10 alimenti per vivere più a lungo

10 alimenti per vivere più a lungo
da in Alimentazione, Alimenti, Salute
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15/10/2014 10:39

    Quali sono gli alimenti per vivere più a lungo? In effetti l’alimentazione svolge un ruolo di primaria importanza nel determinare il nostro stato di salute e quindi anche la possibilità di arrivare più in là con gli anni. La dieta corretta rientra perfettamente all’interno di uno stile di vita che non è affatto da sottovalutare. Sembra proprio essere questo il segreto della longevità e lo hanno dimostrato anche delle recenti ricerche scientifiche, che si sono occupate dell’argomento. Ecco, quindi, quali potrebbero essere i 10 cibi che, per le loro caratteristiche, potrebbero rappresentare dei veri e propri elisir di lunga vita.

    Fra le verdure rosse rientrano il pomodoro, il radicchio e la barbabietola. Esse sono ricche di una sostanza che si chiama licopene. Quest’ultimo ha veramente importanti proprietà, perché è un antiossidante molto potente, che contrasta l’invecchiamento cellulare provocato dai radicali liberi e quindi svolge un ruolo essenziale nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, di quelle neurodegenerative e di alcune forme di tumore.

    L’olio d’oliva è ricco di grassi monoinsaturi. Il nostro organismo ha bisogno di queste sostanze per funzionare al meglio e per esercitare effetti preventivi verso i tumori. L’olio d’oliva aiuterebbe anche la salute del cervello e andrebbe quindi consumato giornalmente, meglio se a crudo per dare sapore ai vostri piatti.

    Il cioccolato abbonda di flavonoidi, in merito ai quali sono stati effettuati molti studi. I risultati in ogni caso sono stati sempre gli stessi, dimostrando come il consumo di cioccolato in quantità non esagerate, ma in maniera regolare, può veramente aiutare a vivere meglio e di più, soprattutto perché i flavonoidi agiscono in maniera efficiente nel determinare la salute del cuore.

    Molto importanti anche i legumi e i cereali, soprattutto per l’elevata quantità di fibre che essi contengono. Grazie alle loro intrinseche proprietà, sono fra i cibi che riescono a regolare il livello di colesterolo, anche di quello alto, e di zuccheri. E’ stato fatto uno studio specifico, i cui risultati sono stati sorprendenti: si è visto che, mangiando ogni giorno fagioli, si riduce la mortalità di circa il 7-8%.

    Il , in particolare quello verde, contiene molte sostanze antiossidanti. Riesce a svolgere un ruolo particolarmente importante nel combattere l’azione esercitata dai radicali liberi, che sono i responsabili dell’invecchiamento cellulare. Consumatelo anche al posto dell’acqua ma attenzione a non zuccherarlo troppo per evitare di ingerire calorie inutili.

    Anche i frutti rossi contengono molti antiossidanti, che agiscono soprattutto nel mantenere intatte le capacità cognitive dell’individuo. Mirtilli e fragole, quindi, sarebbero un vero e proprio toccasana per il nostro cervello, come ha dimostrato uno studio del 2012 portato avanti negli Stati Uniti.

    L’avocado in particolare contiene delle sostanze in grado di migliorare l’assorbimento dei carotenoidi. Come risultato si ha la possibilità di ridurre i livelli di colesterolo cattivo e di aumentare quello buono, con grande beneficio del cuore e del sistema cardiovascolare in generale.

    Molti non lo gradiscono per il suo sapore piuttosto forte, eppure l’aglio è molto salutare, perché la ricerca scientifica è riuscita a mettere in evidenza come questo ortaggio sia importante per inibire lo sviluppo dei tumori, soprattutto di quello al colon.

    Anche le banane possono essere considerate fondamentali per aiutare a vivere di più. Ci sono vari esempi in questo senso. Uno di essi è quello di un signore inglese di 91 anni, che nutre una particolare predilezione per le banane e che riesce a condurre uno stile di vita proprio di un atleta.

    Le carni bianche sono fra gli alimenti più ricchi di proteine e vitamine fondamentali per la salute. Tra l’altro, secondo le evidenze della ricerca scientifica, sarebbero più salutari anche nel determinare un minor rischio di sviluppare i tumori.

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