Dichiarazioni dei politici smentite: le migliori (o peggiori) giravolte degli ultimi anni

In special modo dopo l'inizio della campagna elettorale, i politici italiani si lasciano andare a dichiarazioni ed esternazioni quanto meno fantasiose che molto spesso non hanno nessun legame con la realtà. E infatti dopo poco tempo, puntuali arrivano le smentite, le rettifiche o le precisazioni di quelle che finiscono poi per essere considerate inesattezze innocenti o involontari lapsus

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    dichiarazioni dei politici smentite da loro stessi
    Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi / Ansa

    Non c’è bisogno di cercare a fondo nella storia delle interviste per trovare dichiarazioni di politici tendenzialmente false, che avrebbero meritato, se non altro, almeno una verifica attenta prima di essere consegnate ai lettori. Spesso, infatti, i politici italiani si lasciano andare a esternazioni quando meno fantasiose che molto spesso non hanno nessun legame con la realtà, ma sottostanno a rigide regole proprie della campagna elettorale, ad esempio. Il rischio per noi altri, pare ovvio, è quello di ‘cascarci’ e credere alle incredibili fandonie – fake news diremmo oggi – raccontate dai nostri politici. Per evitare tutto questo, basterebbe semplicemente annotare le principali dichiarazioni dei politici e andarle a controllare per vedere il loro grado di attendibilità. Abbiamo verificato alcune delle mi­glia­ia di di­chia­ra­zio­ni rilasciate in questi anni da una serie di po­li­ti­ci ita­lia­ni di spicco, scegliendo per voi quelle più assurde, false e controverse. Buona lettura!

    Attilio Fontana

    Attilio Fontana e la razza bianca

    Ospite a Radio Padania in occasione della campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 marzo, il candidato presidente della regione Lombardia Attilio Fontana aveva detto, salvo poi correggersi, che L’Italia non può “accettare tutti” gli immigrati. “Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma è questione di essere logici o razionali”. “Non possiamo perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se deve essere cancellata”. Qualche ora dopo, l’ex sindaco di Varese ha tentato di mettere una pezza: “È stato un lapsus – ha detto – un errore espressivo: intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società”.

    Luigi Di Maio

    Luigi Di Maio: Euro sì, euro no

    La svolta più clamorosa del pentastellato Luigi Di Maio è sull’euro. A metà dicembre 2017, ribattendo a Matteo Renzi, aveva dichiarato a L’aria che tira, su La7: “Se si dovesse arrivare al referendum è chiaro che io voterei per l’uscita (dall’euro, ndr), perché significherebbe che l’Europa non ci ha ascoltato”. A metà gennaio 2018, quindi circa un mese dopo, Di Maio aveva già corretto il tiro: “Non credo sia più il momento per l’Italia di uscire dall’euro perché l’asse franco-tedesco non è più così forte, e spero di non arrivare al referendum sull’euro che comunque per me sarebbe un’estrema ratio”.

    Matteo Renzi

    Matteo Renzi: tasse e altre dichiarazioni assurde

    Nel 2015 Matteo Renzi sosteneva: “Sia­mo il pri­mo go­ver­no che ab­bas­sa le tas­se”, ma le sue dichiarazioni più famose e contestate poiché rivelatesi false, riguardano l’uscita dalla politica in relazione a determinati accadimenti. Qualcuno ricorderà la dichiarazione più eclatante riguardo il superamento del bicameralismo perfetto e il tentativo di modifica della Costituzione Italiana. Aveva detto: “Se non riesco a superare il bicameralismo perfetto non considero chiusa l’esperienza del governo, considero chiusa la mia esperienza politica”, e poi: “Se perdo il referendum sulle riforme costituzionali smetto di far politica”, ma anche: “O facciamo le riforme, o non ha senso che io stia al governo. Se non passa la riforma del Senato, finisce la mia storia politica”, e più definitivamente: “Intendo assumermi precise responsabilità. È un gesto di coraggio e dignità. Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica”. Ma nonostante le rassicurazioni agli italiani (“Io non sono come gli altri, se gli italiani diranno No, prendo la borsettina e torno a casa”, “Non sto in paradiso a dispetto dei santi. Se perdo, non finisce solo il governo: finisce la mia carriera come politico e vado a fare altro”.), come abbiamo visto, ha perso ma non ha smesso di fare politica.

    Beppe Grillo

    Beppe Grillo: le dichiarazioni auto-smentite del ‘capo’ del Movimento Cinque Stelle

    “Non esiste nessuna campagna del MoVimento 5 Stelle contro i vaccini, né una piattaforma Anti vaccini, né sono mai stati ripetuti falsi legami tra vaccinazioni e autismo”, si legge sul blog di Beppe Grillo, lo stesso blog dove ci sono articoli che invece dicono tutt’altro. Come indica un tweet di Pietro Salvatori che mostra una pagina del blog di Grillo in cui si parla di correlazione tra vaccini e autismo.

    Il titolo, inequivocabile, è ‘L’epidemia dell’autismo’, nel testo si legge: “Un bambino su 150 soffre di autismo, venti anni fa solo uno su 2000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci. I pediatri non dispongono di strumenti efficaci per diagnosticare l’autismo, e le vere cause non vengono combattute”. Il commento di Salvatori alla foto: “Avvertire la Casaleggio di fare pulizia sul blog”.

    Matteo Salvini

    Dichiarazioni smentite di Matteo Salvini

    “Mai più con Berlusconi”: quante volte nella Lega abbiamo sentito mormorare questa promessa/minaccia, per poi vederla disattesa nei fatti? In principio fu Bossi, quando la Lega si chiamava ancora Lega Nord, ma anche Matteo Salvini ha, nel corso degli anni, ‘divorziato’ più volte dall’ex Cavaliere di Arcore, per poi risaldare antiche alleanze.

    SILVIO BERLUSCONI

    Dichiarazioni politiche controverse di Silvio Berlusconi

    Forza Italia e Lega non sono sempre andate d’accordo. Berlusconi più volte si è avvicinato al leader leghista del momento per poi allontanarsi all’occorrenza. Ricorderete quando litigò con Umberto Bossi, disse “Non mi siederò mai più a un tavolo con Bossi, è una persona completamente inaffidabile”. Ma poi abbiamo visto che le cose sono cambiate.