Mercurio nel pesce: come proteggersi

Mercurio nel pesce: come proteggersi
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    Mercurio nel pesce: come proteggersi

    Come proteggersi dal mercurio nel pesce? Secondo alcuni ricercatori, il consumo di alcune tipologie aumenta il rischio di assumere quantità eccessive e dunque pericolose di questa sostanza. Conoscere i fattori di rischio e la provenienza geografica del pesce può contribuire a difendersi dalla intossicazione del metallo pesante. La presenza di mercurio nel tonno, nel pesce persico e in altre specie è annoso. Se ne parla sin dalla metà del secolo scorso me esistono alcuni rimedi per salvaguardare la salute. Vediamo nel dettaglio quali pesci contengono mercurio.

    La principale minaccia alla salute che arriva dal pesce è l’eventuale presenza di metilmercurio, una forma di mercurio particolarmente tossica e legata ad alcuni microrganismi acquatici. Rientra tra le sostanze più pericolose contenute negli alimenti. La sua nocività dipende dalla capacità di penetrare nell’organismo e accumularsi nel globuli rossi che poi lo trasportando in tutto il corpo. Può persino passare nel latte materno e, attraverso la placenta, arrivare al cervello. Queste situazioni possono essere correlate, secondo alcuni studiosi, alla riduzione della sviluppo neurologico del bambino. L’assorbimento di metilmercurio in quantità generose può causare effetti indesiderati come alterazioni della funzionalità renale oltre a danni della memoria e problemi motori.

    L’accumulo di mercurio può variare anche in misura considerevole a seconda dell’area geografica di pesca.

    Un primo metodo per difendere la propria salute è informarsi sulla presenza di sostanze inquinanti in alcune specie e in determinate aree geografiche. In generale, nel rapporto fra pesce e mercurio, vale la regola della taglia: quanto più è grande, maggiori sono le possibili quantità di mercurio contenute. Il pesce senza mercurio è quello azzurro con sardine, sgombri, alici, spigola, branzino e salmone. Merluzzo e trota hanno una percentuale più alta di metallo pesante mentre raggiungono livelli considerevoli quella del tonno e del pesce spada. Inoltre, le donne in dolce attesa o che hanno programmato una gravidanza, dovrebbero fare molta attenzione al mercurio negli alimenti, seguendo una dieta stabilita dallo specialista che potrebbe consigliare di evitare alcuni cibi durante la gestazione. Infine, un altro suggerimento è quello di alternare il consumo dei pesci predatori con quello delle tipologie di piccola taglia per abbassare il rischio di effetti indesiderati.

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