Governo Gentiloni, la conferenza di fine anno 2016 per illustrare le linee dell’esecutivo

Governo Gentiloni, la conferenza di fine anno 2016 per illustrare le linee dell’esecutivo

Il nuovo premier in carica da due settimane assicura la continuazione delle riforme e del lavoro iniziato da Matteo Renzi, spiegando il suo programma nella consueta conferenza stampa di fine anno

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    Governo Gentiloni, la conferenza di fine anno 2016 per illustrare le linee dell’esecutivo

    Il premier Paolo Gentiloni ha illustrato le linee del suo esecutivo nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, senza dimenticare di dare il giusto rilievo all’opera svolta dal precedente Governo di Matteo Renzi, che gli ha lasciato la gestione della cosa pubblica all’indomani del referendum Costituzionale del 4 dicembre. “E’ un primato. Per quanto mi riguarda in seguito a un fatto spiacevole, il fatto che questa conferenza stampa, di solito un consuntivo delle cose fatte, capiti a 15 giorni dall’insediamento del governo. Ma è stato giusto – ha esordito Gentiloni – confermare questo appuntamento tradizionale”. E poi ha rassicurato “Il governo proseguirà sulla strada delle riforme: non abbiamo finito e non abbiamo scherzato e tutti devono essere consapevoli che il processo di riforme andrà avanti nel tempo che abbiamo a disposizione. Per me le parole chiave sono lavoro, sud e giovani“.

    “Per quanto riguarda la maggioranza, l’abbiamo misurata sia alla Camera che al Senato. È confortevole alla Camera, meno al Senato, tuttavia se guardate in Europa ci sono Governi che convivono con maggioranze meno confortevoli”. Poi ci tiene a precisare che “Maria Elena Boschi, attualmente sottosegretaria alla presidente del Consiglio, è una risorsa molto utile e di grande qualità e, che ci si creda o no, sono io che ho chiesto a Maria Elena Boschi di fare questo lavoro e credo possa farlo bene“. E sulle parole del ministro del lavoro, Giuliano Poletti sugli italiani all’estero ha voluto dire: “Un po’ più di cautela sarebbe stata provvidenziale, non c’è dubbio”. “Il ministro però – ha aggiunto – si è scusato. Cose ben più gravi abbiamo visto e sentito in questi anni”.

    “Sono stati 15 giorni impegnativi ed entusiasmanti. Servire le istituzioni al livello massimo di responsabilità è un fatto di grande rilievo ed appassionante”, ha detto Gentiloni ricordando che “Il governo nasce dopo il referendum. Quel risultato non si cancella e lo abbiamo ben presente ma non si deve cancellare neanche il lavoro che ha svolto l’Esecutivo Renzi di cui anche io ho fatto parte. Relegarlo nell’oblio sarebbe dal punto di vista politico e dell’informazione un errore”. “Non era un referendum sul governo, ma su una proposta impegnativa del governo. Questo ha spinto il presidente Renzi a dimettersi, una scelta che merita rispetto”. E ancora “La rivendicazione di continuità non è un puntiglio, ma completamento delle riforme è un’esigenza del Paese“, ha ribadito il presidente del Consiglio. “La continuità della squadra che abbiamo appena deciso” con la conferma in larga parte anche dei sottosegretari – ha evidenziato il premier – “è considerata da alcuni un limite. Accetto la critica ma rivendico la continuità sul piano politico“. “Auspico discontinuità non sui sottosegretari ma ad esempio sulla violenza inaudita del confronto pubblico, in particolare in rete”.

    “La ricostruzione del post terremoto sarà la nostra priorità”, ha rassicurato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante la conferenza stampa di fine anno.

    “Quello che è fondamentale per la capitale d’Italia, oltre alla buona e ordinaria amministrazione, è l’ambizione della città. Roma ha bisogno di ambizione. Quando rinuncia a progetti ambiziosi, penso alle Olimpiadi, ritengo che faccia un errore. Bisogna amministrare con correttezza, mi auguro che gli amministratori lo riescano a fare. Ma bisogna puntare sulla vocazione di questa città e su questo abbiamo fatto passi indietro. Perché questa città non ha eguali, ha un’esclusiva permanente nel mondo”, ha detto Gentiloni, che si è detto disponibile a vedere la sindaca Virginia Raggi e parlare del ‘patto per Roma’: “Sono disponibilissimo ad incontrarla ed a lavorare nell’interesse della Capitale. Non è solo un dovere istituzionale è un fatto concreto perché il governo deve avere cura della Capitale d’Italia che è il nostro biglietto da visita“.

