Primarie PD, Michele Emiliano escluso dalle votazioni in Lombardia e Liguria

Il candidato alle primarie PD del 30 aprile Michele Emiliano non avrebbe portato tutte le firme necessarie per le primarie in Lombardia e Liguria

da , il

    Primarie PD, Michele Emiliano escluso dalle votazioni in Lombardia e Liguria

    Michele Emiliano è stato escluso dalle primarie PD del 30 aprile in Lombardia e Liguria per non aver presentato le firme minime per correre in almeno la metà dei collegi, come stabilito da regolamento. Secondo quanto si apprende da fonti del Nazareno, uno dei tre candidati alle primarie PD potrebbe non correre in due Regioni perché la sua mozione non ha raccolto le firme sufficienti a rispettare il regolamento che prevede un minimo di 50 firme di iscritti in ogni collegio e la raccolta in almeno la metà dei collegi della circoscrizione regionale. La mozione di Emiliano ha raccolto le 50 firme necessarie in Liguria solo nel collegio di Genova e in cinque collegi in Lombardia, mancando così l’obiettivo stabilito dal regolamento.

    Secondo lo Statuto PD, Michele Emiliano avrebbe dovuto raccogliere le 50 firme per collegio in almeno la metà delle provincie di ogni singola Regione, come hanno fatto gli altri due candidati alle primarie PD, Andrea Orlando e Matteo Renzi.

    PRIMARIE PD 2017, CANDIDATI, DOVE E COME SI VOTA: TUTTE LE INFORMAZIONI

    Una volta scoperta la mancanza delle firme necessarie, la Commissione Congresso si è riunita più volte per cercare una mediazione, proponendo di ammettere il candidato solo nei collegi dove era in regola con le firme, ma i rappresentanti di Emiliano avrebbero respinto la soluzione.

    A quel punto però il nome di Michele Emiliano non può comparire sulle schede delle primarie nelle due Regioni perché il regolamento prevede che si votino le liste di candidati all’assemblea nazionale, collegate a ciascun segretario.

    Il numero minimo delle firme per la presentazione di una mozione è stabilito dall’articolo 9 del regolamento delle Primarie PD, approvato il 24 febbraio scorso dalla Direzione: “In ciascun Collegio può essere presentata una o più liste collegate a ciascun candidato alla Segreteria. Sono ammesse le liste presenti in almeno la metà dei Collegi di una Circoscrizione regionale. Le liste devono essere sottoscritte da almeno 50 iscritti in ciascun Collegio“.

    Inoltre, il regolamento specifica che “la presentazione delle liste avviene su base regionale, depositando l’elenco dei candidati presso la Commissione regionale per il Congresso, entro le ore 18:00 del 10 aprile 2017. Ciascuna lista deve indicare a quale, tra i candidati alla Segreteria ammessi, essa intenda collegarsi. Entro due giorni dalla presentazione delle liste, le Commissioni regionali accertano l’accettazione del collegamento da parte del candidato alla Segreteria nazionale“.

    Lo Statuto del PD prevede, come vincoli per la presentazione delle liste, il raggiungimento del 5% tra gli iscritti, mentre il regolamento aumenta i vincoli con le 50 firme di sottoscrizione e il 50% della presenza nei collegi della Regione“, ha invece ricordato il deputato dem Dario Ginefra, sostenitore di Michele Emiliano nella corsa alla Segreteria nazionale del PD.

    È assurdo che, dopo aver raccolto 6000 firme per la presentazione della candidatura e dopo aver conseguito l’8% di consenso tra gli iscritti e le iscritte al PD, si voglia negare ad Emiliano il diritto ad essere votato in tutta Italia“, continua Ginefra.

    Dopo aver garantito che sarebbero state applicate le stesse regole del Congresso 2013 – spiega – si sono chiuse le iscrizioni al Partito impedendoci di poter correre partendo dalla stessa linea di partenza su tutto il territorio nazionale. Qualcuno vuole negare ad Emiliano la corsa alla Segreteria impedendogli di poter essere votato in tutt’Italia? Lo si dica senza infingimenti. Ora noi torniamo nel silenzio della nostra giornata di dolore al termine della quale decideremo come procedere“.