Sondaggi Referendum Costituzionale 2016: Sì o No? Il dibattito visto dalla Rete

Sondaggi Referendum Costituzionale 2016: Sì o No? Il dibattito visto dalla Rete

Molte le critiche a Renzi, protagonista assoluto delle discussioni

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    Sondaggi Referendum Costituzionale 2016: Sì o No? Il dibattito visto dalla Rete

    In attesa di conoscere i risultati del Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016, per farsi un’idea del sentimento generale che aleggia tra gli italiani a proposito di questa consultazione referendaria, può essere interessante dare uno sguardo a quello che succede in Rete, ossia alle conversazioni che gli utenti del web fanno online e ai contenuti condivisi sui social network. Cosa emerge da questa sorta di sondaggio, a meno di due mesi dal Referendum sulla Riforma Costituzionale? Sul Web si registra ben il 76,18% di commenti negativi verso il Decreto Legislativo proposto dalla Ministra Boschi, mentre il restante 23,55% consiste invece nei commenti a favore del Referendum. Vediamo di seguito altri dati nel dettaglio.

    All’interno delle conversazioni online analizzate sono stati rilevati i protagonisti principali del dibattito costituzionale. Il protagonista assoluto delle discussioni è Matteo Renzi, che viene citato nel 54% delle conversazioni, seguito dal Movimento 5 Stelle (24%), il Presidente Sergio Mattarella (12%) e Massimo D’Alema (10%). La ricerca delinea anche la distribuzione dei contenuti per tipologia di canale. La maggior parte dei commenti generati dagli utenti si trova infatti all’interno dei siti di testate giornalistiche (36,6%), seguiti da blog (21,1%) e portali di news (19,1%).

    Nel periodo preso in esame (tra agosto e settembre 2016) su Facebook il 67% delle pagine che parlano del Referendum sono a favore del No (con un totale di 64.994 fan), il 30% del Sì (con un totale di 10.929 fan) e il restante 3% (con un totale di 224 fan) hanno esclusivamente uno scopo informativo e divulgativo, senza alcuna connotazione politica. Su Twitter sono stati invece rilevati oltre 550.000 tweet riguardanti il Referendum Costituzionale e quasi 53.000 utenti attivi su questo tema. Ecco la classifica dei 15 #hashtag più utilizzati:

    Posizione # – Hashtag Percentuale sul totale di tweet analizzati
    1 IoVotoNO 37%
    2 ReferendumCostituzionale 12%
    3 Referendum 11%
    4 Renzi 9%
    5 RiformaCostituzionale 5%
    6 IodicoNO 4.70%
    7 BastaunSI 4%
    8 4dicembre 3.5%
    9 NO 2%
    10 SioNo 1.9%
    11 ottoemezzo 1.7%
    12 M5S 1.6%
    13 Benigni 1.3%
    14 Boschi 1.3%
    15 Costituzione 1.2%

    Nell’analisi condotta da Reputation Manager, che ha monitorato i contenuti online generati spontaneamente dagli utenti a proposito del Referendum Costituzionale si mette in luce il tenore e l’orientamento del dibattito su internet fra i due schieramenti. Ad esempio gli utenti del web che citano il M5S pensano che i suoi esponenti siano molto capaci di mantenere un contatto diretto con i cittadini usando una comunicazione chiara ed efficace, anche in questa campagna elettorale a favore del No.

    Per quanto riguarda il Partito Democratico di cui è segretario il premier Matteo Renzi, per il popolo del web i motivi di fondo che spingono Massimo D’Alema a schierarsi a favore del No sono altri rispetto a quelli costituzionali; cioè si dice che quest’appoggio al No sia solo un’altra arma per portare a termine la sua lotta intestina al partito, andando anche contro sue precedenti posizioni politiche.

    Molte sono le critiche al Premier Renzi, che viene attaccato su diversi fronti, dal popolo del web, ma anche al Presidente Mattarella, che invece viene criticato per l’assenza nel dibattito di una sua presa di posizione chiara rispetto a questioni giudicate importanti e anche per la mancanza di risposte alle richieste dei comitati per il No (il riferimento è alla denuncia per la mancanza di visibilità nelle reti televisive, ma anche le dichiarazioni dell’Ambasciatore Americano, che secondo i sostenitori del No erano finalizzate a influenzare il voto degli italiani sul Referendum). Ad ogni modo è Renzi il vero bersaglio del web. Gli utenti gli contestano ripetutamente: la personalizzazione del voto (poi ritrattata), le ‘false promesse’ utili solo per attirare voti, l’atteggiamento catastrofico nel caso in cui vincessero le ragioni del No.

    “È importante considerare che l’emotività che caratterizza il fronte del No è superiore rispetto a quella che caratterizza il fronte del Sì” dichiara Andrea Barchiesi, CEO e fondatore di Reputation Manager “Di conseguenza i risultati e i numeri della nostra ricerca non vanno letti come un’indicazione e un’intenzione di voto da parte degli utenti, ma come una fotografia delle discussioni e delle argomentazioni presenti in rete. Sono dati di cui bisogna tenere comunque conto perché rappresentano la voce online del Paese che si esprime su un dibattito molto acceso da diversi mesi: il Referendum Costituzionale.”

    (nella foto in alto: Matteo Renzi intervistato dal vice direttore de La Stampa Massimo Gramellini)

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