    “Abbiamo messo in sicurezza il risparmio con il decreto salva risparmio, la cui attuazione sarà lunga e complicata, non ce lo nascondiamo. Però una decisione è stata presa e sarà strategica e fondamentale”. Su Mps “sarà un percorso di mesi di dialettica con la vigilanza europea. Mi auguro sarà produttiva ed efficace altrimenti la discussione sarà più difficile”. Il premier assicura poi che il governo farà tutto quanto in suo potere “perché la salvaguardia dei risparmiatori sia al centro di tutto questo percorso”. Gentiloni risponde poi a chi dice che il governo ‘finanzia le banche’. “Una parte consistente dei cittadini ha i suoi risparmi nelle banche e dobbiamo tutelarli”, dice. “Io – conclude – non credo ai governi del senno del poi. Ho fatto parte di un governo che ha valutato come realizzabile una operazione di mercato. L’operazione non è andata a buon fine e dopo circa mezz’ora è partito il decreto salva risparmio”.

    “L’Italia è riuscita a gestire, spesso circondata da una fragorosa solitudine in Europa, flussi migratori consistenti con equilibrio e umanità, anche se la questione è apertissima e sarà cruciale nei prossimi mesi”. “Il governo – ha precisato – deve fare passi avanti sul tema della coesione e rivedere comunque le regole sull’accoglienza“, ha annunciato il premier nel corso della conferenza stampa di fine anno. Gentiloni ha poi voluto ringraziare gli italiani per la “civiltà con cui le nostre comunità hanno affrontato un fenomeno che crea allarme. Lavoreremo per migliorare il sistema, con più efficienza sul lato dei rimpatri e dell’accoglienza. Ma dobbiamo dare atto ai concittadini del grandissimo senso di civiltà’ e responsabilità”, ha concluso sottolineando come in Italia ci sia stato il caso di Gorino “un campanello d’allarme” ma non “la giungla di Calais”.

    “Sono stato orgoglioso di telefonare ad Angela Merkel per dirgli che nel corso di un controllo di polizia in Italia era stato trovato ed ucciso il terrorista autore della strage di Berlino”, dice il premier Paolo Gentiloni, che specifica come al momento “non risultano” reti del terrorista in Italia. “Risulta, invece, che due poliziotti italiani hanno individuato Amri, che aveva colpito in Germania. Di questo occorre dare atto alle nostre istituzioni pur senza eccedere in compiacimento”. E infine: “Non esistono Paesi non a rischio terrorismo e di questo dobbiamo essere onestamente consapevoli e dobbiamo trasmettere questa consapevolezza ai cittadini.

    Possiamo dire che stiamo facendo tutto il possibile sforzo per prevenire queste minaccia”.

    Sulla legge elettorale “non faremo una proposta di governo, penso che sia adeguato a un clima necessario per il paese, che la proposta venga da un confronto tra i partiti e forze parlamentari. Non c’è niente di astrattamente sbagliato che sia un governo a fare una proposta di legge elettorale ma non sarà il caso del mio governo”. Quindi “Sollecito la discussione sulla legge elettorale, è un’esigenza del nostro sistema democratico, non è legata alla durata del governo, che viene decisa dal parlamento”. “Il governo tramite il ministro per i Rapporti con parlamento – sottolinea Gentiloni – tenterà di facilitarlo e non mancherà di intervenire se andrà per le lunghe”. “La stabilità di un paese a livello internazionale è sempre importante, non c’è alcun dubbio che un paese stabile è un paese che facilmente esercita il suo ruolo a livello internazionale se la stabilità non prevale sulla democrazia, non si può vedere il voto come una minaccia”. “Il governo fa la sua parte – spiega – lavora e lo fa finché ha la fiducia del Parlamento, è una cosa quasi imbarazzante nella sua banalità”.

