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Primarie PD 2017: data, candidati, dove e come si vota

Primarie PD 2017: data, candidati, dove e come si vota

Elettori, simpatizzanti del Partito Democratico e cittadini sono chiamati alle primarie 2017 del 30 aprile: la sfida è tra il segretario uscente Matteo Renzi e gli altri candidati, Michele Emiliano e Andrea Orlando. Ma la battaglia è anche sull'affluenza ai seggi.

    Primarie PD 2017: data, candidati, dove e come si vota

    Dopo le polemiche, le dimissioni e le scissioni, è tempo di Primarie PD 2017, con l’appuntamento in calendario per il 30 aprile. Il voto permetterà di eleggere il segretario nazionale dopo le dimissioni da premier di Matteo Renzi in seguito alla batosta referendaria del 4 dicembre 2016. Oltre all’ex premier si sono candidati alle primarie PD 2017 l’attuale ministro della Giustizia Andrea Orlando e il governatore della Puglia Michele Emiliano. A loro si era aggiunta anche Carlotta Salerno, segretario cittadino di Moderati, formazione che ha appoggiato i dem a Torino, ma che non è iscritta al partito e quindi, da Statuto, non può partecipare alle primarie PD, ritirando così la candidatura. Come spesso accade, anche sulla data delle primarie PD non sono mancate polemiche e veleni: per questo sarà importante conoscere non solo chi vincerà ma anche l’affluenza delle primarie PD, dato che ci dirà qualcosa sulla tenuta del partito in vista delle elezioni amministrative (in attesa di quelle politiche). Ecco il nostro vademecum con tutte le informazioni sulla data, i candidati, dove e come si vota alle primarie PD 2017.

    Le primarie del 30 aprile sono il primo passaggio di un iter regolato dallo Statuto del partito e che vedrà il culmine con l’Assemblea Nazionale, prevista per il 7 maggio, quando ci sarà la proclamazione del nuovo segretario. Le modalità di voto sono sempre le stesse, compresa la donazione di due euro per i non iscritti al partito che si recheranno a votare.

    Le primarie del Partito Democratico si terranno il 30 aprile 2017: durante la giornata si potrà votare dalle 8 alle 20. Prima di tale data ci sono stati altri passaggi previsti dal Regolamento. Per essere elettorato passivo, cioè candidarsi a ruoli elettivi interni al partito, bisognava essere iscritti al PD entro il 28 febbraio 2017, mentre le candidature alla segreteria PD andavano consegnate entro le 18 del 6 marzo 2017. Il Regolamento dà anche precise indicazioni sulle tappe precedenti al voto: le presentazioni delle candidature ai circoli si sono svolte dal 20 marzo al 2 aprile, mentre c’era tempo fino alle 18 del 10 aprile 2017 per la presentazione delle liste regionali collegate al candidato. Le convenzioni provinciali si sono tenute il 5 aprile, mentre quella nazionale il 9 aprile 2017.

    I candidati alle primarie PD 2017 sono tre. Tutti hanno completato l’iter per la presentazione del proprio programma e le liste a sostegno, anche se non sono mancati momenti di tensione. Michele Emiliano non è riuscito a presentare tutte le firme per la Liguria e Lombardia; in più, il governatore della Puglia si è infortunato e si era parlato di un possibile rinvio. Rientrato l’allarme, le primarie sono state confermate per il 30 aprile 2017.

