Referendum: speciale di Mentana con Renzi, Berlusconi, Di Maio e Salvini

Le principali di dichiarazioni nell'ultima puntata di Sì o No su La7

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    Referendum: speciale di Mentana con Renzi, Berlusconi, Di Maio e Salvini

    Enrico Mentana chiude col botto il suo speciale referendum costituzionale. Nell’ultima puntata di Sì o No, il direttore del Tg La7 ha intervistato, uno dopo l’altro, i leader dei principali partiti italiani: Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Un tre contro uno (anche se le interviste erano singole, dunque nessuna bolgia in studio), con il solo premier a sostenere la sua riforma e le ragioni del Sì. Riportiamo le dichiarazioni principali di tutti gli ospiti.

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    Le dichiarazioni di Renzi

    “L’impressione è che la giochiamo sul filo dei voti. Io non conto nulla. Quando nel ’74 si votò per il referendum sul divorzio non si votava Sì e No a Pannella ma al divorzio”. 

    “È stata una bellissima campagna elettorale nonostante le accuse, gli insulti e i tentativi di avvelenare i pozzi. Ho visto la gente discutere della costituzione e questa mi pare una cosa molto bella”.

    “Se vince il No non faccio scenari apocalittici ma si apre un salto in un’area non chiara anche se comunque del tutto rispettabile dal punto di vista costituzionale”.

    “Berlusconi dice che ho l’annuncite nel sangue? La differenza è che lui un milione di posti di lavoro lo ha detto come slogan noi invece i 600mila posti di lavoro li abbiamo fatti”.

    “Patto del Nazareno rotto a causa dell’elezione di Mattarella? Questo va chiesto a Berlusconi. Io dico meno male che c’è un galantuomo come Mattarella, con lui gli italiani possono stare tranquilli. Siamo in ottime mani”.

    “La cultura dello streaming ce l’ha insegnata Beppe Grillo. Noi ora tranne andare in bagno facciamo tutto in streaming mentre loro si avvalgono della facoltà di non rispondere. Grillo mi ha chiamato scrofa ferita e serial killer però diciamo che è simpatico”.

    Le dichiarazioni di Berlusconi

    “Se mi pesa stare al fianco di Grillo? No affatto, se questa riforma facesse il bene degli italiani la voterei anche se piacesse a Renzi o a Marco Travaglio”. 

    “In Europa siamo irrilevanti e il metodo Renzi non funziona. Il metodo è quello di stringere rapporti di cordialità ed amicizia con i capi di Stato e di Governo”.

    “Renzi ha governato molto male perché i dati economici rispetto a quando eravamo al governo noi si sono modificati tutti in peggio. La disoccupazione è cresciuta, il Pil è aumentato di poco rispetto al resto dell’Europa, la sicurezza va male e l’immigrazione è incontrollata”.

    “Se vince il Sì Renzi sarebbe il padrone dell’Italia e degli italiani”.

    “Noi non abbiamo mai discusso Mattarella come persona. Abbiamo estrema fiducia nel suo buonsenso e nella sua prudenza che ammiriamo”.

    “Renzi il nuovo Caimano? Io non mi sono divertito a parlare male degli altri. Parlo delle persone solo se posso parlarne bene, non mi esalto se altri sono additati con epiteti vari”.

    “I giovani di Grillo (Luigi Di Maio ed Alessandro Di Battista, ndr) si stanno comportando bene. Sarei fiducioso che possano essere loro a sedersi al tavolo” sulla nuova legge elettorale e la riforma “per il Movimento 5 Stelle”. 

    “Il presidente di Confindustria è anche lui preda del conformismo secondo cui i vertici di Confindustria sono sempre stati governativi”.

    In caso di pronunciamento favorevole della Corte di Strasburgo il leader di Forza Italia non esclude di potersi candidare nuovamente come premier, “anche se ho tutti contro a partire dai miei figli ed i miei amici che hanno un senso protettivo verso di me”.

    Le dichiarazioni di Di Maio

    “È stata una campagna bugiarda, piena di bugie soprattutto dalla parte di Renzi e dei sostenitori del Sì che hanno spacciato la riforma come quella che taglia i costi, ma che in realtà complicherà il processo legislativo e che porterà il paese nel caos”.

    “È stata una campagna degna della domanda ingannevole che troveremo all’interno della scheda, perché non c’è scritto che il Senato non scompare e che continueranno a dare immunità a sindaci e consiglieri regionali che si potranno così salvare dalla galera”.

    “Questa riforma: bel titolo ma contenuto che è una fregatura. Se leggiamo il titolo ci vien voglia di votare Sì, se leggiamo il contenuto di votare No”.

    “Gli effetti reali della riforma li conosceremo solo vivendo. Stravolge la Costituzione, crea un bicameralismo ancora più complicato. Se il nuovo Senato può smantellare alcune leggi creando di nuovo un valzer tra Camera e Senato. Il problema in Italia è che si fanno troppe leggi”.

    “Non baratterei l’abolizione del Cnel con il nuovo Senato”.

    “Questa riforma va fermata perché protegge la casta”.

    “Il problema del Paese non è la Costituzione ma la corruzione, figlia di una classe politica che va rigenerata. Va affrontata in tre modi: massimo due mandati per un politico eletto; un politico che va in Parlamento e sbaglia va in galera, basta immunità parlamentare; un politico che cambia casacca torna a casa e si fa rieleggere”.

    Le dichiarazioni di Salvini

    “Grazie a questo referendum gli italiani hanno letto e apprezzato la loro Costituzione, imparando dove va migliorata. Il Sì la peggiora”.

    “L’unico segnale da dare a Renzi e alla Merkel è votare, votando No. I poteri forti sono tutti per il Sì”.

    “Se vince il Sì? Con la nuova Costituzione avremmo lo stato centrale e sopra ancora l’Europa che avranno poteri di vita e di morte. L’ultima parola spetta a Bruxelles. Eppure persino Renzi aveva detto che l’Europa non ci aiuta per il terremoto, per gli immigrati e altro. Se vince il Sì regioni e sindaci avrebbero meno potere”.

    “Se vince il No? Spero si vada a votare e che gli italiani, dopo Monti, Letta e Renzi possano scegliere il presidente del Consiglio”.

    “Su Berlusconi in prima linea? Mi ha fatto piacere. Tra i No apprezzo e stimo la volontà di rinnovamento dei 5 Stelle, ma mi hanno sempre negato un confronto pubblico, come Renzi”.

    “Voto No perché gli italiani possano decidere il loro futuro”.

    “Se Bossi mi dice di occuparmi solo nel Nord, io gli rispondo che invece mi occupo di tutta Italia”.

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