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Allergia al nichel: i cibi da evitare

Allergia al nichel: i cibi da evitare
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    Allergia al nichel: i cibi da evitare

    L’allergia al nichel comporta alcuni cibi da evitare, visto che possono insorgere dei problemi anche a seconda degli alimenti che consumiamo. E’ importante sapere cosa mangiare e quali sono gli alimenti contenenti nichel. Questo tipo di reazione allergica si manifesta con sintomi ben precisi, come dermatite, gonfiori addominali, malessere generale, senso di stanchezza, nausea e mal di testa. Per evitare questi inconvenienti, bisognerebbe portare avanti una dieta ben precisa. Ecco perché è importante partire dalla consapevolezza. Vediamo insieme tutti i cibi, di cui dovremmo fare a meno.

    Anche negli ortaggi il nichel è presente come solfato. In particolare dovremmo avere cura di evitare di consumare i pomodori, che sono tra gli ortaggi più ricchi di questo metallo. Esso, comunque, si trova anche nei cavoli, nei broccoli, negli asparagi, nei cavolfiori, nei fagiolini, nelle carote, nel sedano e nel radicchio.

    La frutta secca contiene quantità di nichel più alte rispetto a quella fresca. Il problema in questi casi potrebbe essere rintracciato nei trattamenti industriali. Non si tratta soltanto di noci, nocciole e mandorle, ma anche di frutta essiccata, come i fichi, l’uvetta e le prugne.

    Riduzione del consumo dei legumi per chi soffre di allergia al nichel. In particolare bisognerebbe evitare le lenticchie, i ceci, ma anche i fagioli rossi. In questi ultimi il nichel è presente nella quantità di 0,45 microgrammi ogni grammo di prodotto.

    Particolare oggetto di attenzione devono essere gli anacardi, che contengono per ogni grammo anche più nichel rispetto ai legumi. Il problema può insorgere anche inavvertitamente, perché a volte ci possono essere tracce di questi frutti nei prodotti confezionati.

    Gli spinaci implicano una certa attenzione, perché anch’essi, insieme ad altri ortaggi, contengono una certa quantità di nichel, che corrisponde a 0,30 microgrammi per grammo.

    Bisognerebbe ridurre il consumo di cereali a scopo preventivo, non soltanto dei chicchi, ma anche delle farine ricavate da essi e dei prodotti confezionati che possono contenere nello specifico il grano saraceno, il mais, il miglio e l’avena.

    Il cioccolato andrebbe evitato completamente in chi manifesta un’intolleranza al nichel. Le quantità più elevate di questa sostanza sono contenute nel cacao in polvere, ma un certo quantitativo è presente anche nel cioccolato fondente e in quello al latte.

    I frutti di mare sono un altro cibo da consumare con cautela per chi, fra le allergie alimentari, soffre di questa variante. Le ostriche e le cozze, per esempio, andrebbero evitate. Ma non si tratta soltanto dei frutti di mare, perché anche il pesce, almeno per quanto riguarda certi tipi, potrebbe creare problemi: salmone, aringhe e sgombri.

    Spesso capita di acquistare al supermercato dei cibi conservati in scatola. Le lattine e le scatolette possono creare qualche problema a causa del materiale, di cui è costituito il contenitore. Più che altro bisognerebbe scegliere delle alternative in termini di cibi freschi.

    Attenzione anche a caffè, tè, cioccolata, birra e a tutte quelle bevande che sono contenute in lattina. Anche queste bibite potrebbero determinare una reazione allergica in chi si dimostra sensibile al nichel.

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