Anisocoria, il disturbo degli occhi di David Bowie

Anisocoria, il disturbo degli occhi di David Bowie

Sembrava che avesse due iridi di diverso colore, ma in realtà aveva una pupilla più grande dell'altra

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    Anisocoria, il disturbo degli occhi di David Bowie


    Si chiama anisocoria il disturbo degli occhi di David Bowie. A un primo sguardo, gli occhi della leggenda del rock scomparsa il 10 gennaio 2016, potrebbero sembrare di due colori diversi. Invece il suo sguardo unico e magnetico era dovuto al fatto che una delle due pupille era perennemente dilatata. Tutto ha avuto origine in seguito a una rissa nel 1962: un compagno di scuola sferrò un pugno all’allora quindicenne futura star della musica, a causa di un litigio per una ragazza. Il giovane aveva un anello, che provocò il danno agli occhi. David Bowie si sottopose a diverse operazioni, ma la pupilla dell’occhio sinistro rimase danneggiata. Anni dopo, il cantante ringraziò pubblicamente il responsabile della sua pupilla dilatata, affermando che grazie a lui il suo sguardo aveva acquisito qualcosa di mistico. Scopriamo di più su questa patologia.

    L’anisocoria consiste nella differente ampiezza delle due pupille. Il difetto si nota quando gli occhi vengono esposti alla stessa intensità di illuminazione. A volte l’anomalia può essere fisiologica, per cui non bisogna preoccuparsi. Altre volte, invece, si tratta di una malattia che richiede l’intervento di un medico. I sintomi tipici di questa condizione sono molto vari e dipendono dai motivi che l’hanno provocata. Per poter parlare di anisocoria, tra le due pupille deve esserci una differenza di almeno 0,4 millimetri.

    Il soggetto colpito da questa patologia può provare un senso di confusione. In alcuni casi si arriva alla perdita della vista.

    La condizione può essere accompagnata dalla nausea, dalla palpebra calante, dalla visione offuscata e doppia, dalla febbre, da mal di testa, dalla sensibilità alla luce, dal torcicollo. Si può verificare anche la midriasi, la dilatazione della pupilla.

    Quando alla base dell’anisocoria non ci sono malattie particolari e la condizione non è determinata né da agenti tossici né da uso di farmaci, si parla di anisocoria fisiologica. A volte, però, ci sono dei fattori che causano questo disturbo. Alla base, per esempio, ci può essere la sindrome di Horner: a causa di un difetto di trasmissione nervosa tra il cervello e i muscoli degli occhi e della faccia di un lato del volto, la pupilla rimane di diametro ristretto.

    L’anisocoria può essere causata anche da eventi di natura traumatica che interessano l’occhio, come una contusione, operazioni chirurgiche, infiammazioni. A volte tutto dipende dalla pupilla tonica di Adie, una malattia neurologica, costituita da una pupilla che risponde più lentamente agli stimoli più luminosi. Si può verificare anche la paralisi del nervo oculomotore, a causa di un aneurisma cerebrale, un’ischemia o un tumore al cervello.

    Possono provocare anisocoria alcuni farmaci, come i colliri a base di pilocarpina o tropicamide, o gli alcaloidi; anche alcune droghe come la cocaina e l’ecstasy possono avere lo stesso effetto. Altre cause della patologia possono essere la meningite e l’epilessia.

    Nel caso dell’anisocoria fisiologica, occorre consultare il medico soltanto quando la condizione peggiora in modo marcato o quando si avvertono sintomi specifici. In una condizione patologica, la terapia da adottare varia in base alle cause scatenanti del problema.

    Ad esempio, se il paziente è affetto da una meningite infettiva, devono essere somministrati antibiotici o antivirali, a seconda che la causa sia da rintracciare in un batterio o in un virus. Se la causa dell’anisocoria è un tumore al cervello, esso deve essere asportato chirurgicamente. Se il problema è riconducibile ad un forte colpo alla testa, potrebbe essere importante intervenire per drenare l’ematoma che si è formato all’interno del cranio.

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