Assenza per malattia al lavoro: autocertificazione per i primi tre giorni

Il decreto di legge presentato da Maurizio Romani è ora all'esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato per l'approvazione

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    Assenza per malattia al lavoro: autocertificazione per i primi tre giorni

    Sarà sufficiente un’autocertificazione per i primi tre giorni di malattia in caso di lavoro nel settore pubblico. Lo prevede il ddl di Maurizio Romani, che ha ottenuto il sostegno della Federazione degli Ordini dei medici. Spiega proprio la Federazione: “Se il ddl sarà approvato, in presenza di un disturbo che il lavoratore ritiene invalidante ma passeggero, sarà lui stesso, sotto la sua esclusiva responsabilità, a comunicarlo al medico, che si farà semplice tramite per la trasmissione telematica all’Inps e al datore di lavoro”.

    Il ddl interviene anche sulle pene ai medici, ridimensionandole, per porre rimedio a contraddizioni ed eccezioni di incostituzionalità della legge Brunetta. “La Fnomceo esprime vivo apprezzamento e sostiene il Disegno di Legge presentato dal senatore Romano. Ci sono disturbi come il mal di testa e lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili. Il medico, in questi casi, deve limitarsi, all’interno del rapporto di fiducia che lo lega al paziente, a prendere atto di quanto lamentano. Riteniamo che un’auto-attestazione potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente, come del resto già avviene, in molti Paesi anglosassoni. Auspichiamo dunque un iter rapido e l’approvazione entro fine legislatura” ha commentato Maurizio Scassola, vicepresidente della Federazione.

    A questa proposta la Federazione lavora da quattro anni, su impulso del presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Piacenza, Augusto Pagani. Lo scorso dicembre è stata oggetto di un Ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale, che ha dato mandato al presidente Chersevani e a tutto il Comitato centrale di sollecitare una revisione, in tal senso, della Legge Brunetta. Tocca adesso alla Commissione Affari Costituzionali del Senato esaminare il disegno di legge presentato da Romani, vice presidente della Commissione Igiene e Sanità.