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Contraccezione naturale: cos’è e come funziona

Contraccezione naturale: cos’è e come funziona
da in Salute, Contraccezione
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    Contraccezione naturale: cos’è e come funziona

    Contraccezione naturale: vi spieghiamo cos’ è e come funziona. La questione suscita da sempre opinioni contrastanti. Tuttavia, per evitare gravidanze indesiderate, vi sono metodi del tutto naturali che consentono di vivere l’intimità di coppia in maniera tranquilla. Generalmente, si pensa che la pillola, il cerotto o l’anello siano i soli metodi in grado di assicurare una maggiore affidabilità e che l’unico scotto da pagare per avere garanzie di contraccezione, sia accettare le piccole controindicazioni che prevedono i metodi tradizionali. Esiste la contraccezione naturale sicura? Vi daremo la risposta spiegando quali sono le alternative ai metodi non naturali e il loro grado di affidabilità.

    Nonostante la medicina e la tecnologia, per impedire una gravidanza imprevista, mettano a disposizione nuovi metodi come il contraccettivo digitale, continuano a riscuotere grande interesse le soluzioni naturali. Chi vuole optare per una scelta di questo tipo, è bene che sappia quanto è importante conoscere il proprio corpo. I metodi che vi spieghiamo, implicano una partecipazione attiva della donna e una grande capacità di controllo dell’uomo. La contraccezione naturale maschile più conosciuta, è quella del coito interrotto. Si tratta di un comportamento assunto dall’uomo durante il rapporto sessuale che consiste, una volta raggiunto l’orgasmo, nell’estrarre il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione. In questo modo si evita la fuoriuscita degli spermatozoi mentre i due organi sessuali sono ancora in contatto. Il metodo contraccettivo del coito interrotto non è completamente affidabile perché piccole quantità di sperma possono fuoriuscire anche prima dell’amplesso.

    Altra soluzione di contraccezione naturale è il calcolo del calendario, effettuato sulla base del conteggio dei giorni fertili. Consente di individuare qual è il periodo in cui il rapporto sessuale non è a rischio gravidanza. I giorni da evitare sono quelli considerati fecondi ossia dal decimo al diciottesimo giorno dall’inizio dell’ultimo ciclo mestruale. L’affidabilità non è massima perché spesso le donne hanno un ciclo non perfettamente regolare.

    Risulta quindi difficile stabilire con esattezza l’arco di tempo in cui non si è a rischio di gravidanza.

    Meno empirico il metodo Billings. Si basa sulla individuazione del periodo fertile della donna attraverso l’osservazione delle modificazioni del muco cervicale. Uno o due giorni prima dell’ovulazione, questo inizia a presentarsi fluido e filamentoso mentre la donna avverte una sensazione di umidità: inizia la sua fase fertile. Quando non c’è il muco, le cellule spermatiche muoiono entro una o due ore. Per l’affidabilità del metodo, è fondamentale che la donna impari a riconoscere il muco cervicale per capire qual è il giorno del picco: dal 4° successivo a quello di maggiore probabilità di gravidanza, si torna ad un periodo non fertile. Il metodo può essere affiancato alla misurazione della temperatura basale che aumenta leggermente durante l’ovulazione. I due metodi appena descritti hanno buone probabilità di successo perché si riferiscono a caratteristiche biologiche del corpo femminile. Tuttavia, per evitare gravidanze impreviste, è bene non improvvisare e affidarsi ad un ginecologo che vi insegnerà a conoscere il vostro corpo.

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