Virginia Raggi, rinvio a giudizio per falso richiesto dai PM per la nomina di Marra

La sindaca di Roma viene rinviata a giudizio per falso per la nomina di Renato Marra, cade l'accusa di abuso d'ufficio per la promozione di Salvatore Romeo. Il commento su Facebook: 'Mesi di fango su di me'. Soddisfatto Beppe Grillo

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    Virginia Raggi, rinvio a giudizio per falso richiesto dai PM per la nomina di Marra

    La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per falso per Virginia Raggi riguardo l’inchiesta sulla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele Marra (l’ex capo del personale al Comune, agli arresti dallo scorso dicembre per corruzione) alla direzione Turismo della Capitale. Cadono invece le accuse di abuso d’ufficio per la stessa nomina e per la promozione di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica dell’amministrazione M5S. La sindaca ha voluto commentare su Facebook la notizia, parlando di “fango mediatico” che per mesi l’avrebbe colpita e sottolineando la sua soddisfazione per l’archiviazione. Soddisfatto anche Beppe Grillo: il garante del movimento ha fatto sapere di esser “molto soddisfatto” che “i due reati più gravi” a carico di Virginia Raggi siano “in via di archiviazione” e di essere “contento” che “sia riuscita a dimostrare la sua innocenza”.

    La prima cittadina di Roma dovrà dunque affrontare un processo per l’accusa di falso riguardo la nomina di Renato Marra, promosso a capo della direzione Turismo quando il fratello Renato Marra era a capo del personale del Comune di Roma. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Francesco Dall’Olio contestano la falsa dichiarazione inviata alla responsabile Anticorruzione del Comune in cui Raggi definì sua la scelta di nominare Marra.

    Secondo quanto riporta la Stampa, la prova sarebbe contenuta in un messaggio del 14 novembre scorso nel quale Raffaele Marra discuteva con Raggi dell’aumento di stipendio del fratello Renato, confermando così che la nomina sarebbe stata concordata tra i due e non decisa da lei sola, come invece dichiarato all’Anticorruzione capitolino.

    Per l’accusa di abuso d’ufficio sulla nomina di Marra, è stata richiesta l’archiviazione per abuso d’ufficio visto che, secondo i pm, manca “elemento soggettivo del reato”, cioè il dolo. Ciò significa che la nomina non si poteva comunque fare ma che, mancando il dolo, Raggi non ha mentito per coprire il reato.

    Verso l’archiviazione anche l’abuso di ufficio per la promozione di Salvatore Romeo che portò a un aumento di stipendio da 39mila a 110mila euro, poi ridotto a 93mila: anche in questo caso, i pm hanno riscontrato la mancanza dell’elemento soggettivo, dopo aver indagato sulle famose polizze intestate dall’ex capo della segreteria politica alla sindaca.

    Raggi rinviata a giudizio, il commento su Facebook

    A ridosso della notizia del rinvio a giudizio per falso e per l’archiviazione per il reato di abuso d’ufficio, Virginia Raggi ha affidato a Facebook il suo commento.

    “Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d’ufficio”, scrive la sindaca, sottolineando “l’accusa infamante” e la fiducia nel sistema giudiziario.

    “Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani. E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull’accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne”, conclude.