Cura del cancro: 5 cose che dovresti sapere

Sulla cura del cancro ci sono alcune cose che dovresti sapere, su quello che accade in laboratorio, per comprendere meglio i progressi scientifici.

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    Sulla cura del cancro sono stati fatti molti progressi scientifici, specialmente negli ultimi anni. La ricerca è al lavoro continuamente per trovare degli strumenti efficaci per sconfiggere la diffusione dei tumori. Ma che cosa succede realmente in laboratorio? Ci sono degli aspetti sulla ricerca e sulla cura dei tumori che ci fanno comprendere fino in fondo che cosa vuol dire studiare questa malattia e impegnarsi per trovare gli strumenti per sconfiggerla. Vi riveliamo alcuni argomenti “nascosti” con i quali i ricercatori si confrontano ogni giorno.

    1. E’ impossibile trovare una cura uguale per tutti i pazienti

    Quando si parla di cura per il cancro, probabilmente si tende a generalizzare, ma la ricerca scientifica dice chiaramente che non è così semplice trovare una cura che vada bene per ogni paziente. In ciascun individuo e relativamente ad ogni tipo di cancro intervengono diversi enzimi inibitori ed altri fattori biologici. La cura varia anche in base alla parte del corpo interessata dalla malattia, perché i ricercatori sanno bene che ci sono molte possibili combinazioni di mutazioni e differenti divisioni cellulari. Per esempio anche un cancro al fegato può variare di tipologia: di solito esistono cure che sono rivolte a tipi molto specifici e diversi di cancro al fegato. Lo stesso discorso vale per gli altri tipi di tumori.

    2. Il cancro non consiste semplicemente nella divisione cellulare

    La ricerca sul cancro costringe a confrontarsi con numerose variabili. Il concetto generale è quello che il tumore sia determinato da una moltiplicazione esagerata di cellule, attraverso un processo di divisione cellulare. Ma non è soltanto questo: definirlo solo uno sviluppo rapido a livello biologico è completamente sbagliato. Alcuni tumori, infatti, possono crescere e sopravvivere anche senza la divisione cellulare. Delle cellule tumorali rimangono attive nel corpo attraverso una crescita autosufficiente. E’ molto importante per i ricercatori sapere come si forma un tumore, perché proprio sulla base di queste informazioni si può trovare una cura più esatta.

    3. Alcune scoperte sono accidentali

    Spesso si pensa che l’efficacia di un trattamento possa arrivare attraverso la precisione degli esperimenti messi a punto. Non si considera, invece, come molte scoperte sulla cura del cancro a volte siano del tutto accidentali. Per esempio il cancro al testicolo restava una delle malattie che incidevano maggiormente sulla mortalità per gli uomini, fino a quando un ricercatore, quasi casualmente, ha deciso di aggiungere un po’ di platino in un mix terapeutico, che ha dato origine ad un particolare tipo di chemioterapia. Proprio quest’ultimo oggi rappresenta la principale cura per circa il 90% di tutti i pazienti affetti da tumore ai testicoli.

    4. Decenni di lavoro possono anche condurre al nulla

    Il compito dei ricercatori che si occupano di trovare una cura per il cancro è anche quello di monitorare degli esperimenti ad azione lenta. Spesso alcuni ricercatori trascorrono tutta la loro vita concentrandosi su una quantità di progetti molto limitata. Non dimentichiamo che per la ricerca contro il cancro sono necessari anche dei finanziamenti e, se questi vengono a mancare ad un certo punto, è probabile anche che si abbia avuto a che fare con un tempo sprecato, non ottenendo nulla di positivo. Le entità dei finanziamenti spesso dipendono dall’attenzione che l’opinione pubblica ha nei confronti di un tipo di cancro rispetto ad un altro. La ricerca per la cura sul cancro prevede molte fasi e molti test, oltre che lo sviluppo di liste di migliaia di molecole da provare. Spesso accade che proprio nell’ultima fase tutto fallisca.

    5. Molte persone non capiscono come funziona la ricerca

    Spesso si ha una concezione sbagliata della ricerca scientifica sul cancro. Nel mondo reale non accade come nei film, che ci mostrano aspetti di questo genere. Si tende a lavorare in squadra, costruendo lentamente dei modelli su cui agire. Non è utile che un ricercatore lavori da solo, anche per non lasciarsi coinvolgere troppo nell’attività svolta. Ci sono, infatti, degli aspetti emotivi che interessano gli stessi ricercatori e che spesso possono rappresentare un ostacolo. Soltanto attraverso il lavoro insieme questi elementi possono essere inquadrati in un ambito più razionale. La scienza deve essere capace anche di agire attraverso metafore molto semplici, che possano risultare comprensibili al grande pubblico dei non esperti.