Preservativo: sicuro, ma sempre meno usato

Preservativo: sicuro, ma sempre meno usato

Nemmeno le campagne sociali si occupano di fare diffusione sul tema

da in Salute, Sessualità
    Preservativo: sicuro, ma sempre meno usato

    Il preservativo è sicuro, ma non sempre viene usato. Gli esperti affermano che la sua affidabilità nel proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili è pari al 97%. Ma oggi il re dei contraccettivi comincia a diventare sempre meno in voga. Dagli ultimi dati a disposizione, relativi alle vendite, è emerso che solo un italiano su cinque usa il preservativo e non regolarmente. Il condom è stato largamente protagonista nell’ambito delle discussioni negli anni ’80 e ’90, fortemente improntate alla paura della diffusione dell’aids. Attualmente, seppure la malattia non si arresta, sembra non si sia più sensibili all’argomento e per questo si abbassano anche i sistemi di difesa.

    Ma perché il 45% degli italiani non usa il preservativo? Secondo i tecnici del settore, la ragione principale è legata alla paura della riduzione del piacere. Ma non si tratta soltanto di questo, perché subentrano motivazioni psicologiche, spesso inconsce, che sono state ampiamente spiegate dagli psicoanalisti. Gli studiosi affermano che gli uomini tendono ad usare sempre di meno il contraccettivo quasi per un desiderio di fusione che sia totale con il partner e per una fantasia inconscia di paternità.

    Poi subentrerebbe anche una sorta di “desiderio del rischio”, che stimola l’adrenalina e che fa sentire autentici, pur essendo consapevoli dei rischi di infezioni soprattutto durante i rapporti occasionali. Gli esperti mettono in evidenza anche che molte campagne sociali sul tema dell’aids sono ormai sparite e questo porterebbe ad un atteggiamento fatalista, nella convinzione che tanto, anche contagiati, si possa sopravvivere a lungo.

    Secondo i responsabili della comunicazione sociale sul tema del condom, si assiste attualmente ad un dietrofront delle campagne, anche pubblicitarie, che non è da sottovalutare. Il professor Alberto Contri, che insegna comunicazione sociale allo Iulm, ha messo in evidenza che negli anni ’90 sono state curate molte campagne sul sesso sicuro anche attraverso la realizzazione di spot televisivi.

    Negli ultimi anni sembra esserci stata un’inversione di tendenza e nemmeno gli enti pubblici stanziano soldi a sufficienza per attuare sensibilizzazioni efficaci all’uso del condom. Eppure non si tratta soltanto di malattie sessualmente trasmissibili, ma anche di gravidanze indesiderate. Basti pensare al vero e proprio allarme lanciato dagli ospedali milanesi sull’aumento del 30% delle minorenni che, negli ultimi 5 anni, si sono ritrovate alle prese con una gravidanza che non avevano programmato.

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