5 cose da sapere sul sonnambulismo

5 cose da sapere sul sonnambulismo
da in Salute, Sonno
Ultimo aggiornamento: Venerdì 27/03/2015 15:00

    Alcune cose da sapere sul sonnambulismo sono molto interessanti e ci aiutano a capire meglio questo fenomeno. Può capitare di ritrovarsi a camminare nel sonno, un disturbo che può coinvolgere anche i bambini e che si caratterizza come un insieme di comportamenti inaspettati. Gli esperti ne sono molto sicuri: molto c’è ancora da saperne sul sonnambulismo. Camminare nel sonno e muoversi di qua e di là, senza averne coscienza e continuando a dormire: si tratta di una situazione non facile da affrontare. Specialmente i familiari di chi si ritrova ad essere sonnambulo spesso non sanno come affrontare la situazione. Scopriamone di più.

    Una delle caratteristiche tipiche del sonnambulismo è la mancanza del ricordo connesso alle azioni che si sono compiute durante il sonno. La letteratura scientifica riferisce di molti casi, in cui, anche in corrispondenza di comportamenti piuttosto complessi, il giorno dopo, al risveglio, i soggetti non si ricordavano più di ciò che avevano fatto. La memoria è soltanto affidata al racconto dei familiari, che riferiscono quanto è successo.

    La cosa migliore da fare, quando ci si ritrova in presenza di un eventuale caso di sonnambulismo, è quella di non svegliare il sonnambulo. Gli esperti avvertono che i soggetti sono spesso confusi, quindi sarebbe essenziale soltanto guidarli, per evitare che non corrano pericoli.

    Alcune condizioni possono favorire un rilassamento maggiore e sono fondamentali, perché il sonnambulismo potrebbe essere anche la spia del fatto che la qualità e la quantità del sonno non siano sufficienti a garantire un riposo sereno. Per questo, secondo gli studiosi, sarebbe importante regolare la temperatura della stanza, evitare le abbuffate a cena, non guardare la tv o non mettersi al computer prima di dormire ed evitare lo stress.

    Certe forme di sonnambulismo si possono verificare nella fase della crescita, nell’arco della vita che va dai 5 ai 12 anni. In genere si può riscontrare il fatto che il sonnambulismo si manifesti soprattutto dopo più di 2 ore che il bambino si è addormentato. Il fenomeno è tipico, infatti, della fase non-Rem.

    Il sonnambulismo potrebbe essere anche ereditario. Secondo gli esperti, se da ragazzi si è incorsi in questo problema, i figli hanno una probabilità del 60% in più di avere lo stesso disturbo. Tuttavia queste forme di sonnambulismo tendono a diventare molto più rare soprattutto quando si oltrepassano i 15 anni di età.

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