Le 7 bugie con le quali il marketing ci prende in giro sul cibo

Le 7 bugie con le quali il marketing ci prende in giro sul cibo
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Ultimo aggiornamento: Sabato 19/11/2016 07:17

    bugie marketing cibo

    Le bugie con le quali il marketing ci prende in giro sul cibo sono davvero tante. Anche i media ogni giorno tendono a bombardarci con delle notizie (a volte false) sull’efficacia di alcune sostanze utilizzate nei prodotti dell’industria alimentare. Quest’ultima, nel corso del tempo, si è resa conto che, anche allo scopo di differenziare due cibi sostanzialmente identici, è sufficiente aggiungere delle sostanze, spiegate come benefiche al consumatore, e pubblicizzarle adeguatamente. A volte si tratta anche di principi attivi naturalmente presenti nel cibo, ma la cui presenza viene messa in risalto, anche attraverso opportune indicazioni sull’etichetta. Altre volte si tratta di caratteristiche che vengono esaltate, pensando di trasmettere un messaggio di “bontà” del prodotto, per renderlo più appetibile e, quindi, più vendibile. Ma siamo veramente sicuri di ciò che acquistiamo, quando facciamo la spesa?

    senza zuccheri aggiunti bugie cibo

    A differenza di quanto potrebbe sembrare, quando su un alimento leggiamo la scritta “senza zuccheri aggiunti”, non vuol dire che quel cibo non presenta zuccheri. Si tratta semplicemente di un prodotto che contiene una determinata quantità di zuccheri, anche se non ne sono stati aggiunti altri nel corso del processo di preparazione. Ad esempio una bevanda preparata con la frutta e che ha come ingrediente proprio il succo dei frutti può essere “senza zuccheri aggiunti”, ma può contenerne alcuni in modo naturale. Le aziende possono mettere in evidenza la scritta, ingannando di fatto il consumatore.

    senza glutine bugie cibo

    In alcuni prodotti alimentari viene messa in risalto la dicitura “senza glutine”. Si tende a presentarli come salutari proprio per questa caratteristica, sulla scia del molto parlare che ultimamente si fa sulla celiachia e sui problemi di salute ad essa connessi. Il glutine è una sostanza proteica contenuta in alcuni cereali, come frumento, orzo, farro, segale e kamut. Di per sé non fa male, ma crea disturbi soltanto ai soggetti predisposti. Di conseguenza non ci sarebbe nessun motivo, a meno che non si soffra di un’intolleranza, di privarsi del glutine.

    bio bugie cibo

    Si insiste anche molto sul biologico e sui vantaggi per la salute che questi prodotti comporterebbero. Ma non è tutto oro ciò che luccica, visto che non sempre la certificazione dei prodotti biologici è frutto di un riscontro sul campo. A volte l’ottenimento di una certificazione si limita ad analizzare soltanto carte e documenti, mentre può accadere che non vengano controllati puntualmente terreni e prodotti stessi. Non si vuole mettere in discussione la correttezza e l’utilità dei prodotti biologici in generale, ma bisogna stare attenti. E’ opportuno distinguere il biologico vero da quello che appare come un’onda commerciale “da cavalcare” per i numerosi introiti che può portare. Proprio per questo motivo a volte molte aziende agricole, industrie e perfino le multinazionali propongono prodotti in versione green anche per quelle realizzazioni che implicano una produzione a larga scala.

    con piu vitamine bugie cibo

    Siamo sicuri che i prodotti pubblicizzati come “con più vitamine” siano veramente più salutari? A questo proposito ci viene in aiuto un’inchiesta recente pubblicata da Foodwatch, associazione no profit europea, che ha analizzato 644 prodotti arricchiti con le vitamine, venduti soprattutto in Germania e in Olanda. E’ emerso che l’80% dei cibi presi in considerazione non poteva essere considerato, in base ai profili stabiliti dall’OMS, rientrante in un’alimentazione sana a causa di eccesso di zuccheri, sale e grassi. Non soltanto succhi di frutta e bevande varie, ma anche yogurt e cereali per la colazione. Secondo l’inchiesta di Foodwatch, le aziende alimentari sfrutterebbero in maniera opportunistica una mancanza nella legislazione europea. Le norme, infatti, permetterebbero di utilizzare slogan nutrizionali, riguardo ai quali, però, non sarebbero mai stati definiti dei profili nutrizionali esatti, che dovevano entrare in vigore nel 2009, ma non sono stati mai realizzati.

    con meno sodio bugie cibo

    L’acqua povera di sodio è un vero e proprio mito pubblicitario. Il sodio appare spesso legato a problemi di salute, come l’ipertensione e, conseguentemente, le malattie cardiache. Questo minerale trattiene i liquidi, aumenta il volume del sangue e quindi influisce sull’aumento della pressione. Ma non si tratta soltanto di bere acqua con meno sodio per risolvere la questione. Basti pensare che un litro di acqua povera di sodio contiene mediamente 10-18 mg di questo minerale. Attraverso la consueta alimentazione ciascuno di noi introduce 5-8 grammi di sodio al giorno, davvero una quantità superiore, rispetto alla quale anche bere un litro di acqua povera di sodio non influisce minimamente. Bisognerebbe più che altro, per ridimensionare il bilancio quotidiano, fare a meno di alcuni alimenti, come la bresaola, il prosciutto crudo e quello cotto, il salame e le patatine fritte. Inoltre, proprio l’equilibrio del sodio con il potassio garantisce il buon funzionamento del sistema cellulare. Non sarebbe opportuno alterare questo equilibrio.

    con piu selenio bugie cibo

    Dovremmo diffidare anche da quei prodotti che riportano dichiarazioni come “con più selenio”. Anche in questo caso l’unico scopo del produttore è quello di convincerci a comprare alcuni cibi in particolare. Nel nostro Paese e in tutta Europa, come mettono in evidenza i dati a disposizione, non ci sono situazioni di carenza di selenio che possano definirsi endemiche. Anche l’Istituto Superiore di Sanità, con un apposito studio, ha riscontrato che i nostri connazionali assumono, già attraverso la loro dieta quotidiana, una quantità sufficiente di questo minerale. Basta consumare regolarmente prodotti ittici, uova, carne, broccoli e cipolle.

    con omega 3 bugie cibo

    Gli omega 3 sono dei grassi che non fanno male, ma sono considerati benefici per le funzioni che svolgono all’interno dell’organismo. Ultimamente si esalta molto la bontà di queste sostanze. Per questo l’industria alimentare le sfrutta come specchietto per le allodole: basta scriverne la presenza sull’etichetta e il consumatore acquista di più. Ma spesso questi prodotti pubblicizzati con omega 3 ne contengono tracce del tutto trascurabili dal punto di vista biologico, quindi i nostri sforzi si rivelano vani.

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