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Zuccheri aggiunti: quanti ne possiamo mangiare secondo l’OMS

Zuccheri aggiunti: quanti ne possiamo mangiare secondo l’OMS
da in Alimentazione, Salute
    Zuccheri aggiunti: quanti ne possiamo mangiare secondo l’OMS

    Zuccheri aggiunti: quanti ne possiamo mangiare? Ce lo dice l’OMS. In effetti essi possono rappresentare un problema per la salute. Essi stanno alla base dello sviluppo di alcuni disturbi, come la carie dentale e l’obesità. Ecco perché anche l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è occupata dell’argomento, mettendo a punto delle linee guida specifiche. Secondo queste ultime il consumo di zuccheri andrebbe dimezzato rispetto a quello seguito attualmente nelle abitudini quotidiane. In questa maniera ne potremmo derivare dei benefici per la salute. L’indicazione dell’OMS è che il consumo di zuccheri sia pari a 50 grammi, inteso come limite massimo giornaliero. In ogni caso viene suggerito che sarebbe meglio limitarsi alla metà, passando da circa 10 cucchiaini a 5.

    Ancora da questo punto di vista siamo sul fronte dell’ipotesi, perché sull’argomento l’OMS ha deciso di aprire una vera e propria consultazione pubblica. Il tutto però suggerirebbe un orientamento verso un limite massimo di 25 grammi al giorno. E non pensiamo che sia una quantità così difficile da superare: basterebbero pure 3 cucchiaini di saccarosio, 5 biscotti e un cucchiaio di ketchup. Naturalmente la raccomandazione non comprende gli zuccheri che sono presenti in maniera naturale nel miele, nella frutta, nei succhi di frutta e nel latte, perché una riduzione di questo genere implicherebbe delle conseguenze da non sottovalutare in termini di assunzione di nutrienti fondamentali.

    Eppure l’OMS ha specificato che dal 2002 in poi (proprio in quell’anno è stato definito il limite massimo) sono apparsi molti risultati di studi scientifici, che hanno messo in correlazione il rapporto tra consumo di zuccheri e salute. In particolare ci sono molte evidenze che concernono lo sviluppo della carie dentale e l’obesità. Nel primo caso, per non avere completamente nessun danno, bisognerebbe far scendere il consumo al di sotto del 5%, anche se non dovrebbe essere trascurata la corretta igiene orale. Nel caso del sovrappeso è stato ampiamente dimostrato che, se si riducono gli zuccheri, si ha anche una diminuzione del peso corporeo. Tutto, comunque, è dovuto semplicemente alla variazione dell’apporto energetico, senza trascurare le apparenti contraddizioni, come il fatto che si può anche dimagrire, pur mangiando i dolci a colazione. Il discorso vale anche per le persone di normopeso, per le quali il basso consumo di zuccheri è importante per esercitare un maggiore controllo nei confronti del peso corporeo.

    Uno studio di LIZ, portato avanti in collaborazione con i medici della Società Italiana di Medicina Generale, ha preso in considerazione il rapporto fra consumo di zucchero attuale e popolazione adulta. I circa 2.000 soggetti coinvolti sono stati invitati a tenere un apposito diario alimentare. E’ risultato che il consumo di zuccheri corrisponde a 68 grammi al giorno per gli uomini e a 66 grammi quotidiani per le donne. Togliendo gli zuccheri naturali, ma considerando soltanto quelli aggiunti, si arriva a 40 grammi. Di questi, 10 sono costituiti dal saccarosio aggiunto alle bevande come caffè e tè, 20 dai dolci, 5 dai succhi di frutta e 5 dai soft drinks. Il problema va dunque rintracciato, in maniera più precisa, negli zuccheri “nascosti” in alimenti in cui non ci aspetteremmo la loro presenza, come ad esempio il ketchup. Un’alimentazione, quindi, non corretta è alla base degli errori dell’uomo moderno. Proprio a questi bisognerebbe fare attenzione.

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