Salvini attacca Mattarella sulla condanna del fascismo: ‘Fece anche cose buone’

Il leader del Carroccio risponde alle parole del Capo dello Stato che, a ridosso della giornata della Memoria, si è espresso contro il mito del 'fascismo buono', secondo cui nel Ventennio ci furono anche cose positive. Per Salvini invece 'non si può negare che il fascino fece anche cose buone'

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    Salvini attacca Mattarella sulla condanna del fascismo: ‘Fece anche cose buone’

    Matteo Salvini attacca Sergio Mattarella che si era scagliato contro il mito del “fascismo buono”. Il leader della Lega parla ai microfoni di “Circo Massimo” su Radio Capital e commenta il discorso del Capo dello Stato tenuto al Quirinale per la presentazione della giornata della memoria, davanti ai sopravvissuti ai campi di sterminio. “Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti”, disse il Presidente della Repubblica, chiarendo che si tratta di “un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile”. Intervenuto in radio, il segretario del Carroccio ribalta la tesi, dichiarando che “Il fascismo fece anche cose buone” ed elencando i classici luoghi comuni che hanno alimentato, sbagliando, il mito.

    “Che durante il periodo del fascismo siano state fatte tante cose, è stato per esempio introdotto il sistema delle pensioni o le paludi bonificate, è un’evidenza. Poi le leggi razziali e altre follie sono altre cose”, ha affermato Salvini, chiarendo però che preferisce la democrazia e odia “le dittature di qualunque segno”.

    Le sue parole seguono il durissimo discorso di Mattarella in occasione della giornata della memoria, quando cioè il mondo occidentale ricorda l’apertura dei cancelli di Auschwitz e la scoperta dal vero degli orrori dei campi di concentramento nazisti, in memoria dei milioni che vi persero la vita.

    In un periodo storico come quello attuale che segna il ritorno della destra estrema un po’ in tutta Europa e che vede in Italia il risorgere di partiti di ispirazione neofascista, con i social che ripetono come un tam tam che “quando c’era lui si stava meglio”, Mattarella ha deciso di rispondere con parole chiare e durissime nel suo ruolo di massima autorità dello Stato, chiedendo che l’Italia si prenda finalmente le responsabilità per il fascismo.

    Il primo riferimento del Capo dello Stato va alle leggi razziali, di cui quest’anno si ricordano gli 80 anni della promulgazione. “Le leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare leggi razziste- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia”, ha scandito il Presidente.

    Il fascismo non ha fatto cose buone, anzi. “Con la normativa sulla razza si rivela al massimo grado il carattere disumano del regime fascista e si manifesta il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale. Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza”, ha aggiunto il Capo dello Stato.