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Svegliarsi durante l’anestesia: è sempre più frequente

Svegliarsi durante l’anestesia: è sempre più frequente
da in Chirurgia, Farmaci, Salute, Stress, Anestesia
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    Svegliarsi durante l’anestesia: è sempre più frequente

    Svegliarsi durante l’anestesia non è poi così raro. Il fenomeno è sempre più frequente e spesso il paziente ritorna cosciente prima di quanto ci si aspetti. Le circostanze di questi casi sono denominati anesthetic awareness o “consapevolezza anestetica”. Il problema conta un numero di casi in crescita in tutto il mondo. Il risveglio intraoperatorio causa molti disturbi da stress post traumatico, oggetto, oggi, di numerosi studi. La ricerca sta procedendo nella direzione della verifica dei fattori di rischio e degli effetti psicologici che il fenomeno può causare ai pazienti.

    Alcuni studi condotti in passato negli Stati Uniti e basati su segnalazioni volontarie, stabilivano una media di un paziente su mille, risvegliatosi durante l’anestesia. Tuttavia, la modalità di raccolta dei dati, avrebbe potuto falsare con semplicità il risultato. Una ricerca più recente, condotta dalla rivista scientifica Anaesthesia e fondata sul monitoraggio di oltre tre milioni di pazienti anestetizzati in Irlanda e Regno Unito, rivela che ben 19.600 sono stati i casi di risveglio accidentale. Il rischio è maggiore per interventi chirurgici che richiedono una dose anestetica più leggera come i cesarei (si conta un’incidenza pari a un paziente ogni 670). Il risveglio si verifica prima dell’operazione oppure quando la stessa è ormai conclusa, non durante. Il tasso è maggiore tra i soggetti a cui sono stati somministrati anche farmaci paralizzanti.

    L’anestesia è la perdita della sensibilità e amnesia, con interruzione degli impulsi nervosi provenienti dai recettori periferici e diretti alle cellule corticali. Il cocktail di farmaci anestetici somministrati prima di un intervento chirurgico spesso contiene un ”paralizzante”, aggiunto per rendere meno tesi i muscoli del corpo e agevolare l’inserimento di un tubo respiratorio.

    L’anestesia cosciente può rappresentare un problema nel caso dell’utilizzo di queste sostanze che impediscono al soggetto di muoversi perché gli operatori sanitari non sono in grado di accorgersi che stanno riprendendo coscienza. Il monitoraggio dell’attività cerebrale potrebbe risolvere il problema anche se, in alcuni casi, non sembra portare benefici.

    Nel caso dell’anestesia cosciente, molti pazienti accusano disturbi da stress post traumatico una volta concluso l’intervento chirurgico. La sensazione di non poter effettuare alcun movimento pur avendone la volontà, induce molti soggetti a provare esperienze di morte. In questi casi, è necessario un trattamento immediato per evitare danni psicologici a lungo termine.

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