Primo soccorso: manovre di rianimazione

Primo soccorso: manovre di rianimazione
da in Salute
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    La rianimazione per il primo soccorso

    Nel primo soccorso di situazioni di emergenza, le manovre di rianimazione spesso sono determinanti per la sopravvivenza dell’infortunato. E’ anche vero che, quando eseguite in maniera scorretta, possono compromettere le cure successive. Vi illustriamo le regole principali del supporto di base per le funzioni vitali, i principi a cui attenersi per mantenere in vita il soggetto. Tali manovre, tuttavia, devono essere eseguite solo da personale esperto.

    In situazioni di emergenza, la prima cosa da fare è controllare se il soggetto è cosciente e respira. Per farlo, si può scuotere con delicatezza l’infortunato e chiamarlo a voce alta. Per verificare che respiri, si può portare l’orecchio vicino alle sue labbra in modo da percepirne il soffio. Un altro metodo consiste nell’avvicinare un vetrino (come quello di un orologio) davanti alla sua bocca e vedere se risulta appannato dall’aria espirata. Se il soggetto non è cosciente e non respira, è necessario provvedere al sostegno delle funzioni vitali. Questo procedimento si articola in tre fasi: controllo dell’apertura delle vie respiratorie ed eliminazione delle eventuali occlusioni; respirazione artificiale; massaggio cardiaco.

    Si effettua liberando la bocca dalle ostruzioni come protesi dentarie mobili e materiale vomitato. Il soggetto deve essere posizionato supino rispettando l’allineamento di capo, collo e torace. La testa viene distesa ponendo una mano sotto la nuca e l’altra sulla fronte, sollevando leggermente il collo.

    Questa posizione di iperestensione evita il rilassamento della base della lingua con conseguente occlusione delle vie respiratorie.

    Si effettuano 3-5 insufflazioni rapide controllando che il polso sia presente. In caso contrario, si procede con il massaggio cardiaco. In situazioni di emergenza, quando il soggetto non respira autonomamente, la respirazione artificiale consente di conservare le attività cerebrali. Si insipira profondamente e, mantenendo iperteso il capo dell’infortunato, si chiudono le sue narici, facendo aderire la propria bocca aperta a quella del soggetto. Soffiando, è opportuno controllare che il torace si sollevi.

    Le manovre di rianimazione cardiopolmonare consentono di sostenere la circolazione sanguigna. E’ indispensabile controllare il polso carotideo per almeno 10 secondi: in caso di assenza, si tratta verosimilmente di arresto cardiaco. Si pone l’infortunato su un piano rigido; se questi si trova su un letto, potrebbe essere opportuno infilare un supporto sotto le spalle piuttosto che perdere tempo nello spostamento. Si sovrappongono i palmi delle mani sulla parte inferiore dello sterno; a braccia tese, con i gomiti bloccati e le dita sollevate, si preme sullo sterno spostando in avanti il peso del proprio corpo. Si eseguono 30 compressioni e 2 insufflazioni. Tali manovre devono essere praticate solo da personale esperto.

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