    Penso che il jobs act sia un’ottima riforma del lavoro“, dice il premier Paolo Gentiloni nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno. Sui voucher “bisogna correggere e cambiare e lo faremo in tempi rapidi” ma non sono un “virus che semina lavoro nero nella nostra società perché nascono esattamente all’opposto ovvero come tentativo di rispondere al lavoro nero”. Per Gentiloni è in corso una revisione per porre un freno “a questi abusi che rischiano di snaturare questo strumento”. “Qualcosa di evidentemente sbagliato si è visto – spiega ancora – ma non possono essere trasformati nella madre di tutti i problemi e guai del nostro mercato del lavoro”.

    “La collaborazione tra la procura di Roma e la procura generale de Il Cairo ha prodotto alcuni risultati. Quello che è apparso sui giornali era stato in qualche modo anticipato dal procuratore generale del Cairo nei suoi recenti incontri con la procura di Roma. Lo dico per ribadire che seguiremo la strada presa: fermezza nei confronti del governo egiziano e cooperazione per le indagini. Ho visto segnali di cooperazione molto utili, spero si sviluppino e lavoreremo in questa direzione”. “Sulla gravità della vicenda – ha aggiunto il premier – non ho nulla da aggiungere a quello che dico da 11 mesi a questa parte. E’ una delle vicende che giustamente ha colpito di più l’opinione pubblica. Ho cercato di essere ‘sul pezzo’ e in contatto continuo con la famiglia che voglio da qui salutare, ci sono sempre delle famiglie esemplari in queste situazioni. Ci siamo sentiti l’ultima volta il giorno di Natale”.

    Sulla questione palestinese: “C’è una strada individuata dalla comunità internazionale arrivata a un millimetro della conclusione, quella dei due stati, Palestina-Israele. Questa strada negli ultimi anni si è arenata. Come disincagliarla? Come impedire che la questione palestinese, per decenni un conflitto di natura nazionalistica, venga assorbita dal radicalismo islamico e cambi natura, diventi la bandiera di Daesh, non quella del mondo arabo? L’Italia ritiene che la soluzione dei due Stati sia quella da perseguire e che gli insediamenti non la favoriscano. L’abbiamo ripetuto agli amici israeliani più volte. La strada è questa, ma se arrivano idee nuove siamo aperti a considerarle”, ha detto il premier.

    Sulla vicenda Vivendi-Mediaset Gentiloni ha chiarito: “È normale che ci sia l’attenzione del governo. Il governo è vigile dal punto di vista politico, anche se non può intervenire. Il settore delle telecomunicazioni è strategico, quindi pesa”.

    La riforma del processo penale “andrà avanti”, ha assicurato il premier Paolo Gentiloni. “Abbiamo un cahier di provvedimenti che discuteremo con il ministro Orlando e con il ministro per i Rapporti con il Parlamento – aggiunge – il pacchetto va ridimensionato con il calendario dei lavori parlamentari”.

    Sulla vicenda degli appalti Consip: “Non chiedetemi di fare il giudice, non è il mio percorso professionale. I giudici saranno i giudici. Non ho nessunissima intenzione di entrare nel merito della vicenda. L’unica cosa che possi dire è che Luca Lotti e il generale Del Sette godono della mia massima considerazione e non credo che le iniziative giudiziarie di cui sono stati oggetto finora impongano al governo di prendere deciusioni che sarebbero ingiuste e ingiustificate. Dopo di che la giustizia avrà il suo corso”, ha detto il premier Gentiloni.

    “Non abbiamo finito e non abbiamo scherzato. Tutti devono essere consapevoli che il processo di riforme andrà avanti nel tempo che abbiamo a disposizione”. “Il governo nel 2017 farà del suo meglio per migliorare la situazione del Paese. Lo farà proseguendo le riforme che sono avviate, lo farà lavorando per ricucire le tante lacerazioni che minacciano il nostro tessuto sociale e la sua storica coesione sapendo che è un elemento fondamentale per il progresso del paese”, ha concluso il premier Paolo Gentiloni nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno.

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