Il Referendum costituzionale regione per regione: differenze di voto e affluenza tra Nord e Sud

Il Referendum costituzionale regione per regione: differenze di voto e affluenza tra Nord e Sud

La mappa del voto e le città in controtendenza dove ha vinto il sì

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    Il Referendum costituzionale regione per regione: differenze di voto e affluenza tra Nord e Sud

    Chi ha votato sì? Chi ha votato no? Il voto per il referendum costituzionale ha visto una partecipazione altissima oltre ogni previsione. Gli italiani hanno deciso di rispondere numerosi al quesito per confermare o meno la riforma della Costituzione firmata dalla ministra Boschi e voluta a suon di maggioranza dal governo Renzi. A vincere il referendum sulla riforma costituzionale è stato il NO. Ma vediamo nel dettaglio il voto Regione per Regione e nelle principali città italiane, senza dimenticare le eccezioni, ossia vediamo anche in quali Regioni e città ha vinto il sì.

    I votanti in Italia sono stati 31.997.916 (pari al 68,48% degli aventi diritto). Erano infatti chiamati a votare 46 milioni 714mila e 950 elettori, di cui 22 milioni 465mila 280 uomini e 24 milioni 249mila 670 donne. L’affluenza più alta si è registrata in Veneto (76,66%), mentre la più bassa in Calabria (54,43%). In Piemonte a votare è andato il 68,48% degli aventi diritto, in Valle d’Aosta il 71,90%, in Lombardia il 74,22%, in Trentino-Alto Adige il 72,23%, in Veneto il 76,66%, in Friuli-Venezia Giulia il 72,51%, in Liguria il 69,73%, in Emilia-Romagna il 75,93%, in Toscana il 74,45%, in Umbria il 73,47%, nelle Marche il 72,84%, nel Lazio il 69,17%, in Abruzzo il 68,74%, in Molise 63,92%, in Campania il 58,89%, in Puglia il 61,71%, in Basilicata il 62,87%, in Calabria il 54,43%, in Sicilia il 56,65% e infine in Sardegna il 62,44%.

    Il Veneto è la Regione in cui si è registrato il dato più alto con il 76,65% degli elettori andati alle urne, a seguire l’Emilia Romagna (75,99%), la Lombardia con il 74,66%, il Friuli (72,47%), il Trentino Alto Adige, Piemonte, Valle d’Aosta e Toscana (oltre il 70%). Il fanalino di coda, come è avvenuto anche per i dati dell’affluenza delle ore 12 e delle 19, si conferma la Calabria, con il 53,54% degli elettori al voto.

    Il No ha vinto nei 61.551 seggi italiani ottenendo 19.025.254 voti (pari al 59,95%), mentre il SI’ ha ottenuto 12.709.536 voti (pari al 40,05%). Le schede bianche sono state 74.120. Le schede nulle 187.778. Le schede contestate e non assegnate 1.228. Per quanto riguarda gli italiani all’estero, la Farnesina comunica che l’affluenza è stata del 30,89% degli aventi diritto, ovvero alla consultazione referendaria hanno preso parte 1.251.728 elettori dei 4.052.341 nostri connazionali aventi diritto al voto.

    Non può essere considerato un caso se nei 100 comuni italiani con più disoccupati (quasi tutti concentrati al sud) ha vinto il NO con il 65,8%, mentre nei 100 con meno disoccupati ha vinto il SÌ con il 59%. Da Palermo, ad esempio, il dato riporta oltre il 72,2% di No: uno dei risultati più importanti e chiari fra i capoluoghi di provincia. Quindi il No è stato scelto soprattutto al Sud e nelle isole, il divario tra i pro e i contro la riforma costituzionale è stato netto; per fare qualche esempio, il no ha vinto con il 70,6% a Caltanissetta, il 71% a Nuoro, il 72% a Siracusa, il 73% a Cagliari e Oristano, addirittura con il 74% a Catania.

    In Calabria, Puglia e Basilicata si attestano mediamente sul 70% mentre Napoli ha premiato il No con 68,3%.

    Per quanto riguarda le altre grandi città, a Roma il No si è imposto con il 59,4%, a Torino con il 53,6%, a Genova con il 59%. Nel Nord-Est, in media, il No ha toccato e superato spesso la soglia del 60%. Per quanto riguarda le principali città dell’area, il No ha vinto a Padova 52,9 %, Verona 54,3 %, Venezia 59,1 %, Vicenza 56,5%.

    Al referendum costituzionale i Comuni colpiti dal terremoto in Centro Italia hanno scelto il NO: un voto di protesta forse, ma tutto sommato allineato con quello del resto d’Italia. Nella provincia umbra il No sfiora è al 59,95% contro il sì che si ferma al 40,05%. Macerata invece è quasi spaccata, con il No a 51,91% e il Sì a 44,09%; il picco però è ad Ascoli Piceno, dove il No sale al 58,88% e il Sì a 41,12%. A Rieti il No incassa il 62,61% e sale al 65,96% contro il Sì che si ferma al 34,04%. Il Sì vince solo ad Accumuli, con il 51,20%, mentre il No è al 48,80%. Nelle Marche vince il No con il 55,05%, mentre il Sì si ferma al 44,95%. L’Umbria si spacca a livello regionale, con il No a 51,17% e il Sì a 48,83%, ma nei comuni colpiti, ancora, il discorso cambia: a Norcia vince il No col 55,59% e il Sì al 44,41%, a Cascia il no incassa il 53,32%, mentre il Sì si ferma al 46,68%. Sempre in Umbria, a Terni il No vince con il 53,95% mentre il Sì è a 46,05%, Perugia invece è quasi perfettamente spaccata a metà, con il No al 50,21% e il Sì al 49,79%. Nelle Marche, a Pesaro e Urbino vince il No a 52,44%, il Sì a 47,56%. Ad Ancona il No incassa una percentuale più alta, con il 53,58%, mentre il Sì si ferma al 46,42%. Molto più alta la percentuale del No a Fermo, con il 58,56%, mentre il Sì è al 41,44%.

    Il Sì ha vinto a Milano, dove ha ottenuto il 51,13% delle preferenze (343.637) voti contro il 48,87% del No (328.440 voti). A livello regionale il Sì ha vinto anche a Mantova, Monza, Bergamo. In Toscana il sì ha vinto anche a Firenze (con il 56,29% dei voti, mentre il NO 43,71%). A Pontassieve, dove risiede il premier, il Sì è al 62,8% e nella vicina Rignano sull’Arno, paese del quale Renzi è originario, il Sì è arrivato al 58,4%. Altra regione che si è schierata a favore della riforma è stata l’Emilia Romagna: a Bologna ad esemio il Sì ha raggiunto il 52,23% dei voti (303.427) e il NO si è fermato al 47,77% (276.704 voti) ma il sì ha prevalso a Ravenna (52,8%), Reggio Emilia (51,7%), Forlì-Cesena (51,9%). Modena ha votato sì con il 53,1%, ed è stata la provincia dell’Emilia-Romagna dove il sì ha raccolto i maggiori consensi.

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