Lega Nord, Pontida: Salvini vuole cambiare l’Italia ma Bossi frena: ‘Mai partito nazionale’

Lega Nord, Pontida: Salvini vuole cambiare l’Italia ma Bossi frena: ‘Mai partito nazionale’

Bossi polemizza con Salvini ma è il segretario il più potente tra i due

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    Lega Nord, Pontida: Salvini vuole cambiare l’Italia ma Bossi frena: ‘Mai partito nazionale’

    Il sacro prato di Pontida ha ospitato il consueto raduno della Lega Nord che quest’anno – in cui ricorre il ventennale – ha visto mancare Gianluca Buonanno, morto in un incidente stradale lo scorso giugno e ricordato da Matteo Salvini sul palco, insieme alla mamma del parlamentare leghista. Era presente invece il fondatore storico della Lega Umberto Bossi, che ha polemizzato, neanche poi troppo velatamente, con l’attuale leader Salvini a causa del suo progetto futuro per il partito. Da una parte il segretario della Lega Nord vuole arrivare a governare l’Italia, prendere cioè il posto di Renzi, e dall’altro il Senatùr ribadisce che il partito da lui fondato non sarà mai nazionale: è nato al nord per il nord, per la secessione da Roma e il federalismo, non per altro.

    E’ questo uno dei tanti striscioni che si leggono tra gli stand di Pontida, dove per il raduno della Lega nord sono arrivate delegazioni da tutto il Nord Italia, ma anche dalle zone terremotate di Marche e Lazio e dai gruppi di militanti di “Noi per Salvini” del Sud Italia che hanno riempito i banchetti di ricotte fresche e caciocavalli. Non mancano bandiere ‘secessioniste’, barbe verdi, slogan contro Renzi e a favore del federalismo fiscale, gente in kilt, magliette contro papa Francesco (troppo a favore dell’immigrazione), suonatori di corni e qualche ruspa.

    Raduno tradizionale dei militanti leghisti sul prato di Pontida

    Papa Benedetto aveva idee molto precise sull’Islam. Quelli che invitano gli imam in chiesa non mi piacciono” ha ribadito il leader della Lega Nord, che prima di dare il via alla giornata conclusiva del tradizionale raduno di Pontida, ha fatto un giro tra gli stand dei sostenitori. Salvini si è fermato davanti al banchetto dei giovani padani, che esponevano una maglietta con scritto “Il mio Papa è Benedetto“. Allo stand è stato raggiunto da Gad Lerner, che lo ha incalzato chiedendogli se approvasse quello slogan. Salvini ha risposto: “Non mi intendo di Papi, ma sono fermo a qualche tempo fa, a Papa Benedetto“.

    Chiedo un abbraccio a una donna di 83 anni, alla mamma di Gianluca Buonanno, la invito a non mollare mai e a proseguire con la voglia di libertà per la Valsesia e per il Piemonte“, ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini dal palco di Pontida, ricordando l’europarlamentare del Carroccio scomparso nel giugno scorso in un incidente stradale e inviando un pensiero alla mamma del politico. Il popolo del Carroccio ha risposto con un lungo applauso.

    Raduno tradizionale dei militanti leghisti sul prato di Pontida

    Se qualcuno pensa che il futuro della Lega sia quello di un piccolo partito servo di qualcuno, di Berlusconi o di Forza Italia, ha sbagliato. Noi non faremo accordi con nessuno, non vogliamo tornare al 4%, non mi interessano dei parlamentari in più, voglio cambiare questo paese, ma alle nostre condizioni, senza avere il cappello in mano“, tuona il segretario del Carroccio Matteo Salvini parlando alla pancia dei suoi elettori che lo acclamano entusiasti a Pontida, dove rilancia l’autonomia del Carroccio rispetto agli altri partiti di centrodestra, anche se precisa che l’interlocutore privilegiato all’interno della coalizione resta proprio l’ex Cavaliere e non Stefano Parisi che a Milano nei giorni scorsi ha organizzato un “congresso mummificato”.

    Raduno tradizionale dei militanti leghisti sul prato di Pontida

    Salvini ha chiarito la posizione della Lega rispetto alla proposta di Stefano Parisi. All’interno del centrodestra “il mio interlocutore in questo momento è il segretario di Forza Italia Silvio Berlusconi, visto che con Giorgia Meloni l’accordo è sostanzialmente generale” ha detto Matteo Salvini, a margine del raduno di Pontida, rispondendo a chi gli chiedeva chi sia il suo interlocutore. “Se ti chiami Scajola, stai con Alfano, Fini e Verdini. Non con me.

