Referendum costituzionale 2016

Cosa prevede le riforma costituzionale? La spiegazione dei pro e dei contro

Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016: cosa e perché si vota?

Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016: cosa e perché si vota?

Prima puntata con le videospiegazioni sul referendum costituzionale

Docente di Diritto Costituzionale in News Politica, Politica, Referendum, Referendum Costituzionale 2016
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    Referendum Costituzionale: cosa si vota e perché

    Quante ne sai sul Referendum Costituzionale? Il prossimo 4 dicembre saremo chiamati a esprimerci in sede referendaria sul testo della riforma della nostra Costituzione approvato recentemente dal nostro Parlamento. Il senso di questi video è quello di fornire a tutti i cittadini quelle informazioni necessarie e sufficienti a meglio comprendere il testo della riforma onde esprimere in modo più consapevole il proprio voto. Inizieremo da una prima domanda ‘Cosa e perché si vota‘, nei prossimi video invece andremo a analizzare le singole parti di cui la riforma costituzionale si compone.

    COSA SI VOTA?
    Cosa si vota è presto detto: il nostro Parlamento ha adottato un testo di revisione della seconda parte della Costituzione e i cittadini sono chiamati a esprimere o a negare il proprio consenso affinché esso entri in vigore. Ciascun cittadino è quindi chiamato a valutare se il testo della Costituzione oggi vigente sia preferibile o meno rispetto al testo per come sarebbe all’indomani dell’entrata in vigore della riforma

    PERCHE’ SI VOTA?
    La Costituzione è quel testo che disciplina i principi fondamentali della nostra convivenza civile, motivo per cui la sua revisione non può essere affrontata e operata come una normale legge. Al contrario serve un atto normativo particolare che si chiama Legge di Revisione Costituzionale, la quale richiede un procedimento di approvazione più lungo, più complesso e complicato rispetto al normale iter di approvazione delle leggi. Da questo punto di vista il nostro Costituente ha previsto due grandi possibilità. La prima è che sul testo della revisione costituzionale si trovi in Parlamento una maggioranza particolarmente ampia. Altrimenti, se una tale maggioranza non viene raggiunta – come non è stata raggiunta nei mesi precedenti, da parte del nostro Parlamento – il testo di revisione è sottoposto a un giudizio finale degli elettori affinché esso entri o meno in vigore.

    Motivo per cui il prossimo 4 dicembre siamo chiamati a operare una valutazione comparativa – il testo attualmente in vigore oppure il testo per come è riformato – e a dichiarare attraverso l’esercizio del nostro diritto di voto, quale secondo noi sia il testo preferibile.

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    SCRITTO DA Prof. Edmondo Mostacci Docente di Diritto Costituzionale Segui autore:
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