Cos’è l’istamina e cosa provoca

Cos’è l’istamina e cosa provoca

Il meccanismo d'azione del composto azotato presente in molti alimenti

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    Cos’è l’istamina e cosa provoca

    Cos’è l’istamina e cosa provoca? Si tratta di un composto azotato, che ritroviamo in molti cibi e che viene prodotto anche dal nostro organismo. In base ai recettori a cui si lega svolge differenti funzioni e provoca reazioni diverse. In particolare l’istamina, che fa anche da mediatore dell’infiammazione e delle reazioni allergiche, se in eccesso nel nostro corpo può provocare asma, orticaria, prurito e disturbi gastrointestinali. Per questo motivo bisogna stare molto attenti all’alimentazione, scegliendo i cibi da consumare.

    L’istamina si può legare ai recettori H1, che interessano anche il sistema nervoso centrale. In questo caso svolge funzioni eccitatorie: mantiene lo stato di veglia, ci fa percepire il dolore e il prurito e provoca aumento della secrezione dei muchi e la contrazione del tessuto polmonare. Se si lega ai recettori H2, tipici dell’apparato gastroenterico, determina contrazioni, con possibili conseguenze nell’intestino, come dolori addominali, spasmi, gonfiore e diarrea. Quando si lega ai recettori H3, anch’essi presenti nel sistema nervoso centrale, svolge la funzione di inibizione nel rilascio di alcuni neurotrasmettitori, come l’adrenalina, la noradrenalina e la serotonina. Legandosi ai recettori H4, che si trovano soprattutto nelle cellule del sistema immunitario, attiva l’infiammazione e funge da mediatore di manifestazioni allergiche.

    Alcuni alimenti andrebbero evitati, perché, pur non contenendo molta istamina, quando vengono introdotti nel nostro organismo possono liberarla dalle cellule del sistema immunitario innescando meccanismi infiammatori. Si tratta di cibi come fragole, agrumi, ananas, kiwi, banane, uva, patate, carciofi, piselli, albume d’uovo, cacao, noci, arachidi, soia, ceci, frutti di mare, cereali integrali, tè, caffè, bibite alcoliche. Rientrano nella stessa categoria anche alcuni coloranti e additivi, utilizzati soprattutto in prosciutti, salami, succhi di frutta, bevande colorate, gelatina, cibi pronti in scatola.

    Alcuni alimenti contengono istamina, per cui l’assunzione andrebbe misurata. Si tratta di vegetali come pomodori, spinaci, melanzane e frutta come albicocche, pesche, mirtilli e lamponi. Per quanto riguarda il pesce, i cibi che contengono più istamina sono il tonno, lo sgombro, le sardine, le acciughe. Particolare attenzione bisognerebbe prestare anche alla carne rossa, agli insaccati e ai formaggi, che possono innescare un processo di liberazione di istamina soprattutto a causa della stagionatura e della fermentazione.

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