Governo tecnico dopo Renzi: i primi nomi possibili

Ora tocca a Sergio Mattarella risolvere la crisi di governo

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    Governo tecnico dopo Renzi: i primi nomi possibili

    Ad oggi, un governo tecnico dopo la sconfitta di Renzi è uno degli scenari più possibili, cui l’Italia va incontro, dopo la vittoria del ‘no’ al Referendum Costituzionale. Ora la parola e le decisioni passano al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà l’arduo compito di tirare le fila della situazione, con lo scopo di risolvere l’attuale stato di crisi. Naturalmente circolano già alcuni nomi di coloro che potrebbero prendere in mano le redini di un eventuale governo tecnico.

    Dopo la netta sconfitta elettorale di Renzi al Referendum Costituzionale di ieri, confermata anche dallo stesso premier durante il suo discorso di commiato, si profila sempre più chiaramente l’ipotesi di un governo tecnico, considerato che risulta piuttosto improbabile un immediato ritorno alle urne.

    La prima teoria potrebbe vedere a capo del governo tecnico Piercarlo Padoan, ministro dell’Economia, o il collega delle Infrastrutture Graziano Delrio, nel caso in cui Mattarella decidesse di privilegiare la continuità tra passato e presente. Nel frattempo, considerato lo stato attuale delle cose, Pier Carlo Padoan, che oggi era atteso a Bruxelles per le riunioni dell’Eurogruppo e domani dell’Ecofin, ha annullato la sua partecipazione.

    Un’altra ipotesi, supportata da molti, identifica come uno dei nomi più plausibili quello dell’ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che tuttavia non piace a Forza Italia.

    Il terzo nome che aleggia nell’aria nelle ultime ore è invece quello di Dario Franceschini.

    Naturalmente sono in molti a voler mettere le mani sul governo tecnico, in primis Silvio Berlusconi, il quale si è dichiarato ben disposto a trattare con il Pd per un sistema proporzionale che superi il premio di maggioranza. Di tutt’altro avviso sembra essere invece il Movimento 5 Stelle, che vorrebbe immediatamente andare al voto, con elezioni anticipate, nonostante non si possa sottovalutare che il fronte del ‘sì’ ha ottenuto un 40%.

    Il leader del M5S, Luigi di Maio, ha dichiarato con grande fermezza: ‘Da domani siamo al lavoro per formare la squadra del futuro governo 5 Stelle’.

    Anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini è dell’idea di andare subito al voto: ‘In un Paese normale gli elettori dovrebbero tornare al voto subito, senza governicchi e governi tecnici. Gli italiani Renzi lo hanno rottamato’, così pure Giorgia Meloni, che scrive in un messaggio su Facebook: ‘Ha vinto la sovranità nazionale, hanno vinto gli italiani: Renzi si dimetta’.

    Mentre per Brunetta la cosa giusta da fare è un nuovo governo che duri giusto il tempo di approvare una valida legge elettorale: ‘Con il premier sono stati sconfitti i poteri forti. Sconfitti chi, come anche Confindustria, ha giocato sulla pelle del nostro Paese. La partita passa nelle mani di Mattarella per verificare se c’è una maggioranza in Parlamento. E il Pd ha il diritto-dovere di formare una nuova maggioranza e un governo non più con Renzi. Si deve fare una nuova legge elettorale con il più ampio concorso possibile e solo dopo andare a elezioni’.