Medicina digitale: le nuove frontiere della tecnologia

Medicina digitale: le nuove frontiere della tecnologia

Fascicolo sanitario personale, ricetta elettronica e cellulari per la teleassistenza: le novità tecnologiche a vantaggio della nostra salute

da in Medicina, Salute, Sanità
    Medicina digitale: le nuove frontiere della tecnologia

    La medicina digitale rappresenta una delle nuove frontiere della tecnologia, una vera e propria svolta che potrebbe condizionare, in un futuro non troppo lontano, la vita quotidiana di tutti i pazienti. E’ chiamata “digital health” ed è una nuova sanità, basata sull’utilizzo dei computer e di internet: promette di mettere fine a numerose patologie diffuse in tutto il mondo, giocando un ruolo decisivo nella salute globale. E’ quanto afferma il recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che descrive l’importanza delle tecnologie dell’informazione anche nel campo della salute.

    Gli sms e le videochiamate costituiscono uno dei metodi di cui si potrebbe avvalere la medicina digitale. Possono essere utili, ad esempio, per tenere sotto controllo i progressi di una terapia in un paziente. Si possono inviare velocemente dati e informazioni, effettuare dei test semplici e inviarli ai laboratori con una connessione internet, realizzare dei veri e propri aggiornamenti del personale sanitario con i sistemi di e-learning.

    Il fascicolo personale è alla base di tutto il sistema. In Italia si sta sperimentando già in alcune aree (Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Provincia autonoma di Trento) e consente a tutti i cittadini di ricevere informazioni immediate sui ricoveri in ospedale, sulle prestazioni farmaceutiche, sull’assistenza domiciliare, sulle visite da uno specialista e sugli accessi al pronto soccorso.

    L’accesso al fascicolo dovrebbe avvenire dopo aver abilitato la carta saniraria, che si attiva in uno degli sportelli abilitati. Non è un sistema ancora pienamente utilizzato, nemmeno dal personale sanitario, ma rappresenta già un primo passo avanti verso il futuro della sanità. Basti pensare che 10 milioni di italiani hanno attivato il fascicolo personale, ma la maggior parte di essi non lo conosce bene o non lo utilizza.

    La ricetta elettronica è ormai molto diffusa nel nostro Paese. Sta scomparendo gradualmente la ricetta rossa scritta dal medico, a favore delle prescrizioni digitali.

    Ma rimane un inconveniente: al paziente viene ugualmente consegnato un promemoria cartaceo con tutti i dati personali e la prescrizione, da consegnare in farmacia per ritirare i medicinali.

    Questo rimane, almeno per ora, un problema che non può essere eliminato: per risolverlo bisognerà far funzionare pienamente il fascicolo sanitario elettronico. Federfarma ha calcolato che, su 600 milioni di prescrizioni di medicinali nel nostro Paese, attualmente più del 52% è effettuato con la ricetta elettronica, con una percentuale ancora più alta soprattutto nella provincia di Trento, in Sicilia, in Campania e in Veneto.

    I progetti della cosiddetta “telemedicina” continuano, anche in Italia. Ogni anno si sperimentano nuove potenzialità della rete e della tecnologia applicate alla sanità. L’Italia è senza dubbio uno dei primi Paesi nel mondo che ha iniziato questi progetti, grazie alla trasmissione a distanza di elettrocardiogrammi avvenuta a partire dal 1970.

    Attualmente, però, vengono effettuate anche operazioni di consulto e di scambio di immagini diagnostiche e referti attraverso le videocomunicazioni. Abbastanza diffusi anche i sistemi di teleconsulto con le isole minori e il monitoraggio remoto per le carceri di massima sicurezza. La telemedicina si è sviluppata anche con l’assistenza medica a distanza per le navi in mare aperto.

    Ma non è solo il nostro Paese a beneficiare dei vantaggi della telemedicina. Whole System Demonstrator Programme è il nome del più grande studio effettuato su questo argomento. Grazie alla teleassistenza su 6.200 pazienti inglesi che soffrivano di malattie come l’insufficienza cardiaca, il diabete o la broncopneumopatia cronica ostruttiva, si è riscontrata una diminuzione del 45% per quanto riguarda la mortalità e del 20% relativamente ai ricoveri al pronto soccorso.

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