Vitalizi parlamentari: come funzionano e chi sono politici dalle pensioni d’oro

Scopriamo tutto sui vitalizi politici, come funzionano i vitalizi parlamentari e chi sono i politici dalle pensioni d’oro con una lista aggiornata in base alle pensioni incassate da ex deputati e senatori dopo la scadenza del mandato parlamentare.

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    COS’E’ IL VITALIZIO E COME FUNZIONA

    Parliamo dei vitalizi politici, vediamo cosa si intende per vitalizi parlamentari e chi sono i politici dalle pensioni d’oro. Occorre però fare una precisazione importante su come funziona il meccanismo dei vitalizi parlamentari perché in realtà queste misure sono state abolite con la riforma del 2012, quindi non esistono più ‘vitalizi’ parlamentari, ma pensioni parlamentari. Pensioni che sono calcolate col metodo contributivo (e non più retributivo), quindi il loro importo è determinato dai contributi versati negli anni di mandato di ogni deputato o senatore. Vediamo di seguito e nelle seguenti pagine tutti i dettagli in merito, con la classifica dei politici in base alle pensioni incassate.

    Per riassumere il concetto, il vitalizio altro non è che la pensione dei politici. Nello specifico, è una rendita concessa per tutta la vita al termine del mandato politico in base a requisiti di anzianità (65 anni) e di permanenza nelle funzioni elettive (minimo 5 anni). Secondo l’attuale ordinamento italiano, il vitalizio ai deputati e ai senatori decade quando l’ex deputato o senatore sia rieletto al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo o a un Consiglio regionale, oppure sia nominato componente del Governo nazionale, assessore regionale o “titolare di incarico istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevede l’incompatibilità con il mandato parlamentare”.

    PERDITA DEL VITALIZIO PER I CONDANNATI

    Nel 2015, tra mille polemiche, è stata approvata la delibera sul vitalizio ai condannati: le nuove norme stabiliscono che lo perdono i condannati per reati di mafia, terrorismo e contro la Pubblica Amministrazione con pene superiori ai 2 anni di reclusione. Tuttavia viene escluso l’abuso di ufficio e si prevede la modifica in senso restrittivo per i delitti non colposi da 4 a 6 anni.

    CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ 2017 PER VITALIZI ALTI

    Nel 2017 è stata introdotta una novità, con la delibera adottata, su proposta del Pd, dall’ufficio di presidenza della Camera che introduce un contributo di solidarietà progressivo per i vitalizi superiori ai 70 mila euro lordi. Durerà per tre anni. Quindi, a partire dal primo maggio 2017, gli ex deputati che ancora ricevono un vitalizio (quelli in carica fino al 2011), pagheranno un contributo del 10% per importi dai 70mila agli 80mila euro annui, il contributo diventerà del 20% per quelli che vanno dagli 80mila ai 90 mila euro all’anno, e del 30% per i vitalizi dai 90mila e i 100mila euro annui. Infine, il contributo sarà del 40% sugli importi superiori ai 100mila euro. La nuova misura permetterà un risparmio nelle casse dello stato pari a 2,4 milioni di euro ogni anno.

    REVERSIBILITA’ DEI VITALIZI A CONIUGI, FIGLI E FRATELLI

    Gli onorevoli passati a miglior vita garantiscono inoltre che i loro parenti godano del trattamento previdenziale di reversibilità. Ciò vuol dire che mogli, mariti, figli e fratelli incassano assegni di tutto rispetto che vanno poi a gravare nel bilancio dello Stato alla voce ”Assegni vitalizi di reversibilità”. Il regolamento per l’erogazione è stabilito direttamente dall’ufficio di presidenza delle Camere e sancisce che il vitalizio del parlamentare deceduto vada al coniuge superstite nella misura del 60% del totale, più 20% per ogni figlio, il quale ha però diritto al totale della somma se è rimasto senza entrambi i genitori. In mancanza di figli, il vitalizio del parlamentare morto va a fratelli e sorelle, con la sola clausola ”che risultino fiscalmente a carico del deputato deceduto”.

    >>>SEGUE LA CLASSIFICA DEI POLITICI DALLE PENSIONI D’ORO

    I SUPER PENSIONATI DELLA POLITICA

    Nella lista dei super pensionati della politica troviamo l’ex presidente della Camera Luciano Violante che percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese.

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    Il vitalizio di Walter Veltroni è di 5.373 al mese.

    Il vitalizio di Massimo D’Alema è di 5.283 euro al mese.

    Gianfranco Fini incassa 5.614 euro di vitalizio al mese.

    Franco Marini può contare su un assegno mensile di 5.800 euro.

    Stefano Rodotà incassa 4.684 al mese.

    La più giovane presidente della Camera, la leghista Irene Pivetti, è anche una baby pensionata visto che dal 2013, da quando aveva solo 50 anni, prende 6.203 euro al mese.

    Alfonso Pecoraro Scanio, deputato dal 1992 al 2008, riceve 8.836 euro da quando aveva 49 anni.

    Il titolo di Miss Baby pensionata d’oro va però a Claudia Lombardo, ex consigliera regionale della Sardegna, che riceve un vitalizio da 8.455 euro da quando ha 41 anni.

    Prendono bene anche gli assidui del Parlamento: Vittorio Sgarbi riceve 8.455 euro dopo aver fatto 4 legislature.

    Rosa Russo Iervolino, parlamentare per oltre 20 anni e più volte ministra, riceve 5.400 euro netti.

    Gianni De Michelis 5.800 euro netti al mese.

    Piero Fassino conta su un assegno pensionistico mensile di 5.256 euro.

    L’ex dc Paolo Cirino Pomicino guadagna 5.411 di pensione al mese.

    Mauro Capanna (in foto con Fini) incassa un vitalizio di 3.026 euro al mese.

    L’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita ha un vitalizio di 5.862 euro/mese.

    L’ex Guardasigilli Clemente Mastella guadagna 6.939,81 euro di pensione.

    L’ex magistrato Ferdinando Imposimato conta su un vitalizio di 4.580 euro.

    Tra i più fortunati c’è l’onnipresente Giuliano Amato, che riceve un vitalizio da 31.411 euro al mese.