Vitalizi, la gaffe di Luigi Di Maio: cita un parlamentare morto lo scorso anno

Il vicepresidente della Camera M5S usa l'esempio di Luca Boneschi per attaccare sui vitalizi ma il deputato è morto nel 2016

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    Vitalizi, la gaffe di Luigi Di Maio: cita un parlamentare morto lo scorso anno

    Gaffe per Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e candidato premier in pectore del M5S, sui vitalizi parlamentari, uno dei temi più cari al movimento di Beppe Grillo. Nel giorno del rilancio del tema sulle pensioni degli ex deputati e senatori, Di Maio cita in due occasioni (conferenza stampa e diretta su Facebook) “un certo Boneschi” come esempio del “privilegio da Medioevo“, insistendo che “dopo un giorno in Parlamento riceve 3.108 euro al mese di vitalizio“. Quello che Di Maio non sa però è che l’ex deputato è morto lo scorso anno, esattamente il 13 ottobre 2016.

    Di Maio torna dunque su un tema caro al M5S, il vitalizio parlamentare che è stato eliminato per gli eletti nell’ultima legislatura (oggi la pensione dei parlamentari è calcolata col contributivo e scatta dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura a 65 anni), ma che rimane per gli ex deputati e senatori.

    Per sottolineare il “privilegio medievale”, l’esponente del M5S ricorda che può essere goduto “anche da chi ha fatto il parlamentare per un giorno come un tal Boneschi che ora prende 3.108 euro“, passando a elencare gli altri ex parlamentari che ne beneficiano come “Scajola, Taormina e Laboccetta ma anche Ilona Staller, Vittorio Sgarbi, Ombretta Colli o Eugenio Scalfari che ci fa la morale” e promettendo che “il M5S concentrerà le sue forze sull’eliminazione dei vitalizi, un privilegio medievale e incostituzionale“.

    Il deputato che si starebbe godendo il vitalizio con un solo giorno in Parlamento è morto nel 2016, ma chi è Luca Boneschi citato da Di Maio? Avvocato ed esponente dei Radicali, nel corso della sua carriera ha assistito tra gli altri Pietro Valpreda, Camilla Cederna e la famiglia di Giorgiana Masi, la studentessa uccisa durante una manifestazione nel 1977.

    È anche il deputato rimasto in carica per il minor tempo: eletto il 12 maggio 1982 nella VIII legislatura con i Radicali, si dimise il giorno dopo per difendere la famiglia della giovane studentessa, uccisa a soli 18 anni con un colpo di pistola durante gli scontri tra manifestanti e polizia e la cui morte ancora oggi non ha un colpevole. Boneschi si dimise perché rinunciò all’immunità parlamentare dopo essere stato denunciato per diffamazione dal giudice istruttore che aveva archiviato il processo sulla morte della Masi.

    Non è un buon momento per Di Maio. La gaffe su Boneschi arriva dopo la vicenda sui Canadair. Il vicepresidente della Camera aveva infatti scritto su Facebook e dichiarato alla stampa di aver contattato personalmente le ambasciate dei paesi confinanti per chiedere aiuto nella gestione degli incendi al Sud, dicendo di aver avuto l’ok della Francia per l’invio di canadair.

    L’ambasciata francese ha smentito la sua versione dei fatti, ricordando che a chiedere aiuti era stata la Protezione Civile tramite canali ufficiali. “In questo caso mente l’agenzia“, ha risposto ai giornalisti che nella stessa conferenza stampa gli chiedevano un parere sulla smentita riportata dalle agenzie stampa.