    Il primo candidato alla segreteria dem è Matteo Renzi, segretario uscente ed ex presidente del Consiglio, dimessosi anche da Palazzo Chigi a seguito della vittoria del No al referendum costituzionale. Il Rottamatore torna a candidarsi alla guida del partito, conquistata alle primarie PD 2013 con una vittoria netta (il 68% dei voti) che gli ha aperto le porte del governo dopo le dimissioni di Enrico Letta. Il suo successo è dato quasi per scontato da tutti i sondaggi, anche senza ballottaggio, indice del grande consenso che l’ex premier avrebbe ancora. Particolare la scelta di aprire la campagna elettorale per le primarie PD 2017 al Lingotto di Torino, luogo simbolico per la recente storia dem da dove partì la sfida di Walter Veltroni, e di chiuderla a Bruxelles, a rimarcare lo spirito europeista del suo PD. Lo slogan del programma di Renzi per le primarie PD 2017 è “Lingotto 2017: Tornare a casa per ripartire. Insieme”

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    Il primo a sfidarlo è Michele Emiliano, primo dei candidati alle primarie PD 2017 a proporsi per la poltrona di segretario. Magistrato e attuale presidente della Regione Puglia, l’ex sindaco di Bari rappresenta la corrente degli “scissionisti che non sono usciti dal PD”. Prima dell’annuncio della data delle primarie PD, nel pieno delle polemiche e dei veleni con l’ala bersaniana, Michele Emiliano era stato al fianco di Roberto Speranza ed Enrico Rossi, loro, sì, usciti dal PD. Nel giro di 24 ore, il ripensamento e la decisione di concorrere contro Matteo Renzi. Lo slogan con cui corre a queste primarie PD 2017 è “L’Italia è il nostro partito”. “Se siete delusi dal governo Renzi e dalla sua segreteria, datemi una mano: votate per rovesciare i sondaggi“, è stato il suo appello finale al voto.

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    A sorpresa (ma non troppo) è arrivata la candidatura di Andrea Orlando. L’attuale ministro della Giustizia, tra l’altro nominato da Matteo Renzi nel suo governo e confermato da Paolo Gentiloni, era già titolare di un ministero sotto il governo Letta che lo scelse all’Ambiente. La sua candidatura è stata applaudita da molti perché ha reso più “vera” la lotta per la segreteria PD: la sua campagna è all’insegna della riunificazione del partito, come chiarisce lo slogan della sua mozione: ‘Unire l’Italia, unire il PD”. Orlando ha dichiarato che, se dovesse vincere, lascerà l’incarico di ministro. Le primarie PD 2017 saranno un successo se ci sarà “uno in più dell’altra volta, o comunque un numero che si avvicini a quello dell’altra volta. Se i votanti saranno molto meno, è chiaro che il PD sarà più debole“, ha dichiarato Orlando in un ultimo incontro prima del voto, preoccupato per i dati sull’affluenza.

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    C’era poi Carlotta Salerno, segretario cittadino dei Moderati che è una formazione regionale fondata da Giacomo Portas nel 2005, di ispirazione democristiana e grande alleata del PD a Torino. Presidente della VI Circoscrizione della Città di Torino sotto la giunta Appendino, Carlotta Salerno ha annunciato la candidatura alle primarie del Partito Democratico dai microfoni del programma di Rai Radio1 “Un giorno da pecora”, confermando la volontà di battersi ad armi pari con gli sfidanti e di gareggiare per vincere. C’è un però che rende nulla la sua candidatura: non è iscritta al PD, condizione essenziale per essere eletta negli organi dirigenti, come previsto dal comma 5 dell’articolo 2 dello Statuto.

    Le primarie PD sono regolamentate dallo Statuto che indica anche dove si vota. I seggi vengono determinati dalle commissioni provinciali per il Congresso che indicano il numero delle sezioni elettorali e dove saranno dislocate sul territorio. Per sapere dove votare alle primarie del 30 aprile, si può visionare l’elenco dei seggi e la sezione di appartenenza, pubblicate sul sito del PD.

    Il Regolamento indica anche come votare e chi può votare alle Primarie PD 2017. L’articolo 10 prevede che possono votare tutti coloro che “dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”, quindi anche i non iscritti al PD che devono versare una donazione di 2 euro “destinati al territorio”. Per votare basta apporre un unico segno sulla lista del candidato prescelto.

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