Renzi-Travaglio, scintille dalla Gruber: da Happy Days al bipolarismo cazzaro

Renzi-Travaglio, scintille dalla Gruber: da Happy Days al bipolarismo cazzaro

Il racconto del duello a Otto e Mezzo, tra battute e frecciate esilaranti

da in Lilli Gruber, Marco Travaglio, Matteo Renzi, Politica
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    Renzi-Travaglio, scintille dalla Gruber: da Happy Days al bipolarismo cazzaro


    Matteo Renzi e Marco Travaglio, che duello! Nello studio di Otto e Mezzo, con la padrona di casa Lilli Gruber a tenerli a bada, il premier e l’ostico direttore del Fatto Quotidiano hanno dato spettacolo condendo il dibattito sull’attualità in diretta tv con frecciate e battute. Argomenti: referendum, Italicum, Olimpiadi, copie del Fatto Quotidiano vendute e personaggi di Happy Days. Fino ad arrivare al bipolarismo cazzaro, la definizione del giornalista al nuovo bipolarismo renziano.

    Renzi ha voluto sfidare e provocare, faccia a faccia, Travaglio. Il nemico numero uno di Silvio Berlusconi. I nostalgici sono sicuramente tornati con la mente a quella volta che l’ex Cavaliere era entrato nella gabbia dei leoni in diretta nazionale, sfidando (e domando) Michele Santoro e il suo braccio armato Travaglio ad Anno Zero. Pulendo la sedia di quest’ultimo, prima di sedercisi sopra. Scena epica, per gli amanti del genere. Il duello di giovedì sera su La7 non è stato su quei livelli ma è risultato altrettanto godibile. “Ero di là, stavo finendo di leggere tutte le cazzate che scrivi su di me”, avrebbe esordito sarcastico Renzi, salutando il nemico in sala trucco. Poi, a riflettori accesi, è iniziata la battaglia.

    Su Jobs Act e disoccupazione, il premier difende la sua riforma del lavoro: quello creato è “lavoro a tempo indeterminato”, “non è che se ti assumo poi sei sbattuto fuori“. Travaglio: “Siete voi che fate danni”. “Rispettabile, ma una sua opinione”, ribatte Renzi, che quindi spara la prima cartuccia: “Quello che è diminuito sono le copie vendute del Fatto Quotidiano, non i posti di lavoro”.

    Argomento caldo il referendum sulla riforma costituzionale. Parte il giornalista parlando dell’articolo 70 della Costituzione: “Posso dire una cosa sulla semplificazione? L’articolo 70 della Costituzione di oggi, nove parole. Questo è quello dei semplificatori: due pagine. Ci sono almeno dieci modi per approvare una legge, attraverso le due Camere. È la paralisi. Si passa dal bipolarismo perfetto al bipolarismo cazzaro. Non è vero che sparisce il ping pong Camera-Senato”.

    Pronta la difesa del premier: “Travaglio, la sua incompetenza costituzionale è impressionante”. Renzi continua: “La riforma costituzionale porta 500 milioni di euro di risparmi. Noi stiamo togliendo il giochino dei rimborsi ai partiti. Chi vota SÌ toglie questo meccanismo, chi vota NO vota la Casta”.

    “Fate senatori quelli che si comprano le mutande coi soldi pubblici e gli date l’immunità”, ribatte l’altro, che affonda: “Nell’articolo 70 non si capisce niente, Zagrebelsky ha detto che smette di insegnare se passa perché non si capisce. Chi scrive una roba così a scuola viene bocciato col due”. Risposta di Renzi: “L’articolo 70 è scritto nel dettaglio per evitare che si faccia ricorso continuo alla Corte Costituzionale.

    Mi stupisce che si pongano elementi formali rispetto a un tema sostanziale. Oggi Camera e Senato sono due grandi assemblee di condominio”.

    Sulla legge elettorale Renzi promette: “Se il parlamento è disponibile a cambiare la legge elettorale noi ci stiamo”. Travaglio: “Ero renziano quando gli sentivo dire ‘dimezzeremo i deputati e senatori e poi pure le indennità’. Quello sarebbe stato un bel risparmio. Sono preoccupato perché adesso il Pd si sta rendendo conto che l’Italicum è una vaccata, non vorrei che dopo che vince il Sì si rendano conto che è una vaccata come l’Italicum. Ci teniamo una roba scritta coi piedi. Va scritta in italiano, è ostrogoto”.

    Altro tema caldo, quello delle Olimpiadi Roma 2024 che, come ha deciso la sindaca Virginia Raggi, non s’hanno da fare. Renzi assicura che la partita è chiusa e che non ci saranno ritorsioni contro la Capitale: “Dipenderà dal consiglio comunale ma se il sindaco ha deciso di dire no immagino che pensi di avere la sua maggioranza con lei. Se i consiglieri voteranno il no nessuno vuole fare i Giochi contro il Comune. Quello che mi amareggia è l’idea che si dà del paese ovvero che i grandi eventi non si possono fare perché qualcuno ruba. Questo è impressionante. È come se i grillini dicessero: non riusciamo a cambiare le cose”. Di tutt’altro parere, ovviamente, Travaglio: “Le Olimpiadi sono una tranvata pazzesca anche senza corruzione, è una macchina che non può funzionare in attivo, come tutti i grandi eventi, come l’Expo”. Poi un’altra scintilla. Renzi: “Io tifo per l’Italia, non come Travaglio che su Italia-Germania tifava Germania…”. Non si scompone il direttore del Fatto: “Quella di Bearzot la tifavo anche io”.

    Renzi parla anche del Fertility Day e delle polemiche che ha scatenato: “Il manifesto è una cosa inguardabile dal punto di vista della comunicazione. Lorenzin ha posto un tema vero ovvero quello della mancata crescita demografica ma lo hanno detto in un modo che fa rizzare i capelli anche a Berlusconi”. Nessuna richiesta di dimissioni però al ministro della Sanità: “Non scherziamo”.

    Tra le altre esilaranti battute, c’è Renzi che cita Luigi Di Maio: “Non sono tutti Di Maio c’è anche chi capisce le mail”. Poi entrano in gioco i personaggi di Happy Days, la serie cult degli anni 70 e 80. Travaglio accusa Renzi di saper chiedere scusa come Fonzie. E il premier: “Lei però non faccia il Ralph Malph”. Sempre a proposito di menzogne, Travaglio: “Da piccolo ti chiamavano il bomba”. Lilli Gruber a quel punto interviene: “Presidente Renzi, Travaglio, per favore, devo chiudere. Sennò vi tolgo l’audio”. Sigla, fine. Applausi.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Lilli GruberMarco TravaglioMatteo RenziPolitica Ultimo aggiornamento: Venerdì 23/09/2016 11:03
     
     
     
     
     
     
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