Referendum costituzionale, utenti di Facebook iscritti a loro insaputa alla pagina “Perchè Sì”

Referendum costituzionale, utenti di Facebook iscritti a loro insaputa alla pagina “Perchè Sì”

Montano le proteste sul social network contro la pagina Perché Sì e la pagina chiude i battenti

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    Referendum costituzionale, utenti di Facebook iscritti a loro insaputa alla pagina “Perchè Sì”

    Like alla pagina Facebook “Perchè Sì” dati da un giorno all’altro, ma all’insaputa e senza l’esplicito consenso degli utenti. In poco tempo monta una polemica che rimbalza sul social network e si moltiplicano le proteste di chi, pur sostenendo il No al referendum costituzionale del 4 dicembre, si è ritrovato così di punto in bianco invece tra i sostenitori del Sì e fan di questa pagina pro riforma costituzionale.

    “Non ho mai messo like a questa pagina, io voto No. Come ci è finito il mio like qui?”, il commento di un utente. “Imbroglioni io voto No, non mi sarei mai sognata di mettere il mi piace, ognuno può votare per chi gli pare, ma non ha nessun diritto di mistificare”, scrive Stella. “Vorrei sapere chi è stato a inserirmi in questa pagina, perchè, da iscritta ANPI, sono una attiva sostenitrice del NO a difesa della Costituzione”, scrive Serena. “Questa pagina è una bella truffa. si cambia il nome ad una pagina precedente per tenersi i likes… complimenti!” commenta Fabio. “Cosa era questa pagina prima di essere questa? Il mio like non lo avreste di certo avuto. Siete da denuncia!!!“, afferma un altro utente.

    Ma cosa c’è dietro questo fatto? Cerchiamo di ricostruire come è iniziato tutto.

    Come ha scoperto la pagina di Valigia Blu, la pagina “Perché Sì” si chiamava inizialmente “Corrado Augias” ed era una pagina di fan del giornalista e conduttore televisivo. Qualche tempo fa, precisamente il 26 ottobre scorso, come precisa un utente sulla pagina di Valigia Blu, la pagina, inattiva da tempo, ha cambiato nome – ma anche intento – in “Corrado Perchè Sì” (Augias è favorevole al Sì al referendum), poi in “Perché Sì“. Come accade in questi casi gli utenti che avevano già messo like alla prima versione della pagina (che aveva collezionato quasi 80.000 like) si sono poi ritrovati fan di una pagina che aveva cambiato non solo nome ma anche intenti e contenuti e molto probabilmente molti di loro avevano ricevuto una notifica di cambio di denominazione e si erano disiscritti. Chi se n’è accorto tardi si è sentito truffato e derubato a propria insaputa del proprio like e ha protestato contro la pagina “Perché Sì”.

    A seguito di tutte queste proteste e segnalazioni la pagina è stata chiusa la mattina del 17 novembre per poi ricomparire nel pomeriggio. Attualmente non è più online.

    Gli amministratori della pagina si sono giustificati dicendo che tale pagina era nata “dalla evoluzione di altre pagine, autorizzata da Facebook”, chiarendo poi che “chiunque non si ritrovi nelle nostre posizioni e abbia idee diverse, può senza difficoltà togliere il like e cercare altrove temi di confronto o di conforto”.

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    ALTRI CASI DI “FURTI” DI LIKE

    Un caso del genere è già accaduto nel 2009 quando una pagina con quasi due milioni di like dedicata alla solidarietà alle vittime del terremoto del 2009 aveva cambiato improvvisamente nome in “Solidarietà a Silvio Berlusconi” ed anche in quell’occasione la cosa aveva provocato parecchio scalpore (LEGGETE QUI PER APPROFONDIRE).

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