Accavallare le gambe fa male alla schiena e alle ginocchia?

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    Accavallare le gambe fa male alla schiena e alle ginocchia?

    Accavallare le gambe fa male alla schiena e alle ginocchia? Su questo argomento anche fra gli esperti c’è disaccordo. Numerosi studi, infatti, hanno messo in evidenza che questa posizione probabilmente non è così dannosa come possiamo credere. Ci sarebbero dei rischi collegati, ma questi possono essere evitati, non restando a lungo nella stessa postura. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che accavallare le gambe potrebbe essere connesso anche ad un pericolo di innalzamento della pressione sanguigna. Ma non è detto che tutto ciò possa portare a delle conseguenze a lungo termine. Vediamo di capirne di più.

    I possibili rischi

    Alcuni studi hanno ipotizzato che l’accavallare le gambe potrebbe portare dei danni che sarebbero collegati alla comparsa delle vene varicose, a dei pericoli per i nervi e alla pressione sanguigna elevata. Secondo quanto ha riferito la BBC, che si è occupata della questione, la scienza ha dimostrato che è improbabile che si possano riscontrare eventuali danni, se non si rimane a lungo nella stessa posizione, fino ad arrivare ad un intorpidimento delle gambe. E’ stato detto da alcuni che rimanere seduti in posizione per molte ore senza muoversi può portare ad una condizione nota come paralisi del nervo peroneo. Questo problema, però, interessa tutta la postura e non soltanto l’atto dell’accavallare le gambe.

    Alcuni hanno avanzato anche l’ipotesi che, attraverso l’accavallamento delle gambe, si potrebbe verificare un innalzamento della pressione del sangue. Tuttavia gli esperti hanno verificato che si tratterebbe soltanto di una condizione momentanea, che non comporterebbe pericoli se non si è ad alto rischio di formazione di coaguli di sangue. Sul collegamento tra l’accavallare le gambe e la formazione di vene varicose non tutti sono d’accordo. Alcuni riferiscono un ruolo importante svolto dalla genetica.

    La corretta postura alla scrivania

    Come regolarci, quindi, quando siamo seduti, per esempio alla scrivania? Se ci ritroviamo a lavorare al computer, bisogna adottare alcune soluzioni, per evitare di posizionarsi in modo scorretto. Lo schermo del PC deve essere posizionato in maniera frontale e non lateralmente. L’avambraccio che utilizziamo per il mouse deve essere appoggiato sulla scrivania, in modo che il mouse venga mosso soltanto dal polso e dalle dita.

    Le mani posizionate sulla tastiera dovrebbero poter disporre di un appoggio totale dell’avambraccio sulla scrivania, formando un angolo di 90 gradi a livello del gomito. E’ essenziale mantenere le spalle rilassate. I piedi, le ginocchia e l’anca dovrebbero anch’essi rispettare un angolo di 90 gradi, per permettere alla schiena, nella sua parte lombare, di aderire allo schienale. Stare sul bordo della sedia impone alla colonna vertebrale degli adattamenti, che, a lungo andare, possono sfociare anche in sciatalgia e dolori cervicali.

    La posizione corretta sul divano

    Come sedersi, quando ci si vuole riposare sul divano? E’ importante che la parte lombare della colonna vertebrale rimanga appoggiata allo schienale e non sia incurvata in avanti. E’ essenziale non sprofondare nel divano, ma cercare di rimanere seduti, facendo aderire i glutei e la schiena allo schienale e delineando uno spazio tra schiena e cosce, in modo da formare un angolo da 90 gradi.

    Sarebbe meglio appoggiare anche la testa, per evitare contratture muscolari. Da evitare la posizione con il bacino più in basso delle gambe, perché in questo modo non si favorisce il rispetto della curvatura fisiologica della colonna vertebrale e potrebbe essere un problema specialmente per chi soffre di ernia del disco.