Utero in affitto: costi nei paesi in cui è legale

Utero in affitto: costi nei paesi in cui è legale
da in Fecondazione assistita, Salute, Utero in affitto
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:06

    L’utero in affitto, o più correttamente maternità surrogata, è pratica vietata in Italia, ma legale in alcuni Paesi del mondo. Con questo termine si indica la gestazione da parte di una donna, che non è la madre biologica, per conto di una coppia sterile o una coppia omosessuale che, a loro volta, diventano i genitori effettivi. La fecondazione può essere effettuata con seme e ovuli della coppia o con la fecondazione in vitro, grazie alla donazione di donatrici e donatori esterni o con il supporto di un membro della coppia. La maternità surrogata porta con sé questione etiche di non facile risoluzione: la polemica che ha investito Nichi Vendola in Italia ne è la prova. In alcuni Paesi, l’utero in affitto è “commerciale” perché comporta il pagamento della donna che porta a compimento la gravidanza; in altri è concesso ma solo se “altruista” (cioè senza versare soldi). Vediamo quali sono gli Stati in cui è legale e i costi.

    Nel mondo sono diversi i Paesi che hanno legalizzato la maternità surrogata, con modalità diverse. Negli USA sono otto gli Stati in cui è permesso, a partire dalla California, il primo ad avere una legge in materia; rimanendo in Nord America, il Canada ha legalizzato la surrogazione della maternità da tempo. Anche in Spagna, Regno Unito, Grecia, Paesi Bassi, Belgio e Romania è possibile ricorrere all’utero in affitto, con tempi e modalità diverse: le lungaggini e la burocrazia della legge inglese per esempio ha spinto molti cittadini britannici a rivolgersi verso altri Paesi extra UE. Fuori dall’Europa si contano molti Stati in cui è legale: Ucraina, Russia, India, Georgia, Armenia, ma anche alcuni Paesi asiatici. Fino a febbraio 2015 nell’elenco rientrava anche la Thailandia. Qui però alcuni casi controversi (tra cui quello della coppia che non ha voluto il figlio nato con la sindrome di Down) hanno scatenato forti polemiche e il governo ha vietato la maternità surrogata.

    Il costo della maternità surrogata variano a seconda del Paese. Negli Stati Uniti la media è di 120mila euro, soldi che coprono i costi delle agenzie che si occupano dei documenti e delle cliniche, cure mediche, assicurazione completa e il versamento di una somma per la madre surrogata, oltre all’assistenza totale per la coppia dei futuri genitori: si è seguiti in ogni passo, con professionalità e discrezione (nei documenti per esempio, non compare il nome della madre surrogata) e, oltre a tante persone comuni, anche molti VIP hanno scelto questa strada. Più contenuti invece i costi negli altri Paesi dell’Est Europa: la media scende di oltre la metà, oscillando (a seconda degli Stati) tra i 30mila e i 60mila euro.

    La maternità surrogata permette a coppie sterili di diventare genitori, ma le questioni etiche rendono tutto più complesso. La surrogazione viene usata anche da coppie omosessuali e questo amplia il discorso al riconoscimento delle famiglie gay, materia ancora più delicata. Esemplare il caso della Russia dove la maternità surrogata è praticata dal 1995, accettata a tutti i livelli della società, permessa a coppie sposate e a single (“soggetti che non sono ufficialmente coniugati”, come si legge nei regolamenti delle cliniche). In teoria, nel Paese di Putin, un omosessuale che si dichiari single potrebbe avere accesso alla maternità surrogata, e siamo nella stessa nazione che ha voluto la legge contro la “propaganda gay”. Le madri surrogate hanno dei benefici a livello economico: se rispondono ai parametri richiesti (età massima 40 anni, ottima salute psico-fisica, essere già madri di almeno un figlio nato sano), ricevono assistenza medica e il versamento di somme anche ingenti, specie se rapportate agli stipendi medi dei Paesi d’origine. Il discorso vale soprattutto nei paesi più poveri dove il rischio di una mercificazione della maternità surrogata è alto. Non solo. I maggiori guadagni vanno a chi organizza il tutto dal punto di vista medico e soprattutto legale. Agenzie, cliniche ma anche avvocati ed esperti che redigono le carte con cui registrare la nascita, in modo che il bambino venga riconosciuto come figlio della coppia anche in Italia. Il giro d’affari è ingente, ma soprattutto rischioso per le coppie che desiderano avere un figlio con la surrogata: il rischio che non gli venga riconosciuta la genitorialità in Italia è reale e potrebbe vanificare tutti gli sforzi.

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