Ponte sullo Stretto? Il sindaco di Messina Renato Accorinti dice no: ‘E’ una provocazione che ci offende’ [INTERVISTA]

Ponte sullo Stretto? Il sindaco di Messina Renato Accorinti dice no: ‘E’ una provocazione che ci offende’ [INTERVISTA]
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    Ponte sullo Stretto? Il sindaco di Messina Renato Accorinti dice no: ‘E’ una provocazione che ci offende’ [INTERVISTA]

    Il Ponte sullo Stretto? Matteo Renzi è pronto, anzi prontissimo, a sbloccare i fondi. Il premier però soffre di amnesia e dimentica che nel 2012 nella tappa di Sulmona del suo tour per le Primarie aveva annunciato un secco NO al progetto. All’epoca per Renzi la priorità era rimettere in sesto l’edilizia scolastica del Meridione. Anche nel marzo del 2016 Renzi ribadì che le priorità per il Sud erano altre: ‘Iniziamo a mettere a posto le strade di Sicilia, perché se non riusciamo a unire Catania con Messina e Palermo di che cosa parliamo?
    L’ultima giravolta di Matteo Renzi ha scatenato gli appetiti dei costruttori, ma anche un vespaio di polemiche. A questo proposito abbiamo intervistato Renato Accorinti, sindaco di Messina da sempre contrario alla realizzazione del ponte sullo Stretto.

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    Qual è stata la sua reazione a caldo quando ha sentito l’annuncio di Renzi?
    Non mi sono meravigliato più di tanto perché tutta la classe politica, da destra a sinistra, ha sempre cercato di cavalcare la questione con l’unico fine di trarne un qualche tipo di beneficio.

    Un beneficio solo per i politici o anche per le popolazioni del Sud?
    Per le popolazioni che vivono sullo Stretto e per tutto il Sud non esiste alcun beneficio possibile. Finora si sono solo sperperati seicento milioni di euro nel progetto di un’opera inutile, anzi devastante, che offende un territorio che invece avrebbe bisogno di strade, scuole, infrastrutture e ferrovie. Un’opera che si vorrebbe edificare nel posto più pericoloso del Mediterraneo, proprio sopra una faglia in continuo movimento.

    Dia una risposta a chi sostiene che i pedaggi stradali potrebbero ripagare i costi
    Con il costo dei pedaggi stradali non si rientrerebbe nelle spese nemmeno fra 150 anni.

    Torniamo alla carenza di infrastrutture
    Il ponte sarebbe solo una cattedrale del deserto. In Sicilia abbiamo la peggiore ferrovia d’Europa. Viaggiamo a binario unico e in certi tratti anche a gasolio. Ne vogliamo parlare? Qual è la priorità, ammodernare la linea ferroviaria o creare un ponte modernissimo che collega due deserti? Guardiamo alle alternative: via mare le merci viaggiano nel modo più economico possibile e meno impattante a livello ambientale. Il binario unico non solo rallenta i tempi di percorrenza, ma è anche un pericolo per la sicurezza delle persone, se non ci siamo già scordati di cosa è successo in Puglia.
    Vogliamo anche parlare dei tempi di percorrenza? Se un turista arriva a Catania e decide di andare a Trapani, Erice o Marsala fa prima a prendere un altro aereo e raggiungere New York (da Catania a Trapani oltre 9 ore di viaggio e minimo 3 cambi, ndr).

    Diciamo che le priorità sono altre
    Certo! La vera grande opera per il Sud è la messa in sicurezza del territorio. Ci siamo dimenticati dei 37 morti di Giampilieri? 37 morti per una frana! Ci siamo dimenticati che la frana ha distrutto l’acquedotto l’anno scorso? E che dire dell’altra frana che ha invaso l’autostrada Messina-Palermo e che da un anno sta lì senza che nessuno abbia tolto nemmeno un secchio di terra? Ci parlano del ponte mentre noi qui viviamo situazioni inverosimili.

    Ok: pessime ferrovie e pessime autostrade… per fortuna avete gli aeroporti, no?
    L’aeroporto di Catania è il quarto d’Italia e non si può raggiungere se non viaggiando su gomma anche se la ferrovia gli passa accanto. Ma perché non fare una stazione proprio lì? Immagini un tedesco che sbarca dall’aereo, prende un treno e arriva a Catania oppure, grazie a dei collegamenti strategici, alle Eolie. Rimarrebbe stregato! Con dei collegamenti strategici un turista sognerebbe di tornare in Sicilia ogni settimana! Le potenzialità del nostro territorio sono straordinarie. I nostri giovani fuggono a cercare lavoro all’estero mentre il turismo potrebbe essere il motore dell’economia del Meridione.

    Cosa chiede a Renzi?
    Il governo ci dia le infrastrutture. Perché ad altri sono state date e a noi no? L’aeroporto di Roma non l’ha fatto certo il Comune di Roma. Siamo seduti sull’oro: la Sicilia ha siti archeologici Unesco, cibo meraviglioso, un’agricoltura con potenzialità grandiose. Noi spediamo i nostri agrumi ai tedeschi e loro ce li rivendono come succhi di frutta. Potremmo trasformarceli noi con gli opportuni investimenti.
    Il governo vuole o non vuole darci cose essenziali come porti, aeroporti, strade e ferrovie? Il ponte è una provocazione che non accetto perché solo la proposta offende la nostra dignità e la nostra intelligenza. Avverto Renzi: che metta da parte la proposta perché riceverà solo un secco NO. Siamo pronti a tutto!

    Dica la verità: ma lei crede veramente che Renzi voglia fare il Ponte? Andiamo, se ne parla da decenni…
    Ovviamente no, è uno spot elettorale. Ma bisogna dare una risposta immediata, perché io non lecco il culo a nessuno!

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