Chi è Chiara Appendino, il nuovo sindaco di Torino

Chi è Chiara Appendino, il nuovo sindaco di Torino

Così anche la seconda tragica profezia di Fassino si è avverata

    Chi è Chiara Appendino? Volto del Movimento 5 Stelle, borghese, bocconiana, imprenditrice e molto intraprendente, è ufficialmente il nuovo sindaco di Torino: ha ottenuto il 54,56% delle preferenze, contro 45,44% di Piero Fassino. Al primo turno delle elezioni Comunali 2016 a Torino del 5 giugno, aveva ottenuto un ottimo risultato, tenuto anche conto che il suo avversario è un veterano della politica. Ora che Chiara Appendino ha ufficialmente conquistato il tanto ambito titolo di primo cittadino della città sabauda, come intenderà muoversi? Manterrà fede al suo programma? Nell’attesa che muova i suoi primi passi, entriamo nel vivo della sua vita, per comprendere meglio l’identità di chi, da oggi, governerà la città di Torino.

    IL PROGRAMMA DI CHIARA APPENDINO


    Nata a Moncalieri, proviene da una famiglia borghese di Torino. Suo padre, Domenico, è stato per trent’anni dirigente e attualmente è vicepresidente esecutivo di Prima Industrie. Un’ottima base per chi, come lei, punta per Torino a una ‘nuova industrializzazione’.

    Dopo il liceo classico a indirizzo linguistico, segue le orme di famiglia e si iscrive alla Bocconi, scegliendo Economia internazionale e management, dove si laurea con lode.

    E’ proprio dopo la laurea che decide di sposarsi con Marco Lavatelli, per poi avere una bimba di nome Sara.

    Dal 2010 lavora nell’azienda familiare del marito ‘inventandomi pianificazione e controllo gestione nel passaggio generazionale’. Sempre grazie ai contatti del compagno, si conquista uno stage alla Juventus S.p.a..

    Nel 2010 inizia anche la sua esperienza nel mondo della politica con il Movimento 5 Stelle. L’anno successivo, nel 2011, viene eletta consigliera comunale e poi vicepresidente della commissione bilancio. All’inizio, ha dichiarato Chiara, si è sentita spaesata, ma non ha perso tempo e si è subito rimboccata le maniche.

    Chiara, non appena è entrata in politica al fianco del Movimento 5 Stelle, si è messa subito all’opera e in breve si è conquistata alcuni meriti: con grande attenzione si è concentrata sulla questione degli affidamenti diretti di incarichi sotto i 20 mila euro da parte del Comune. Azione che ha portato alle dimissioni del braccio destro dell’allora sindaco Chiamparino. Con la stessa grinta si è occupata dei contributi elargiti per la cultura e le associazioni, uno dei suoi punti di forza.

    Ma anche per Chiara, ad un certo punto, arriva il primo attacco: finisce nel mirino per 23mila euro di ‘permesso retribuito’ che l’azienda del marito, in cui continua a lavorare, incassa ogni anno dal Comune.

    Così decide di rinunciare al gettone di presenza, 2 mila euro al mese lordi.

    Chiara Appendino sembra molto focalizzata sull’amministrazione di Torino, delle questioni nazionali del Movimento si cura solo marginalmente.

    Chiara Appendino è giovane, ma anche molto preparata. Sembra la secchiona che ha sempre la mano alzata, pronta a contraddire qualsiasi affermazione. E questo suo essere puntuale e al tempo stesso pungente, ha sin da subito destabilizzato il suo avversario, Piero Fassino, che non ha mai esitato a mostrare pubblicamente il suo fastidio. In un’occasione, nella Sala Rossa del Consiglio comunale di Torino, aveva sentenziato: ‘Non abbiamo bisogno di una Giovanna d’Arco della pubblica moralità’.

    Un’altra volta, in occasione del dibattito sul bilancio, Fassino (qui il suo programma) si era lasciato sfuggire un’affermazione infelice: ‘Lei si segga su questa sedia e vediamo se sarà capace di fare quello che auspica: comunque decideranno gli elettori’, certamente frutto dell’esasperazione.

    Ma da una battuta infelice, il web aveva saputo subito scatenare un dibattito ironico, in memoria di quella che ormai è diventata una delle frasi più celebri di Fassino, nonché la sua prima profezia: ‘Grillo fondi un partito e vediamo quanti voti prende’. Ora, con la vittoria di Chiara Appendino, possiamo dire con certezza che si è avverata anche la seconda…forse Fassino, senza offesa alcuna, dovrebbe iniziare a prendere sul serio i suoi poteri divinatori…

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