Antonio Razzi, selfie in Siria con Assad

Il senatore di Forza Italia si riprende sorridente insieme al presidente siriano e posta tutto su Twitter. L'ironia e le domande della rete

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    Antonio Razzi, selfie in Siria con Assad

    Il parlamentare abruzzese Antonio Razzi in Siria si scatta un selfie con Bashar Assad e poi lo pubblica sul suo profilo Twitter. L’esponente di Forza Italia si trova in Siria insieme ad altri parlamentari europei e russi, tutti impegnati nel tentativo di favorire la costituzione di una commissione, all’interno del Parlamento di Damasco, per migliorare il dialogo tra le parti in lotta. Razzi, nel frattempo, non ha perso occasione per far parlare di sé, con le due foto.

    Il discusso senatore azzurro ha scatenato naturalmente i commenti ironici della rete. Tra chi gli ha chiesto se si trattasse di un’imitazione di Maurizio Crozza e chi si è domandato cos’abbia mai da ridere in compagnia di Assad. Per Razzi, i viaggi in Paesi controversi non sono una novità. E’ stato tra i pochi politici a entrare in Corea del Nord, Paese chiuso e tradizionalmente ostile agli stranieri, nell’agosto del 2014. Qui ha incontrato il leader Kim Jong-un.

    Razzi è il segretario della commissione Esteri del Senato italiano. E’ preso di mira costantemente dal comico Crozza in ‘Crozza nel Paese delle Meraviglie’ a causa delle continue gaffe e delle prese di posizione originali. Nel 2009, come deputato dell’Italia dei Valori, manifestò piena solidarietà alla Lega Nord per le sue politiche sull’immigrazione, per esempio. Le critiche si rifanno soprattutto alla sua mancanza di competenze e alle difficoltà nel parlare la lingua italiana.

    Il 16 novembre del 2013, dopo la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, ha aderito a Forza Italia. E intervistato al programma ‘Un giorno da pecora’ ha detto: “Io sono di proprietà di Silvio Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio. Per Berlusconi farei qualsiasi cosa, anche buttarmi sotto a un treno”. In occasione delle votazioni per il nuovo presidente della Repubblica, nel 2015, disse di essere pronto anche a votare Totò Riina se Berlusconi glielo avesse domandato.