Elezioni comunali Milano 2016: Sala-Parisi-Corrado, duello su Sky

Elezioni comunali Milano 2016: Sala-Parisi-Corrado, duello su Sky

Candidati sindaco a confronto all'americana

    Elezioni comunali Milano 2016: Sala-Parisi-Corrado, duello su Sky

    Stefano Parisi, Gianluca Corrado e Giuseppe Sala, candidati sindaco alle elezioni comunali 2016 di Milano, si sono affrontati su Sky. Il duello è andato in onda lunedì 30 maggio, con regole all’americana: risposte scandite da un countdown da 1 minuto e mezzo; due possibilità di replica ognuna di 30 secondi; domande dei supporter presenti in studio ai candidati avversari; appello finale.

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    Un duello scandito dalle lancette dell’orologio: vietato sgarrare e rubare secondi all’avversario. Qui è possibile rivedere l’intero dibattito. Vediamo le tematiche principali affrontate e cosa hanno detto i candidati a sindaco di Milano: Parisi per il centrodestra, Sala per il Partito Democratico, Corrado per i 5 Stelle.

    Immancabile la polemica sui disagi causati dal violento nubifragio che si è abbattuto in mattinata sulla città. Pronto l’attacco di Stefano Parisi che, ovviamente, dà la colpa alla vecchia amministrazione di sinistra Pisapia: “Bisogna pulire i tombini per evitare in tempo che queste cose accadano”. Gianluca Corrado: “Si deve operare in maniera diffusa sul territorio, dove ci sono abusi e vicende non regolari”. Beppe Sala prende la parola per ultimo (tutto stabilito dal sorteggio effettuato prima di ogni domanda), annuncia che “ci sono 150 milioni pronti per essere investiti, faremo certamente di più e di meglio”, e accusa gli avversari di strumentalizzazione.

    Sulla questione migranti il primo a parlare è il candidato Pd Sala: “Li accoglieremo certamente ma ne discuteremo con il Governo, in quanto c’è un limite oltre il quale Milano va in crisi”. Parisi, premettendo che “l’emergenza è già iniziata”, accusa Sala di aver evitato un incontro con il prefetto di Milano “che avevo chiesto oltre un mese fa”. Secondo Corrado Milano dovrà accogliere i migranti “per necessità, ma in maniera ragionevole e diffusa, anche in strutture comunali dismesse”. Il candidato M5S non parla di emergenza ma di “problema strutturale”.

    Sui costi della campagna elettorale, l’ex commissario di Expo Sala assicura di aver speso “circa un milione di euro, ma probabilmente rimarremo sotto”, di aver dichiarato quasi 240mila euro di reddito l’anno scorso, di essere proprietario di una casa in Liguria e una da vacanza in Svizzera. Parisi confessa di aver speso “450mila euro, con 650mila euro raccolti”, di aver dichiarato al fisco “300 e rotti mila euro”, e di avere “una casa a Milano, due a Roma, due in Maremma e una a Tel Aviv”.

    Corrado “spenderà circa 25mila euro”, ha dichiarato al fisco un reddito di “poco meno di 40mila euro” e di possedere solo un appartamento a Milano.

    Sulla trasparenza in Comune si passa alle domande incrociate. Sala risponde a un sostenitore di Parisi che “una delle cose che più andrà in trasparenza sono i finanziamenti, lì si giudicherà se qualcosa non va e sono assolutamente sereno”. Parisi a un sostenitore di Corrado promette di rendere trasparente il bilancio comunale, trasformandolo “da finanziario illeggibile a bilancio economico”.

    Questione apertura di una moschea a Milano. Per Parisi può essere realizzata, perché “la libertà di culto è un diritto”, ma solo dopo aver saputo bene chi la finanzia. Sala: “Piuttosto che in luoghi non controllabili meglio una moschea visibile e ben controllata”. Quelle piccole e attive andrebbero secondo lui chiuse “quando non sono in sicurezza”.

    Arriva infine il momento dell’appello finale. Un minuto e mezzo a testa per convincere gli elettori a votarli. Secondo Parisi “Milano ha bisogno di cambiare, di essere migliore, di avere meno tasse, meno burocrazia, più servizi e più decoro: credo che quindi Milano abbia bisogno di una amministrazione moderna e tecnologica”. Corrado aspira a una città “policentrica che dia possibilità a tutti e una migliore qualità della vita”, assicurando che i 5 Stelle, rispetto agli altri, sono liberi dai partiti e dagli sponsor. Sala: “Credo nella Milano della speranza che non cede alla Milano della paura. Non lasceremo indietro nessun milanese e daremo un’opportunità a tutti”.

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