Roma, nomine Raggi sotto inchiesta: in Campidoglio arriva la finanza

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La sindaca: 'Perquisizioni? Nulla da nascondere'

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    Roma, nomine Raggi sotto inchiesta: in Campidoglio arriva la finanza


    Le nomine di Virginia Raggi sono finite in un’inchiesta della procura. Non c’è pace per la sindaca di Roma che, poche ore dopo le dimissioni dell’assessore all’ambiente Paola Muraro e alla vigilia dell’arresto di Raffaele Marra, si è vista arrivare la finanza in Campidoglio. Al termine delle perquisizioni, gli agenti hanno acquisito la documentazione relativa alle nomine fatte dalla Raggi. La quale in un tweet ha ostentato tranquillità: “Perquisizioni? Nulla da nascondere. Messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità”.

    L’inchiesta della procura di Roma resta per il momento senza indagati e senza ipotesi di reato. È partita in seguito a due esposti: uno da parte dell’ex capo di gabinetto di Roma Carla Raineri, l’altro dal partito di opposizione Fratelli d’Italia che aveva ipotizzato il reato di abuso d’ufficio. Fatto sta che la procura vuole controllare se le nomine siano state effettuate rispettando la legge o attraverso corsie preferenziali illegali.

    Quelle su cui gli inquirenti vogliono vederci chiaro sono quelle della stessa Carla Raineri, di Salvatore Romeo e Raffaele Marra. Al centro i loro stipendi considerati troppo alti. Raineri, finita sotto accusa per il mega contratto da 193mila euro lordi annui per l’incarico di capo di gabinetto in Campidoglio, si era dimessa a settembre. Romeo, ex capo della segreteria promosso dirigente dalla Raggi, era finito al centro delle polemiche per uno stipendio passato da 39mila euro l’anno a circa 90mila. Stipendio poi abbassato a 70mila euro dopo il parere dell’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione). Marra è stato arrestato il giorno dopo le perquisizioni per corruzione, ma per una vicenda diversa, risalente al 2013.

    Virginia Raggi si è difesa in conferenza stampa: “Questa vicenda sta assumendo dei contorni ridicoli. Quando la magistratura chiede atti noi siamo lieti di fornirli. C’è massima trasparenza”. Non ha risparmiato critiche alla Raineri, autrice di uno degli esposti: “Simpatico che tutto questo sia stato fatto dall’ex capo di gabinetto che di fatto è stata nominata con una procedura che io ritenevo illegittima. È interessante notare come l’unica persona che sia stata nominata con una procedura irregolare stia levando gli scudi”. La sindaca è tornata anche sulla questione delle dimissioni della Muraro: “Io non sono entrata nel merito dell’avviso di garanzia: quando lei ha presentato le dimissioni io le ho accolte. Sarà la magistratura a chiarire se ci sono profili d’illegittimità o meno.

    L’avviso di garanzia come l’invito a comparire è un atto dovuto quindi ritengo che la posizione della Muraro sarà chiarita dalla magistratura e non voglio farle un processo in questa sede”.

    Duro attacco alla “bufala delle perquisizioni in Campidoglio” da parte del Movimento 5 Stelle, attraverso un post sul blog di Beppe Grillo: “Il Movimento 5 Stelle è sotto attacco e presto, mano a mano che ci avvicineremo alle politiche, sarà molto peggio. Ora si inventano vere e proprie bufale. Quanto riportato oggi da tutti i media su Virginia Raggi è falso. Contrariamente a quanto riportato dai giornali e dalle tv non c’è stata nessuna perquisizione in Campidoglio. Si è trattato di una semplice acquisizione di atti. Hanno mentito ai cittadini facendo immaginare uno stuolo di forze dell’ordine che si aggira tra i corridoi e le stanze di Palazzo Senatorio, rovesciando scrivanie, aprendo cassetti e seminando il panico tra i dipendenti. Tutto falso. Si è trattato di una semplice acquisizione di documenti che il Campidoglio, come ha chiarito Virginia Raggi, ha messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria dopo formale richiesta. Nulla da nascondere. Basta falsità e bugie, basta ricostruzioni fantasiose”.

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