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Chi è Anna Finocchiaro, il ministro dei Rapporti con il Parlamento del governo Gentiloni

Chi è Anna Finocchiaro, il ministro dei Rapporti con il Parlamento del governo Gentiloni

Alla senatrice dem un incarico fondamentale per la legge elettorale

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    Chi è Anna Finocchiaro, il ministro dei Rapporti con il Parlamento del governo Gentiloni

    Anna Finocchiaro è uno dei volti nuovi dell’esecutivo. Ministro dei Rapporti con il Parlamento del governo Gentiloni, la senatrice del PD è una veterana della politica. Volto storico della sinistra, ex magistrato nella sua Sicilia durante gli anni Ottanta, Finocchiaro si è avvicinata alla politica nelle fila dell’ex PCI, vivendo da protagonista tutte le fasi che hanno portato il partito a confluire nel PD. Politica navigata e di grande esperienza, torna a ricoprire un incarico ministeriale dopo essere stata ministra nel primo governo di Romano Prodi: qualche giornale ha raccontato la sua emozione al momento del giuramento, anche perché non si aspettava di essere chiamata di nuovo a un ruolo importante come è quello che le ha affidato il premier Paolo Gentiloni. Finocchiaro prende il posto di Maria Elena Boschi e dovrà favorire il dialogo tra Parlamento e governo per la realizzazione di una nuova legge elettorale.

    Nata a Modica, in provincia di Ragusa nel 1955, Anna Finocchiaro si dedica agli studi classici a Catania, dove si trasferisce con la famiglia, laureandosi in Giurisprudenza nel 1978. Nel 1981 vince una borsa di studio per la Banca d’Italia e si trasferisce a Savona dove diventa funzionario della stessa. Torna in Sicilia con la nomina in magistratura: nel 1982 è pretore presso Leonforte, in provincia di Enna, e nel 1985 sostituto procuratore presso il Tribunale di Catania.

    Segretaria di “Magistratura Democratica” per la Sicilia orientale, decide di dedicarsi alla politica nel 1987, lasciando la magistratura e partecipando alle elezioni come deputata indipendente nelle liste del PCI. Tra il 1988 al 1995 è consigliera comunale a Catania prima nel PCI e poi nel PdS.

    Lasciata la toga, la politica diventa la sua unica occupazione. Nel primo governo Prodi viene nominata ministra per le Pari Opportunità dal maggio del 1996 all’ottobre del 1998: nel 1997 firma la misura per le “misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori”, una legge che permette alle donne incinta o alle madri con figli piccoli di scontare parte della pena in case famiglie e nella propria abitazione.

    Dal 1998 al 2001 presiede la Commissione Giustizia della Camera, mentre dal 2001 al marzo del 2005 è responsabile nazionale per la giustizia per i DS. La prima elezione al Senato arriva nel 2006, diventandone capogruppo del gruppo PD-l’Ulivo.

    Nel 2008, pur candidata al Senato per il PD per le elezioni politiche, decide correre per le elezioni regionali in Sicilia, ma viene sconfitta da Raffaele Lombardo, che conquista più del 65 % delle preferenze. In quest’occasione, viene investita da molte polemiche per il ruolo del giurista Salvo Andò, a capo del suo team di consulenti, accusato del reato di voto di scambio e poi assolto.

    Alle politiche del 2008 viene eletta in Senato e torna come capogruppo PD a Palazzo Madama.

    Nel 2010 l’agenzia giornalistica SudPress e Repubblica lancia la notizia per cui l’alleanza tra l’MPA di Lombardo e il PD per la costituzione del governo regionale si baserebbe su un accordo per agevolare la ditta Solsamb, di cui è amministratore delegato il marito, Melchiorre Fidelbo, poi condannato nel 2016 per abuso di ufficio a nove mesi di reclusione, con sospensione della pena.

    Nel maggio 2012 montano altre polemiche dopo il servizio fotografico del settimana Chi che la ritrae in un negozio Ikea con la scorta, impegnata a portare il carrello (“È stato un gesto di gentilezza. Avere la scorta per me non è un piacere. Mi è stata imposta e nonostante ciò provo a fare una vita normale, anche da Ikea”, rispose all’epoca). Riconfermata al Senato nel 2013, è eletta Presidente della Prima Commissione permanente.

    I MINISTRI DEL GOVERNO DI PAOLO GENTILONI
    Esteri: Alfano Interno: Minniti Lavoro: Poletti
    Economia: Padoan Difesa: Pinotti Giustizia: Orlando
    Cultura: Franceschini Salute: Lorenzin Istruzione: Fedeli
    Sviluppo Economico: Calenda Agricoltura: Martina Trasporti: Delrio
    Ambiente: Galletti Rapp. col Parlamento: Finocchiaro Affari regionali: Costa
    Semplificazione: Madia Mezzogiorno: De Vincenti Sport: Lotti
    Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Boschi

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