Italicum bocciato dalla Consulta? A rischio la legge elettorale di Renzi

Italicum bocciato dalla Consulta? A rischio la legge elettorale di Renzi

Tre i punti della legge a rischio incostituzionalità

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    Italicum bocciato dalla Consulta? A rischio la legge elettorale di Renzi


    La Corte Costituzionale potrebbe bocciare l’Italicum: sono tre i punti a rischio incostituzionalità della nuova legge elettorale. Tre punti sotto la lente d’ingrandimento dei giudici della Consulta che si riuniranno il 4 ottobre. E il premier Matteo Renzi, che proprio domenica si è detto disposto a modificare la sua creatura, comincia a dormire sonni agitati. Il rischio bocciatura dell’Italicum e il rischio flop del referendum costituzionale minano la tenuta del governo.

    I giudici della Corte Costituzionale si riuniranno per discutere i ricorsi presentati dai tribunali di Torino e Messina sulla costituzionalità della legge elettorale. Qui le novità introdotte dall’Italicum, entrato in vigore l’1 luglio 2016. A far storcere il naso alla Consulta tre punti in particolare: il premio di maggioranza, il divieto di alleanza tra partiti al ballottaggio e le candidature plurime, ovvero la possibilità di presentarsi in più collegi. Questioni su cui aleggia il fantasma incostituzionalità, appunto, che potrebbero portare alla bocciatura (anche solo parziale) dell’Italicum. Legge elettorale che, secondo i programmi ottimistici di Renzi, debutterà per le elezioni del 2018. Sempre se il governo regge. I giudici vorrebbero esprimersi in fretta proprio per consentire di approvare in tempo le eventuali modifiche.

    Tre, dicevamo, i nodi da sciogliere. Il primo è il premio di maggioranza destinato al partito che supera il 40% al primo turno o che vince al ballottaggio.

    Secondo i giudici che hanno presentato ricorso si tratta di un premio incostituzionale in quanto viene a mancare “una base minima per accedere al secondo turno”, una “soglia critica di consensi” senza di cui “il premio non garantisce l’effettiva valenza rappresentativa del corpo elettorale”.

    L’altro nodo è il divieto di apparentamento tra partiti all’eventuale ballottaggio: ovvero non si possono alleare. Ricordiamo che l’Italicum introduce il doppio turno: vince la coalizione o la lista singola che al primo turno supera il 40% delle preferenze. Se nessuno supera questa soglia, le due liste o coalizioni che hanno ottenuto il maggior numero di voti, vanno al ballottaggio. Il divieto di alleanza, sostiene l’ordinanza piemontese, “risulta irrazionale”.

    L’ultimo nodo è quello relativo alle candidature plurime, ovvero la possibilità di presentarsi in più collegi. La Consulta sarebbe orientata a ripristinare “un criterio minimo nella scelta del collegio di elezione”, per stabilire “come collegio di adozione quello in cui il candidato ha ricevuto più voti”.

    La notizia della probabile bocciatura dell’Italicum era già nell’aria. Tanto che sia l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il premier hanno parlato di modifiche. “Con l’Italicum si rischia di consegnare il 54% dei seggi a chi, al primo turno ha preso molto meno del 40% dei voti”, ha affermato il presidente emerito, che ha chiesto al governo di “definire il suo atteggiamento indipendentemente dall’attesa del pronunciamento della Consulta”. Renzi, alla festa dell’Unità di Catania di domenica 11 settembre, ha aperto alle modifiche: “Siamo pronti a discutere. C’è bisogno che gli altri facciano le loro proposte, noi faremo le nostre”.

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