Sulmona: le donne reggono gli ombrelli ai politici e scoppia la polemica sul sessismo

Le foto delle “ombrelline” che proteggevano dalla pioggia e dal sole alcuni politici, tra cui il ministro De Vincenti e il governatore della Regione Abruzzo D’Alfonso, hanno scatenato polemiche

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    Sulmona: le donne reggono gli ombrelli ai politici e scoppia la polemica sul sessismo

    È ancora polemica per le “ombrelline” di Sulmona, le ragazze che durante un dibattito tra politici in piazza reggevano gli ombrelli prima per non far bagnare le teste degli uomini in giacca e cravatta intenti a disquisire, poi per evitare che i raggi solari li accecassero. Le foto, diventate virali sui social, hanno scatenato polemiche e accuse di sessismo nei confronti dei relatori.

    Sabato 1 luglio, presso la Fonderia Abruzzo, «laboratorio di idee nuove e visioni per il futuro della Regione Abruzzo in Europa», sul palco erano presenti alcuni politici, tra cui il ministro alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti e il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Cosa si è detto nel dibattito? Probabilmente se lo ricorderanno in pochi.

    Quello che resterà sono loro, alcune belle ragazze definite con sarcasmo “ombrelline”. A un certo punto, infatti, un temporale si è abbattuto su Sulmona, e serviva qualcuno che coprisse gli ospiti sul palco all’aperto. Ecco spuntare delle ragazze che, per il tempo dell’acquazzone, si sono piazzate dietro i relatori coprendoli dall’acqua.

    Più tardi, come sempre dopo i temporali estivi, il sole è tornato a fare da protagonista. Peccato che battesse proprio in faccia agli ospiti sul palco. Ecco quindi rispuntare le “ombrelline”, stavolta per proteggerli dal sole.

    Apriti cielo. Le foto sono diventate virali ed è scoppiata la tempesta pure sui social.

    «Fotografia irritante e offensiva per le donne»

    Alexandra Coppola, ex segretaria regionale Dem, sul suo profilo Facebook, ha tuonato: «Nella mia militanza ho fatto di tutto, attaccato manifesti, preparato sale che avrebbero ospitato ospiti importanti, ma mai nessuno mi ha chiesto di riparare dal sole compagni di partito. Queste immagini sono raccapriccianti».

    D’accordo con lei la parlamentare del Pd Maria Amato: «Con tutto il rispetto per i contenuti, per l’organizzazione, per i partecipanti, per i relatori, ecco con tutto il rispetto, questa foto non si può guardare. Manco le geishe. La Fonderia può essere stato il momento di più alto confronto politico-istituzionale della Regione Abruzzo, ma questa fotografia è irritante e offensiva non solo per le donne, ma per il pensiero di parità di genere e di pari opportunità, costruito e condiviso con anni di impegno e battaglie».

    Francesca Buttari, vice sindaco di Francavilla a Mare: «La parità di genere prevede la valorizzazione della dignità di entrambi i sessi e non lo svilimento. Mettere quattro persone a reggere gli ombrellini è una richiesta poco rispettosa a prescindere. Il fatto che siano quattro donne rende tutto più grave».

    «Nessuno ci ha obbligato, dov’è il problema?»

    Cosa hanno detto i politici accusati di sessismo? Il governatore dell’Abruzzo D’Alfonso, tramite il suo portavoce Fabrizio Santamaita, si è difeso così: «Il palco non era coperto e i politici erano sotto l’acqua, mentre il pubblico era riparato sotto il gazebo. Con la pioggia i microfoni rischiavano di non funzionare più, e ai volontari dell’organizzazione sono stati chiesti degli ombrelli. Si sono offerte quattro volontarie. Nel pomeriggio c’è stato il problema del sole: intorno alle 17,30 – 18 i relatori non riuscivano più a concentrarsi, con i raggi che battevano dritti negli occhi. E anche questa volta i volontari sono intervenuti con un ombrello».

    Stando sempre al portavoce del governatore, le “ombrelline” non si sarebbero sentite per niente vittime di sessismo. «Mi hanno detto: “Ma come? La nostra era un’azione spontanea, come poteva essere distribuire depliant o riordinare le sedie. Nessuno ci ha obbligato. Dov’è il problema?”. E una di loro mi ha spiegato che, fra quelli che avevano l’ombrello, c’era anche un ragazzo, che in quel momento si stava occupando di altro. Se gli ombrelli fossero stati chiesti cinque minuti prima o cinque minuti dopo, a reggerne uno ci sarebbe stato lui».