Olio di palma: dove si trova, perchè fa male e quali sono le alternative

Olio di palma: dove si trova, perchè fa male e quali sono le alternative
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 30/04/2015 15:19

    Olio di palma: vi spieghiamo dove si trova, perché fa male e quali sono le alternative. Il prodotto viene ricavato attraverso spremitura e centrifugazione dalla specie Elaeis guineensis, originaria dell’Africa equatoriale. Ne esistono diverse tipologie: l’olio di palmisto è impiegato a livello industriale per la preparazione di prodotti alimentari e saponi; l’olio di palma grezzo ha un colore rossastro ed è ricco di acidi grassi; quello raffinato viene usato spesso per friggere. Da alcuni studi sarebbe emerso che l’olio di palma è cancerogeno e fa male alla salute. Vediamo di approfondire questo aspetto.

    L’olio di palma figura spesso tra gli ingredienti dei prodotti alimentari confezionati. Creme, biscotti, torte, alimenti per l’infanzia, merendine e altri snack sono preparati frequentemente con questo alimento, soprattutto con l’olio di palma raffinato. Può trovarsi anche nel pane o nel gelato confezionato. Ciò significa che se non si presta molta attenzione alle etichette dei cibi, se ne assumono grandi quantità senza esserne consapevoli. E’ recente il monito della Coldiretti sull’invasione dell’olio di palma tra i prodotti che troviamo comunemente al supermercato. Il Fatto Alimentare, uno dei promotori di una petizione per fermare l’invasione dell’olio di palma, riporta alcuni alimenti che sarebbero preparati con l’ingrediente tanto discusso. Pare che sia presente nella crema di nocciole Nutella, nelle Lasagne Ricotta e spinaci Rana, in alcune merendine Mulino Bianco, Motta e Mr. Day oltre ai mini plum cake Cuor di Fragola di Céréal.

    Uno studio condotto dalle Università di Bari, Padova e Pisa, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia, avrebbe fatto emergere la capacità dell’olio di palma di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina. Questo significherebbe l’aumento del rischio di comparsa del diabete mellito. Nello specifico, la ricerca condotta sotto la direzione di Francesco Giorgino, professore dell’Università di Bari nonché coordinatore della ricerca, avrebbe evidenziato la capacità della proteina p66Shc di aumentare lo stress ossidativo. Si pensa che il consumo di questo alimento possa essere legato anche alla comparsa di reazioni allergiche, oltre che a problemi di obesità. Alcuni studiosi, infine, ritengono di poter mettere in relazione un’alimentazione ricca di questo olio con un maggiore rischio cardiovascolare.

    Tra le alternative, l’olio di oliva extravergine è sicuramente un alimento più genuino. Un sostituto ecologico all’olio di palma potrebbe essere costituito da un lievito oleoso chiamato Metschnikowia pulcherrima, messo a punta dagli scienziati della University of Bath. Presenta un profilo lipidico simile a quello dell’olio in questione ma sarebbe più salutare e sostenibile. Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche : Olio di palma: impatto ambientale e danni al pianeta, tutto quello che c’è da sapere.

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