Ormoni nella carne e conseguenze negative sulla nostra salute

Ormoni nella carne e conseguenze negative sulla nostra salute

In Italia il 15% della carne bovina sarebbe trattato con sostanze vietate

    Ormoni nella carne e conseguenze negative sulla nostra salute

    Gli ormoni nella carne possono avere delle conseguenze negative sulla salute. Negli allevamenti vengono impiegate spesso alcune sostanze, che in diversi Paesi del mondo sono vietate. Gli anabolizzanti costituiscono una di queste. In Europa sono vietati, ma alcuni di essi sono permessi negli Stati Uniti. Sono utilizzati per l’aumento della massa degli animali, soprattutto nel caso dei vitelli da latte e dei vitelloni. Ma il loro uso può essere considerato sicuro per la salute dell’uomo? Diverse sono le ricerche in questo campo, che dimostrano come bisognerebbe fare attenzione, perché l’impiego degli ormoni negli animali d’allevamento potrebbe essere connesso ad alcuni rischi.

    Anche se negli allevamenti del nostro Paese e dell’Europa in generale queste sostanze sono vietate, a volte alcuni allevatori non rispettano le leggi, nonostante i severi controlli da parte di ogni Stato dell’Unione Europea. Gli esperti spiegano che vengono utilizzate delle strumentazioni molto sofisticate che permettono di trovare nel sangue o nelle urine degli animali eventuali sostanze che non dovrebbero essere presenti. Grazie alle moderne tecniche di analisi si riesce a dare un nome alle molecole che non dovrebbero esserci, anche se bisogna ricordare che questi metodi sono costosi e sono utili solo entro un breve intervallo di tempo da quando all’animale sono state somministrate le sostanze vietate.

    Gli studiosi consigliano, in particolare, ai consumatori di rivolgersi a fornitori di fiducia, in modo da conoscere la provenienza della carne, anche se in questi casi potrebbe costare un po’ di più. Un buon modo per contrastare il fenomeno degli anabolizzanti nelle carni, considerando gli ultimi dati a disposizione, che parlano di 15 campioni su 100 di carni bovine avviate al macello nel nostro Paese non conformi alla legge (sono le informazioni del piano di monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta).

    Oltre agli anabolizzanti, in alcuni allevamenti vengono utilizzati antibiotici, a scopo preventivo o per curare animali malati.

    Bisogna ricordare, infatti, che negli allevamenti industriali gli animali spesso sono costretti a vivere in spazi molto ristretti nei quali si assiste alla diffusione di epidemie, che devono essere trattate con antibiotici. In più spesso agli animali viene somministrato il cortisone (una sostanza vietata negli allevamenti dell’Europa), per fornire benessere quando sono stanchi.

    Spesso la carne di animali trattati con gli anabolizzanti non presenta, alla fine, sostanze pericolose, perché alcuni giorni prima della macellazione il trattamento viene solitamente interrotto in modo da passare i controlli. Non sono rari, però, casi di evidenti squilibri ormonali riscontrati nei bambini, con ginecomastie. Tutto questo potrebbe essere collegato ad un consumo elevato soprattutto di carni bianche.

    In più gli antibiotici provocano una vera e propria farmaco-resistenza, perché, assumendo antibiotici non desiderati, si limita l’efficacia degli stessi prodotti quando se ne ha realmente la necessità, perché l’organismo viene indebolito e perché i microrganismi si sono abituati al medicinale in questione. Inoltre spesso nelle carni si possono trovare tracce di beta-bloccanti, farmaci usati per curare le malattie cardiovascolari, che non dovrebbero essere presenti nemmeno in quantità molto basse nei prodotti alimentari.

    Gli esperti parlano anche di altre situazioni pericolose che dovrebbero farci riflettere: dal 1800 ad oggi si è abbassata la data della prima mestruazione, passando dai 15 ai 10 anni di età. Inoltre sono sempre più frequenti i casi di tumore al seno, che vengono riscontrati anche nei soggetti intorno ai 20 anni di età e non solo nelle persone oltre il 40esimo anno.

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