Piano vaccini 2015: i bambini non vaccinati potrebbero non entrare a scuola

Piano vaccini 2015: i bambini non vaccinati potrebbero non entrare a scuola
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    Piano vaccini 2015: i bambini non vaccinati potrebbero non entrare a scuola

    Secondo il piano vaccini 2015 i bambini non vaccinati potrebbero non entrare a scuola. Le regioni hanno approvato le nuove disposizioni, per le quali ci dovrà essere un tavolo specifico di discussione, anche per trovare i fondi necessari, che dovrebbero ammontare a circa 300 milioni di euro. Secondo il testo approvato dalla Conferenza, sarebbe auspicabile l’obbligo di certificazione delle vaccinazioni previste per l’ingresso a scuola. Sergio Venturi, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, ha dichiarato che è stato proposto un tavolo di monitoraggio tra regioni e Ministero della Salute.

    Nel testo del nuovo piano vaccinale è possibile riscontrare come il divieto di iscrizione a scuola per i bambini non vaccinati dovrà essere regolato da una normativa apposita, che possa beneficiare anche di attenti aggiornamenti. Attualmente, anche secondo quanto è stato dichiarato dal ministro Lorenzin, non c’è una norma che introduce la vaccinazione obbligatoria per chi va a scuola.

    E’ stata proprio la Lorenzin a spiegare che, se ci fosse un domani una sensibilità comune, si potrebbe pensare di portare la proposta in Parlamento. E’ difficile, infatti, mettere in discussione il diritto allo studio sancito dalla Costituzione. Per arrivare a tutto ciò, servirebbe un passaggio di legge in Parlamento, per cui le stesse regioni non potrebbero adottare questo provvedimento.

    Il piano regionale stabilisce anche delle sanzioni per i medici che sconsigliano i vaccini.

    Infatti prevede di effettuare una ricognizione delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale, anche per quel personale sanitario che è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Secondo il piano, ogni operatore è “eticamente obbligato ad informare, consigliare e promuovere le vaccinazioni in accordo alle più aggiornate evidenze scientifiche e alle strategie condivise a livello nazionale”.

    A porre l’attenzione sul tema dei vaccini erano state già qualche giorno fa le mamme bolognesi che avevano lanciato la campagna social “IoVaccino”, proprio per sensibilizzare i genitori su questo tema. I bambini vaccinati, infatti, sono sempre meno e almeno uno su venti non è coperto da malattie importanti, come l’epatite. Si è riproposto, quindi, l’incubo della diffusione di patologie importanti ormai debellate.

    Il tutto nasce da un’opera di demonizzazione dei vaccini, che sono stati imputati persino di essere causa di autismo nei bambini. Tutti luoghi comuni che andrebbero sfatati per garantire ai più piccoli il diritto alla salute. Beatrice Lorenzin è intervenuta sul problema dell’ammissione dei bambini non vaccinati a scuola e ha ribadito che “Quella dei vaccini è una questione di sicurezza nazionale, di salute pubblica. Vaccinare vuol dire investire sul benessere, è la misura di prevenzione più efficace e innocua”.

    La normativa vigente, ha ricordato il ministro, prevede che “In mancanza della certificazione comprovante l’avvenuta vaccinazione, il dirigente scolastico comunichi entro 5 giorni all’Asl di competenza la situazione. Il sistema fa quindi scattare l’allerta e consente all’Asl di intervenire senza pregiudicare il diritto dei bambini allo studio”.

    In merito all’ipotesi di sanzionare i medici che sconsigliano i vaccini, invece, la Lorenzin ha spiegato che “L’ordinamento vigente attribuisce ai soli ordini professionali il potere di disciplinare sui medici e pertanto spetta ai soli ordini valutare se e quando una mancata prestazione sanitaria possa tradursi in un comportamento deontologicamente non corretto”.

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