    Se voi volete questa gente, cercate un altro segretario federale“, ha detto riferendosi alla convention dell’ex manager. Per Salvini, infatti, l’avversario “è fuori”. “Si vince se siamo uniti, se si discute dove si deve discutere ma non portando in piazza le paturnie – ha aggiunto rivolto alla platea di sostenitori – . Chi va su Facebook a rompere le palle o a fare le pulci al segretario di sezione, è fuori“.

    Raduno tradizionale dei militanti leghisti sul prato di Pontida

    Voglio cambiare il Paese ma come voglio io“, ha detto Salvini che punta al “presidenzialismo”. Dopo aver votato “no” alla riforma costituzionale di Renzi, “noi cambieremo la Costituzione“, assicura il segretario del Carroccio, che propone “un presidente della Repubblica eletto dai cittadini, che abbia potere di governare e di scegliere i ministri“. La riforma, ha aggiunto, sarebbe in senso federale con “una sola Camera eletta con il proporzionale, i referendum sui trattati internazionali, il vincolo di mandato e i giudici eletti dal popolo“.

    Prima ci liberiamo dall’Europa dei massoni e delle banche, poi ognuno decide come fare“, ha proseguito. “Questo Paese – ha aggiunto il segretario leghista – sta insieme solo come aveva detto il genio di Gianfranco Miglio. Sta insieme con il federalismo, con l’insieme delle diversità“. “Sono orgoglioso – ha proseguito – di aver fatto accordi con Marie Le Pen, gli austriaci ma anche con Putin. Questa è la strada poi ognuno vedrà. Perché se oggi vado a bussare a Roma mi risponde un usciere o al massimo Renzi. Il vero nemico è a Bruxelles“.

    lega nord Bossi

    Il fondatore del Carroccio Umberto Bossi ha invece difeso l’Europa (che ha dato il via libera alla macroregione alpina, e ha chiesto al Nord “solo 2,5 miliardi di euro” contro i 100 miliardi che ha domandato l’Italia). “Chi è il nemico maggiore?”, si è chiesto Bossi che ha sottolineato come l’obiettivo della Lega – al contrario di quanto sostenuto Salvini – resti la secessione da Roma e la lotta per l’indipendenza del Nord. “In questi mesi ho studiato con molta attenzione la Lega – ha concluso Bossi -. La Lega è in un momento di grande confusione, non è stata né carne né pesce, sembrava un anfibio, ma la Padania resta nel cuore e nella testa” dei militanti. “Penso e credo che questa Pontida abbia chiarito ben e le cose su quale deve essere la via”.

    La Lega non potrà mai diventare un partito nazionale, potrà aiutare tutti ma stando nelle sue radici“. Lo ha detto il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi dal palco di Pontida, sottolineando che il Carroccio deve innanzitutto lottare per la libertà della Padania. “La Lega è nata per difendere il Nord oppresso non per altre cose. La Lega sarà sempre pronta a aiutare chi vuole conquistare la libertà nel proprio Paese, però è fondamentale che il Nord conquisti la propria libertà“, ha aggiunto. “La Padania raggiungerà la sua libertà. Forse ci mancava qualche martire ma ci sta pensando lo Stato italiano a crearlo“, ha proseguito Bossi, che non ha dimenticato i simpatizzanti meridionali: “Saluto anche gli amici del Sud che fanno una lotta un po’ diversa rispetto a noi, perché vogliono vedersi riconosciuto quello che negli anni lo Stato ha promesso ma non ha mai dato. Non credete a quello che dicono i giornali – ha proseguito rivolgendosi ai militanti arrivati a Pontida dal Sud Italia – noi non ce l’abbiamo mai avuta contro la gente del Sud, ma contro lo Stato centralista“.

    Dopo l’attacco di Bossi, nemmeno troppo velato, alla linea tenuta da Salvini, il segretario ha risposto così, forte del fatto che i numeri a proposito del consenso della base, gli danno ragione: “Faccio con un giorno d’anticipo gli auguri a Umberto Bossi. Io non sono per la rottamazione, anzi mi fanno schifo quelli che fino al giorno prima erano i loro fratelli, mi fanno schifo le persone che come Renzi dicono ‘Enrico stai sereno’ e poi vanno a governare al loro posto“. “Io sarò sempre grato a Umberto Bossi per quello che mi ha insegnato, perché mi ha fatto capire che sono una persona e non un numero – ha aggiunto dal palco di Pontida – . Certo, è la sesta volta che mi dice che non capisco un c…. Allora cosa faccio? Lo abbraccio perché non posso fare niente contro Umberto Bossi“.


    E conclude con un messaggio su Twitter ”Io non sono per la rottamazione, io non accoltello alle spalle il passato! Io sono e sarò sempre grato a Bossi!”, ma è chiaro che, nonostante resti sempre una figura di riferimento, ormai Bossi conta davvero molto poco nelle dinamiche del partito. E Salvini lo sa.

    1966

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