Ricerche di laboratorio hanno portato anche a delle modifiche genetiche applicate alle cellule staminali, per creare delle cellule “ottimizzate”, che riuscirebbero a tenere molto più bassi i livelli di Hiv. Mancano ancora delle applicazioni specifiche di queste tecniche sull’uomo. Da questo punto di vista la ricerca scientifica è molto ricca di prospettive.

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