7 luoghi comuni sui vaccini

7 luoghi comuni sui vaccini
da in Salute, Vaccino

    Alcuni luoghi comuni sui vaccini stentano davvero a morire. Delle convinzioni influenzano le scelte in materia di prevenzione di molti italiani. Lo dimostra l’allarme lanciato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, che avvertono di come ci sia una tendenza molto diffusa, soprattutto in alcune regioni, di far vaccinare sempre meno i bambini. In particolare sono scese al di sotto del 95% le vaccinazioni per la poliomielite, il tetano, la difterite e l’epatite B. Calo record anche per i vaccini contro il morbillo, la parotite e la rosolia. La conseguenza consiste nella possibilità del ritorno di malattie considerate ormai debellate. Bisognerebbe fare più informazione, soprattutto sui dati scientifici che riguardano l’efficacia dei vaccini. Il problema si potrebbe risolvere anche sfatando alcuni miti. Ecco quali.

    Alcuni genitori ritengono che ci sia un legame tra autismo e vaccino contro il morbillo. Tutto è nato da una bufala diffusa in seguito ad uno studio effettuato da un medico inglese, che poi è stato sospeso dalla professione. La ricerca scientifica ha dimostrato che non esiste un legame tra vaccino e autismo.

    Si tende a credere che la somministrazione del vaccino possa indebolire le difese immunitarie. E’ falso: gli esperti chiariscono che, al contrario, il sistema immunitario dell’organismo si rafforza e, quindi, diventa capace di combattere meglio le infezioni.

    Ogni vaccino comporta degli effetti collaterali, ma di solito, se questi si verificano, sono soltanto lievi e passano subito. Gli effetti collaterali gravi possono subentrare soltanto in casi rarissimi. Bisogna tenere conto del rapporto rischi-benefici, perché, senza vaccino, anche le complicanze delle malattie possono essere determinanti. Un dato da considerare anche in seguito al calo record dei vaccini in Italia.

    Anche questo è un altro mito da sfatare. Gli esperti, infatti, chiariscono che già a 2 mesi il sistema immunitario è in grado di rispondere ai vaccini. Sarebbe meglio pensare ad una prevenzione precoce, specialmente per alcune malattie, come, ad esempio, la pertosse.

    Chi mostra un atteggiamento di sfiducia nei confronti dei vaccini può essere portato a credere che somministrare contemporaneamente più vaccini possa essere pericoloso. Si tratta di un luogo comune che non trova fondamento scientifico, perché è stato dimostrato che gli effetti non si annientano e che non si hanno effetti collaterali maggiori.

    In generale c’è chi pensa che i vaccini non siano sicuri. Non è così, perché le dosi vaccinali ormai rappresentano il frutto di trattamenti biotecnologici molto sofisticati, che assicurano sia l’efficacia che l’esclusione di possibili pericoli.

    Le complicanze dettate da una malattia, contro la quale è disponibile il vaccino, possono essere davvero gravi e a volte anche fatali. Di conseguenza sarebbe meglio vaccinarsi che affrontare la malattia senza alcuna protezione. Tutto ciò vale anche nel caso dell’influenza, evitando febbre e malessere generale.

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